14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Anche tu, come altri 370 milioni di persone, sei infetto dal parassita della strongiloidiasi? Attenzione a questi sintomi

L’infezione parassitaria strongiloidiasi è molto diffusa ma poco conosciuta. Infetta fino al 60% delle persone e provoca diversi spiacevoli sintomi per mezzo di un verme che colonizza e si riproduce a dismisura nell'intestino
Mal di stomaco da parassitosi
Mal di stomaco da parassitosi (DexonDee | shutterstock.com)

Un verme parassita infetta circa 370 milioni di persone nel mondo, ma di questo si parla poco. Eppure, la sua incidenza è superiore a quella della malaria, di cui invece si parla tanto. Se poi si conta che può colpire fino al 60% della popolazione, va da sé che si dovrebbe fare maggiore informazione circa questa parassitosi.

La causa
A causare la strongiloidiasi è un verme parassita nematode chiamato Strongyloides stercoralis. Anche se questo parassita è maggiormente diffuso nei Paesi tropicali e subtropicali, lo si trova anche in quello a clima temperato, come per esempio l’Italia. Il verme vive principalmente nel terreno, e infetta l’uomo attraverso la pelle. Per cui se si viene in contatto con del terreno contaminato (per esempio camminando a piedi nudi o toccando con le mani) attraverso parti del corpo il parassita può penetrare nel corpo e insediarsi nell’apparato gastrointestinale. In genere il verme adulto si localizza nell’intestino e, da qui, produce un’infinità di larve che si riproducono a dismisura.

Il nematode Strongyloides stercoralis al microscopio
Il nematode Strongyloides stercoralis al microscopio (Jarun Ontakrai | shutterstock.com)

I sintomi
Spesso accade che si è stati parassitati e non ci si rende conto, dato che i sintomi possono essere scambiati per derivanti da altre cause. I principali sintomi della strongiloidiasi sono diarrea, dolori addominali, prurito, eruzioni cutanee, disturbi vari a carico del sistema digerente, disturbi dell’apparato respiratorio come per esempio asma.

Si può anche morire
Se non trattata adeguatamente, la strongiloidiasi può degenerare. Oltre a ritrovarsi pieni di questi vermi, che si moltiplicano a dismisura, si può incorrere in tutta una serie di complicazioni. A essere più a rischio sono le persone immunodepresse, i pazienti oncologici, coloro che assumono alte dosi di cortisonici o cortisone. In questi casi, la malattia può assumere forme gravi che portano in molti casi alla morte.

Se si sospetta qualcosa
Se si sospetta di essere stati infettati dal parassita è bene rivolgersi a un Centro per le Malattie Tropicale più vicino alla propria zona di residenza e, qui, sottoporsi a un esame sierologico per individuare l’eventuale presenza della parassitosi.

Una malattia sottovalutata
Secondo la dott.ssa Kirstin Ross, del gruppo di ricerca sulla salute ambientale della Flinders University in Australia, nonostante il parassita contagi circa 370 milioni di persone in tutto il mondo, e che pertanto sia più comune della malaria, questa patologia rimane la più trascurata delle malattie tropicali. Il nematode Strongyloides stercoralis, avverte la ricercatrice, è spesso causa di una forma di iperinfezione che provoca la generazione di enormi numeri di larve e poi vermi all’interno dell’ospite umano. Poi il verme esce dall’intestino in cui si era insediato per diffondersi dai tessuti in altri organi. Così molti pazienti rischiano di morire.