28 giugno 2022
Aggiornato 08:30
Cannabis e morbo di Crohn

La Cannabis potrebbe combattere il morbo di Crohn e altre malattie intestinali

Uno studio condotto dagli scienziati dell'Università del Massachusetts ha rilevato come la Cannabis sia in grado di ridurre l’infiammazione intestinale

La Cannbis contro il morbo di Crohn?
La Cannbis contro il morbo di Crohn? Foto: Shutterstock

Lo studio sui benefici derivanti dalla Cannabis prosegue senza sosta e sta coinvolgendo scienziati provenienti da ogni angolo del pianeta. La pianta più antica della Terra, infatti, sembra aver riscosso un enorme successo in campo terapeutico e pare essere la soluzione a molte malattie moderne. Una di queste sarebbe il morbo di Crohn, patologia per la quale si otterrebbero diversi benefici in termini di riduzione dell’infiammazione. Ecco i risultati ottenuti da alcuni scienziati dell'Università del Massachusetts.

Riduzione dell’infiammazione
Chi fuma la Cannabis spesso accusa problemi gastrointestinali, motivo per cui i ricercatori sono rimasti a bocca aperta quando hanno notato i risultati del loro ultimo studio. Le sostanze attive presenti nella pianta, infatti, sono riusciti a diminuire e controllare l’infiammazione intestinale durante una ricerca condotta su modello animale.

Colite ulcerosa e morbo di Crohn
I risultati ottenuti in quest’ultimo studio potrebbe portare alle creazioni di nuovi trattamenti per le persone che devono convivere ogni giorno con malattie infiammatorie intestinali, colite ulcerosa e morbo di Crohn. «Ci sono state molte prove aneddotiche sui benefici della marijuana medica, ma non c'è stata molta scienza a sostenerle. Per la prima volta, siamo riusciti ad avere una comprensione delle molecole coinvolte nel processo e di come gli endocannabinoidi e i cannabinoidi controllino l'infiammazione. Ciò offre ai ricercatori clinici un nuovo target di farmaci da esplorare per trattare i pazienti che soffrono di malattie infiammatorie intestinali e forse anche di altre malattie», spiega Beth McCormick, direttore del Centro per la ricerca sul microbioma dell'Università del Massachusetts.

I processi infiammatori
Gli scienziati hanno spiegato come l’infiammazione intestinale sia provocata da due processi. Il primo – e più intuitivo – è quello che coinvolge il sistema immunitario, il quale attacca le cellule che rivestono l’intestino. Il secondo, forse meno noto, è che parte della risposta infiammatoria viene innescata quando vi è un’assenza di sostanze chimiche chiamate endocannabinoidi. In pratica quelle pressochè identiche alla marijuana che, però, vengono prodotte naturalmente dal nostro organismo.

Cosa fa la Cannabis
La Cannabis, quindi, sarebbe in grado di attivare un processo naturale che è capace di rimuovere l’infiammazione e le tossine circolanti nelle cellule intestinali. «Dobbiamo essere chiari sul fatto che, mentre questa è una spiegazione plausibile del motivo per cui gli utenti di marijuana hanno segnalato che la cannabis allevia alcuni sintomi intestinali, finora abbiamo valutato tutto questo solo nei topi e non lo abbiamo ancora dimostrato sperimentalmente negli esseri umani. Speriamo, tuttavia, che queste scoperte ci aiutino a sviluppare nuovi modi di trattare le malattie intestinali negli esseri umani», conclude Randy Mrsny, professore di farmacia e farmacologia all'Università di Bath.