21 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

Guerra tra cellule immunitarie e metastasi: «filmate» per la prima volta

Un team di ricerca dell’Istituto di Candiolo-Irccs è riuscito, per la prima volta, ha evidenziare i risultati della guerra che quotidiana tra cellule immunitarie e cancerose

Per la prima volta al mondo gli scienziati sono riusciti a catturare momenti cruciali che sono intercorsi tra le cellule tumorali e quelle del sistema immunitario umano. Attimi di vera e propria guerra rilevati grazie alla tecnica della biopsia liquida. Un metodo che ha la peculiarità di evidenziare il profilo genetico della massa tumorale in maniera mini-invasiva, ovvero tramite un semplice prelievo di sangue. Ecco i risultati di uno studio made in Italy.

I meccanismi molecolari alla base del processo
L’eccellente progresso è stato raggiunto grazie al team di ricerca dell’Istituto di Candiolo-Irccs a cui ha collaborato anche la ricercatrice Giulia Siravegna. La dottoressa ha un’ottima esperienza alle spalle per ciò che concerne la biopsia liquida e i meccanismi molecolari che sono alla base delle recidive del tumore del colon-retto. Comprendere come si comporta il nostro sistema immunitario in presenza di metastasi è essenziale per arrivare a concepire strumenti diagnostici e farmacologici che siano in grado di debellare le varie forme cancerogene.

Immunogenomica
Il team di Siravegna ha quindi scelto di trascorrere gran parte del proprio tempo a cercare i punti di forza – ma anche quelli di debolezza – del cancro, in maniera tale da poterlo annientare con maggior facilità. Per questo motivo hanno combinato la biopsia liquida a una scienza emergente denominata immunogenomica. Durante lo studio condotto all’Irccs di Candiolo, sono stati monitorati 30 pazienti affetti da carcinoma colon-rettale con alterazione del gene Her2. Durante la terapia, sono stati seguiti in maniera periodica controlli attraverso la biopsia liquida. L’unico tipo di esame che non è invasivo e non comporta alcun rischio.

Guerra aperta
Dai risultati è emerso che le cellule tumorali usano armi che innescano risposte del nostro sistema immunitario e, in tutta risposta, le metastasi sviluppano ulteriori contromosse per annientare le linee difensive. Per mezzo della biopsia liquida, infatti, si possono rilevare i frammenti di DNA circolante che provengono dal tumore e dalle cellule sane. In presenza di recidive, gli scienziati analizzavano nuovamente il DNA per vedere quali alterazioni molecolari vengono state messe in atto – anche per provocare resistenza ai farmaci anti Her-2. Grazie alle varie osservazioni, si è potuto constatare che le alterazioni erano presenti anche mesi prima della progressione confermata a livello radiologico.

Meglio o peggio?
Grazie alla TAC è stato anche possibile dimostrare come alcune lesioni tumorali rispondessero in maniera diversa con l’uso dei farmaci. Se alcune scomparivano altre crescevano. Tutto ci sembrava essere strettamente correlato alla diversità molecolare osservato nelle metastasi. Ecco il motivo per cui i farmaci in alcune persone funzionano e in altre no. La vera debolezza del tumore, invece, risiede sul suo altissimo grado di trasformazione. Più muta, più il sistema immunitario è in grado di riconoscerlo e annientarlo. Lo studio è iniziato a luglio del 2015 e ha coinvolto le Università di Torino e di Milano, l’Ifom, il Niguarda Center di Milano e l’Istituto Oncologico Veneto di Padova.

[1] Radiologic and Genomic Evolution of Individual Metastases during HER2 Blockade in Colorectal Cancer – Cancer Cell

[2] Radiologic and Genomic Evolution of Individual Metastases during HER2 Blockade in Colorectal Cancer. Cancer cell, ISSN: 1878-3686, Vol: 34, Issue: 1, Page: 148-162.e7 Publication Year:  2018