19 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

L’Aspirina a bassa dose riduce fino al 40% i casi di cancro nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare

Riconosciuto in Italia, per la prima volta al mondo, il beneficio preventivo cardio-oncologico dell'aspirina

Aspirina
Aspirina (Diego Cervo | shutterstock.com)

L’acido acetilsalicilico – il principio attivo dell’Aspirina – è stato scoperto ridurre in modo significativo il rischio di ammalarsi di cancro nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Un’azione più che significativa, se si tiene conto che, secondo l’AIRC, un uomo su due e una donna su tre, nel corso della loro vita, svilupperanno una malattia oncologica.

Il beneficio aggiuntivo
L’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente il beneficio preventivo aggiuntivo dell’acido acetilsalicilico nei pazienti trattati per la prevenzione cardiovascolare. E lo fa attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), a seguito di quanto dimostrato da due meta-analisi.

Le due metanalisi
La prima delle due metanalisi ha valutato quattro studi che hanno arruolato 14.033 pazienti trattati con acido acetilsalicilico per la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria. Dopo circa 5 anni di utilizzo, l’acido acetilsalicilico a basse dosi (da 75 mg fino a 300 mg/die) ha ridotto di quasi il 40% l’incidenza del cancro del colon-retto. Una seconda metanalisi, che ha considerato 6 studi in prevenzione primaria su 35.535 persone a elevato rischio cardiovascolare, che hanno utilizzato acido acetilsalicilico (a basse dosi, 75-100 mg/die), ha invece evidenziato una riduzione dell’incidenza complessiva di cancro del 24% a partire dal quarto anno di trattamento. «La decisione dell’AIFA riconosce che la prevenzione del cancro colo-rettale rappresenta un beneficio aggiuntivo di una prevenzione cardiovascolare a lungo termine con acido acetilsalicilico a basse dosi – spiega il prof. Carlo Patrono, Docente di Farmacologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – Un riconoscimento basato sulle stesse evidenze scientifiche ha motivato la United States Preventive Services Task Force (USPSTF) a formulare nel 2016 nuove linee guida per la prevenzione primaria delle complicanze cardiovascolari e del cancro colo-rettale con acido acetilsalicilico a basse dosi».

La prevenzione del cancro del colon retto
«Queste linee guida definiscono il beneficio che l’uso di acido acetilsalicilico a basso dosaggio apporta in persone ad alto rischio cardiovascolare (del 10% o superiore a 10 anni, di età compresa tra i 50 e i 59 anni, e a basso rischio emorragico), nella prevenzione del cancro al colon-retto – dichiara il prof. Andrea De Censi, Direttore Oncologia Medica dell’Ospedale Galliera di Genova – Inoltre, da decenni si stanno accumulando evidenze scientifiche da studi indipendenti a supporto di un effetto di basse dosi di acido acetilsalicilico nel ridurre sia l’incidenza che la mortalità di diversi tumori nella popolazione generale, con i dati più robusti a sostegno di un effetto preventivo contro il cancro del colon-retto».

L’incidenza del cancro al colon retto in Italia
Secondo le stime, in Italia nel 2018 ci sono state circa 51mila nuove diagnosi di cancro del colon retto, al secondo posto sia tra gli uomini (15% di tutti i nuovi tumori) che tra le donne (13%), preceduta rispettivamente dalla prostata e dalla mammella. La sopravvivenza a cinque anni è pari al 66% per il colon e al 62% per il retto. Affinché l’effetto preventivo dell’aspirina nei confronti del cancro colo-rettale sia dimostrabile in maniera statisticamente convincente, e seconda della natura degli studi, il periodo di latenza varia fra i 3 e 10 anni. «Una recente metanalisi – sottolinea il dott. Luis Alberto García Rodríguez, Direttore CEIFE (Centro Español de Investigación Farmacoepidemiológica) di Madrid – ha evidenziato una riduzione di rischio più marcata con l’aumento della durata (almeno 5 anni), in particolare nei tumori del pancreas, ovaio e cervello. In questa metanalisi, 105 studi originali in 218 pubblicazioni hanno riportato una riduzione del rischio anche con una durata inferiore (meno di 5 anni). I risultati sono in linea con un altro studio che ha mostrato una riduzione del rischio nel carcinoma colo-rettale già dopo il primo anno di trattamento con acido acetilsalicilico a basso dosaggio. L’effetto aumenta leggermente con una durata maggiore».

Cosa determina l’effetto preventivo sul cancro?
Dopo la constatazione di questo effetto fornito dall’aspirina, sono in corso ricerche per chiarire in che modo l’acido acetilsalicilico determini l’effetto chemiopreventivo. «La nostra ipotesi di lavoro – spiega il prof. Patrono – è che si tratti dello stesso meccanismo attraverso il quale l’acido acetilsalicilico a basse dosi esercita un effetto cardioprotettivo, cioè l’inibizione dell’attivazione piastrinica. La conseguenza di questa inibizione sarebbe rappresentata da una ridotta liberazione da parte delle piastrine di molteplici fattori che favoriscono la crescita tumorale e la diffusione metastatica delle cellule tumorali. Il nostro Gruppo di Ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha vinto quest’anno un Catalyst Grant di Cancer Research UK insieme con altri gruppi di ricerca che operano in istituzioni accademiche inglesi e americane per indagare ulteriormente il meccanismo d’azione dell’aspirina nella prevenzione di alcuni tumori».

Il peso dei dosaggi
Un aspetto che tuttavia richiede un approfondimento riguarda i dosaggi del farmaco. «Recenti analisi – sottolinea il prof. De Censi – suggerirebbero infatti un effetto legato al peso corporeo. Inoltre, sono in corso studi sull’acido acetilsalicilico in associazione alla terapia oncologica nel paziente già trattato chirurgicamente per cancro al colon-retto. Presso la struttura di Oncologia dell’Ospedale Galliera di Genova è attivo uno studio europeo per testare gli effetti dell’acido acetilsalicilico a dosi cardiovascolari su pazienti precedentemente operati per cancro al colon-retto nella riduzione dell’insorgenza di un secondo evento e di metastasi».
«Siamo soddisfatti della decisione dell’AIFA, che rappresenta un passaggio importante nella storia dell’acido acetilsalicilico e che recepisce numerose evidenze scientifiche sul tema della prevenzione cardio-oncologica con basse dosi di acido acetilsalicilico – conclude Franco Pamparana, Direttore Medico di Bayer – Sarà così possibile estendere i grandi benefici in termini di prevenzione oncologica offerti dal farmaco a un’ampia popolazione di pazienti in prevenzione cardiovascolare». Nel frattempo, per coinvolgere la popolazione sui temi della prevenzione cardiovascolare, Bayer ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e creato un sito di approfondimento: ‘Il battito del cuore’, disponibile all’indirizzo www.ilbattitodelcuore.it.