9 dicembre 2021
Aggiornato 09:00
Robot di Neanderthal

Scienziati ideano un «robot vivente» con il DNA dei Neanderthal

Alcuni scienziati americani hanno prelevato il DNA dei Neanderthal e hanno dato vita a un nuovo cervello. Verrà messo a confronto con esseri umani e robot

Quanto sappiamo, davvero dei nostri antichi progenitori? Probabilmente molto meno di quanto pensiamo. L’unico modo per saperne di più sarebbe quello di imparare a fare i viaggi nel tempo. Metodo che, al momento, non siamo in grado di fare. Ma secondo gli scienziati potrebbe esserci un altro metodo per far rivivere i nostri antenati: prendere il loro DNA e trasferirli in un robot creando così il primo, vero, Cyborg Neanderthal.

Ossa che si trasformano in robot
La storia di Frankenstein, probabilmente è insignificante rispetto a quello che alcuni scienziati stanno pensano di fare nella realtà. L’idea sarebbe venuta a un team di ricercatori dell'Università della California di San Diego (UCSD) e sarebbe quella di prelevare tessuti di vario genere (compreso quello delle ossa) dagli uomini di Neanderthal, scomparsi ben 400.000 anni fa.

L’inizio dello studio
Per vedere se la loro idea poteva essere messa in pratica, i ricercatori hanno cercato di far crescere dei piccoli cervelli – della dimensione di un pisello – in una piastra di Petri. I mini-cervelli sono stati ottenuti utilizzando la tecnica Crispr (taglia e incolla del DNA), insieme a una che permette di analizzare frammenti di Dna molto antichi. Il prossimo passo, dunque, sarà quello di collegarli ai robot usando appositi impianti neurali. Il risultato finale? Il primo vero cyborg di Neanderthal al mondo.

Cervelli popcorn
Per poter far crescere correttamente i cervelli in laboratorio usando le staminali contenenti il DNA dei Neanderthal ci sono voluti diversi mesi. E il risultato finale fa quasi sorridere: hanno l’aspetto di una sorta di popcorn, a differenza di quelli umani che sono piuttosto sferici. Mettendo a confronto gli organoidi del cervello di uomini contemporanei con quelli di Neanderthal si è anche scoperto che i due hanno circuiti completamente differenti. In particolare, gli uomini di un tempo avevano un gene denominato Nova1, coinvolto nelle prime fasi dello sviluppo del cervello che gioca un ruolo importante nel produrre oltre 100 proteine esclusive dei Neanderthal. Secondo gli scienziati, lo studio potrebbe – in parte – anche permettere di capire cosa abbia causato centinaia di migliaia di anni fa la loro estinzione per lasciare spazio all’homo sapiens.

Faccia a faccia con un robot
Tutto avrebbe potuto pensare l’uomo di Neanderthal meno che un giorno avrebbe potuto tornare a vivere insieme a un robot. Ma gli scienziati stanno proprio cercando di fare questo: annullare gli anni mancanti e mettere a confronto del due forme di vita (se così vogliamo chiamarle). L’idea, infatti, è proprio quella di collegare i due cervelli. «In definitiva, vogliamo confrontare l'organoide di Neanderthal con il robot per testare la sua capacità di apprendimento. Facendo ciò sistematicamente, impareremo quali sono le alterazioni genetiche che ci hanno reso in modo univoco umano e perché siamo stati selezionati positivamente», spiega Alysson Muotri, membro del gruppo di ricerca di UCSD. «I Neandertaliani, in fondo, sono affascinanti perché hanno condiviso la Terra con noi», conclude Moutri.