20 gennaio 2021
Aggiornato 23:30
Allergia alla penicillina

Sei allergico alla penicillina? Rischi più attacchi da super batteri

Secondo gli esperti, molte delle diagnosi di allergia alla penicillina sono errate e predispongono i pazienti a contrarre infezioni da batteri resistenti

Secondo un recente studio, una persona su dieci afferma di essere allergica alla penicillina quando invece non lo è affatto. Il problema principale risiederebbe nel fatto che molti medici diagnosticano un’allergia al farmaco a causa di anomale reazioni cutanee o mal di testa, non necessariamente attribuibili al principio attivo. Le vere persone allergiche alla penicillina, quindi, rappresenterebbero una percentuale inferiore al 10%. Per tutte loro, però, ci sarebbe un maggior rischio di incappare nei temibili super batteri. Ecco perché.

Rischi fondati
Uno studio condotto da ricercatori americani su oltre 300 mila persone ha messo in evidenza come tante persone siano state erroneamente bollate come allergiche quando invece non lo sono. E queste persone, insieme a quelle che lo sono davvero, hanno un rischio molto più elevato di contrarre la temibile MRSA, infezione che se non viene curata precocemente può provocare infezioni del sangue e polmonite. Ma non solo: possono avere anche maggiori probabilità di assistere alla presenza del famoso Clostridium difficile, causa di una forte sintomatologia all’apparato gastroenterico, spesso associata a febbre.

Perché loro rischiano di più?
Il maggior rischio di incappare in batteri resistenti sarebbe provocato dal fatto che i pazienti – specie quelli con diagnosi errata – non possono accedere a cure mirate anche in presenza di infezioni apparentemente banali come quelle alle orecchie e alla gola. Inoltre, si vedono costrette ad assumere antibiotici ad ampio spettro che eliminano un’enorme quantità di batteri buoni che proteggerebbero dai patogeni ultra-resistenti.

Danni da diagnosi errata
«Abbiamo riscontrato che ci sono veri e propri danni per i pazienti derivanti da una diagnosi errata di allergia alla penicillina. Questo garantisce la consapevolezza del paziente e anche la consapevolezza dei genitori perché l'allergia alla penicillina viene spesso diagnosticata durante l'infanzia. I pazienti con un'etichetta di allergia alla penicillina dovrebbero rivalutare la diagnosi con il proprio medico e valutare se i test allergologici dovrebbero essere seguiti», ha dichiarato la dottoressa Kimberly Blumenthal, del Massachusetts General Hospital di Boston. Secondo la dottoressa quelli che in alcuni casi vengono valutati come segni di allergia alla penicillina sono perlopiù reazioni cutanee causate da virus.

Ripetete le analisi
Gli esperti spiegano anche che nella maggior parte dei casi, i bambini (davvero) allergici alla penicillina non lo sono più una decina di anni dopo. Per questo motivo è importante ripetere più volte eventuali analisi. Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha preso in esame oltre 300mila persone con prescrizione di antibiotici. Tra queste, 64 mila avevano una diagnosi di allergia, il 69% in più di probabilità di contrarre l’MRSA e il 35% di probabilità in più di assistere alla comparsa del Clostridium difficile. Il che accadeva perché la maggior parte di loro aveva avuto una prescrizione di antibiotici ad ampio spettro.

Controlli approfonditi
Se il problema principale risiede in una diagnosi errata, gli esperti ricordano di porre più attenzione nella valutazione delle allergie. «Esortiamo i medici a seguire le linee guida nazionali stabilite dal NICE in merito alla diagnosi delle allergie agli antibiotici beta-lattamici. Questo consiglio include il coinvolgimento di un servizio specializzato in allergie ai farmaci. I pazienti dovrebbero anche vedere il loro medico di famiglia se sospettano di avere una tale allergia - e ci sono informazioni disponibili tramite NHS Choices e altre fonti affidabili sui segni di una simile allergia», spiega Peter Gibson, portavoce di Antibiotic Research UK. «Diagnosticare un'allergia alla penicillina durante l'infanzia è spesso aneddotica, anche se a volte è molto ovvio quando un paziente ha una reazione anafilattica (ad esempio, un forte gonfiore intorno alla bocca e alle labbra e difficoltà respiratorie). In altre occasioni, un bambino può presentare un'eruzione che si presume sia una reazione allergica, quando potrebbe essere un'infezione virale. Il problema principale di non essere in grado di prescrivere la penicillina a un paziente è che le alternative sicure tendono ad essere antibiotici ad ampio spettro e quindi influenzeranno in modo non specifico un numero di batteri. Ciò aumenta il rischio sia di resistenza agli antibiotici e di batteri patogeni che di infezioni fungine che si spostano nello spazio lasciato libero da batteri più sicuri», conclude la professoressa Kamila Hawthorne, vicepresidente del Royal College of GPs, al Daily Mail.