15 dicembre 2018
Aggiornato 14:30

Una volta per tutte: lo zucchero non provoca il diabete

Non esiste alcuna relazione tra il consumo eccessivo di zucchero e il diabete. L’associazione non sussisterebbe neppure per quanto riguarda le malattie cardiovascolari

Lo zucchero non causa il diabete
Lo zucchero non causa il diabete (Raihana Asral | Shutterstock)

Non possiamo di certo dire che fino a ieri la scienza abbia sempre sostenuto che lo zucchero causi il diabete. In realtà si tratta più di un luogo comune, seppur è vero che il paziente diabetico deve tenere sotto controllo i livelli ematici di zuccheri. Tuttavia, un ampio e recente studio ha smentito ufficialmente che possa esistere una relazione pericolosa tra l’assunzione di zucchero e diabete. L’alimento sarebbe stato anche scagionato per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. Ecco i risultati della ricerca.

Biomarcatori
Lo studio – della durata di ben 16 anni - è stato condotto da un team di scienziati americani provenienti da oltre cinque università: il College of Health Solution, l’Arizona University, la Seattle University, l’Harvard Medical School e altre. I ricercatori, per arrivare a simili conclusioni, hanno preso in esame precisi biomarcatori dello zucchero grazie alla rilevazione di urine di oltre 80.000 persone.

Dati ottenuti grazie a un algoritmo
Il biomarcatore utilizzato dagli scienziati ha permesso di calcolare con estrema precisione il consumo e il livello di zuccheri presenti nel flusso ematico. E dai risultati è emerso che non vi è alcuna associazione con la comparsa di diabete di tipo 2 e il rischio di malattie cardiovascolari. Le 82.254 donne in post-menopausa prese in considerazione durante lo studio provenivano dal Women’s Health-Observational Study, mentre i dati ottenuti sono stati resi possibili grazie all’uso di un algoritmo messo a punto dagli autori.

I risultati
Per molti, i risultati ottenuti dallo studio sono stati sorprendenti: la presenza di quantitativi elevati di zuccheri (saccarosio, fruttosio, lattosio ecc) non mostrava alcuna relazione diretta né con il diabete né con altre malattie metaboliche o cardiovascolari.

Uno studio ben fatto
A differenza di altri studi simili, che prendevano in considerazione il consumo di zucchero per mezzo di interviste, in questo gli scienziati hanno analizzato direttamente i livelli presenti nell’organismo umano. «Grazie ad un nuovo approccio di raccolta dei dati sui consumi di zuccheri, non più basato, come consuetudine, negli studi osservazionali su una rilevazione «self-reported», ossia ricavata direttamente dai consumi autodichiarati dai pazienti arruolati per lo studio, ma tramite l’analisi «oggettiva» e scientifica dei biomarcatori dello zucchero presenti nelle urine. Gli autori dichiarano infatti di considerare più oggettivi, rispetto alle metodiche dell’epidemiologia osservazionale classica, i risultati ottenuti attraverso questa nuova metodologia», spiegano gli autori dello studio.

Sapevi che…?
La comparsa del diabete di tipo 2 non è determinata da un eccessivo consumo di zuccheri ma da un livello ridotto di insulina. Si tratta di un importante ormone rilasciato dal pancreas che ha lo scopo di riequilibrare il livello di zucchero nel sangue, indipendentemente dalla quantità di carboidrati, dolci e zuccheri ingerita. Quindi non può essere lo zucchero in sé la vera causa del diabete, piuttosto bisogna comprendere cosa vi è all’origine del mal funzionamento relativo alla secrezione dell’insulina.

Risultati diversi
Forse è proprio perché si tratta di uno studio elaborato con maggior precisione che i risultati ottenuti sono stati decisamente differenti dagli altri. «I risultati differenti dagli studi epidemiologici classici (basati su osservazioni di dati di consumo auto-riferiti dal campione in esame) relativi al consumo totale di zuccheri, il rischio di malattie cardiovascolari o il rischio di diabete di tipo 2, sono in parte da attribuire all’errore di misurazione dei consumi», continuano i ricercatori.

La percentuale di rischio
Grazie ai dati ottenuti dagli scienziati, si è potuto dimostrare come l’assunzione di zuccheri e la percentuale di rischio di incappare nel diabete di tipo 2 è pari a 0,94 (IC 95%: 0.77, 1.15). Mentre per quanto riguarda le malattie cardiovascolari è uguale a 0,97 (0,87, 1,09). Ciò significa che la correlazione tra alimento e patologia è pressoché inesistente. Secondo gli autori, invece, è l’eccesso di calorie che mette a rischio un individuo – da qualcuno fonte alimentare esse provengano. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull’American Journal of Epidemiology.