16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Ricerca contro il cancro

Scienziati cercano di fermare il cancro facendolo «ingrassare»

Un team di scienziati ha provocato l’autodistruzione delle cellule cancerose portandoli, per così dire, all’ingrasso

Si può uccidere il cancro portandolo all'ingrasso?
Si può uccidere il cancro portandolo all'ingrasso? Shutterstock

Una nuova ricerca ha tentato di valutare un nuovo approccio per combattere il cancro. Anziché cercare sostanze chimiche che danneggino l’intero organismo – come fa oggi la medicina – si potrebbe forzare la morte del cancro. Per farlo, gli scienziati hanno provato a giocare una carta che il nostro corpo usa di frequente sfruttando le specie reattive dell’ossigeno (ROS). Ecco qual è l’idea dei ricercatori per sconfiggere le cellule tumorali.

Omeostasi e ROS
Le specie reattive all’ossigeno sono una delle maggiori fonti di studio dell’ultimo decennio. Si tratta, in sintesi, di sostanze che vengono prodotte in maniera del tutto naturale seguendo il processo del metabolismo dell’ossigeno. A differenza di quanto comunemente si creda, sono essenziali nel regolamento dell’omeostati e nella segnalazione cellulare. Le ROS diventano, al contrario, pericolose per la nostra salute quando i livelli divengono eccessivamente alti. In tal caso si manifesta un fenomeno noto con il nome di stress ossidativo. Sarebbe proprio questo a portare all’invecchiamento cellulare e al deterioramento.

Cellule sane e cellule tumorali
Il ruolo svolto dalle sostanze reattive all’ossigeno è determinante per la nostra salute, specie quando si parla di cancro. Le cellule tumorali – a differenza di quelle sane – hanno bisogno di avere a disposizione livelli di ROS elevatissimi per poter crescere e diffondersi. Come sempre, tuttavia, si tratta di equilibrio: tutto ciò che è vivente sta bene in presenza di una determinata quantità di una sostanza (e quindi anche di ROS) e sta male se questa è troppo alta o troppo bassa.

Cellule tumorali all’ingrasso?
Se le cellule tumorali si nutrono di ROS, quindi, starebbero male se ne avessero troppo o troppo poco. Ecco perché i ricercatori del Georgia Cancer Center di Augusta e del Dipartimento di Medicina del Medical College of Georgia delll’Università di Augusta hanno provato a portare le cellule cancerose all’ingrasso aumentando troppo la produzione di ROS. L’eccesso, anche per loro, sarebbe deleterio e ne causerebbe la morte.

Autodistruzione
Il team guidato dal dottor Gang Zhou ha sfruttato la terapia Car-T Cell – un tipo di immunoterapia - allo scopo di aumentare notevolmente i livelli di ROS. In questo modo le cellule sovraccariche hanno cominciato ad autodistruggersi. Durante lo studio – condotto su modello animale – i ricercatori hanno testato la nuova terapia contro il cancro del colon-retto. Inizialmente hanno dato loro un farmaco chemioterapico e dopo un immunotropico. A seguito della terapia, è stato ridotto vistosamente il glutatione ematico. Si tratta di un antiossidante naturale prodotto a livello cellulare. Ciò ha permesso di avere livelli elevatissimi di ROS, specie nelle cellule tumorali.

Citochine infiammatorie
Grazie all’immunoterapia, le cellule T hanno stimolato la produzione di proteine specializzate note con il nome di citochine proinfiammatorie. Queste ultime aumentavano il fattore di necrosi tumorale alfa, una sostanza conosciuta sia per svolgere un ruolo di morte cellulare che nella progressione del tumore.

Le giuste domande
Come ben si sa, per arrivare a una nuova scoperta bisogna imparare a porsi le giuste domande. «Abbiamo iniziato ponendo domande su come l'immunoterapia sia in grado di modificare il metabolismo delle cellule tumorali. I nostri studi mostrano che il fattore di necrosi tumorale alfa può agire direttamente sulle cellule tumorali e indurre ROS al loro interno», spiega il dott. Zhou.

Funziona!
Gli scienziati hanno potuto mostrare come il loro metodo funzionava molto bene perché le cellule tumorali del cancro al colon avevano subito un’elevata regressione. Stessi risultati sono stati ottenuti per il cancro alla mammella o per il linfoma. Ciò che per loro è stata invece una sorpresa è che la somministrazione di sostanze pro-ossidanti ha prodotto effetti simili all’immunoterapia. Anche questi farmaci, infatti, aumentavano i livelli di ROS. «La loro linea di base è già alta e se si interrompe ulteriormente la loro capacità di trattare questi radicali liberi, andranno verso l'apoptosi», continua Zhou.

Non solo ROS
I ricercatori ci tengono comunque a specificare che non è detto che sia solo l’aumento dei ROS a provocare la morte cellulare. Senz’altro anche l’aumento del fattore di necrosi tumorale alfa fa la sua parte perché aumenta la produzione di citochine che bloccano l’afflusso di sangue ai tumori, arrestandone così la loro crescita. Potrebbe anche accadere – ipotizzano gli scienziati – che le cellule T e quelle tumorali competono per avere le risorse energetiche e quindi provocano un effetto negativo uno sull’altro. «Spesso, però, i linfociti T muoiono di fame finendo i nutrienti di cui hanno bisogno, lasciando le cellule cancerose a un vantaggio». I risultati verranno pubblicati su Cell Metabolism.