22 agosto 2019
Aggiornato 15:00
Lotta ai virus

La fine dei virus è vicina grazie a un enzima naturale

Un enzima naturalmente presente nei mammiferi, essere umano compreso, è capace di bloccare la replicazione dei virus. Già testato su virus come Zika, Dengue, West Nile o del Nilo Occidentale

Virus
Virus Shutterstock

STATI UNITI – Addio agli antivirali sintetici, spesso inefficaci e pieni di effetti collaterali? E’ probabile di sì. E questo grazie non a chissà quale agente antivirale creato in laboratorio, ma a un enzima naturalmente presente nell’organismo dei mammiferi, come anche l’essere umano: si chiama Viperina. Ad averne scoperto le proprietà antivirali, in grado di bloccare la replicazione dei virus, è un nuovo studio della Pennsylvania State University (o Penn State) che ne ha descritto le proprietà sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. I test sono già stati condotti su virus come Zika, Dengue e West Nile o virus del Nilo Occidentale.

Le virtù della Viperina
«Sapevamo già che la viperina possedeva un’ampia gamma di effetti antivirali in virtù di qualche tipo di attività enzimatica – spiega Craig Cameron, professore di biochimica e biologia molecolare della Penn State e coautore dello studio – Il nostro studio ha però rivelato che l’enzima catalizza un’importante reazione che dà come risultato la creazione di una molecola chiamata ddhCTP, che interferisce con i meccanismi di replicazione virale: sorprendentemente, quest’azione è simile a quella dei farmaci sviluppati per trattare l’HIV e il virus dell’epatite C. Ora – prosegue l’esperto – grazie a una migliore conoscenza di come la viperina previene la replicazione, speriamo di riuscire a progettare antivirali migliori».

Come agiscono i virus
I virus sono agenti infettivi costituiti da un genoma: RNA o DNA, a doppio o singolo filamento, racchiuso in un involucro proteico. Poiché possono replicarsi solo all’interno di una cellula infettata, di cui sfruttano il meccanismo metabolico e riproduttivo, sono definiti ‘parassiti intracellulari’. L’infezione ha inizio quando il genoma virale viene inoculato all’interno della cellula ospite e ne prende il controllo. Avviene che questo genoma virale riprogramma la cellula per copiare i geni virali e dunque replicarsi. Secondo quanto scoperto Cameron e colleghi, la molecola ddhCTP interviene in questo meccanismo con i quelli che sono chiamati ‘analoghi nucleotidici’ inserendo nel genoma virale propri nucleotidi, che poi sono i ‘mattoni’ elementari che costituiscono la catena del DNA o dell’RNA. Cosicché, la viperina impedisce a un enzima chiamato RNA polimerasi di aggiungere nuovi nucleotidi alla catena che il virus vorrebbe formare per potersi replicare.

Quinto, non uccidere
«Tempo fa, il paradigma della terapia era un altro: per uccidere un virus occorreva uccidere la cellula infettata – sottolinea il prof. Cameron – Questo paradigma è inutilizzabile quando il virus infetta un tipo di cellula essenziale per l’organismo e con una limitata capacità di riproduzione: lo sviluppo degli analoghi nucleotidici, che agiscono senza distruggere la cellula infettata, ha cambiato tutto». Come è noto, la terapia a base di analoghi nucleotidici sintetici comporta diversi problemi ed effetti collaterali anche gravi. Al contrario, poiché la molecola ddhCTP è già naturalmente presente nell’organismo, pare non vi siano organelli né meccanismi cellulari coinvolti in modo non intenzionale. Cose che la rende non tossica, a differenza dei nucleotidici sintetici.

Efficace contro diversi virus
Nello studio, i ricercatori hanno condotto diversi test, per verificare l’efficacia dell’enzima viperina e della molecola. Gli esperimenti hanno mostrato che ddhCTP è capace di inibire l’RNA polimerasi nella famiglia dei flavivirus come quello della Dengue, il virus West Nile o del Nilo Occidentale, ma in particolare del noto virus Zika, di cui si è parlato molto lo scorso anno. «La molecola – precisa il dottor Joyce Jose coautore dello studio –  inibisce direttamente la replicazione di tre differenti ceppi di virus Zika. Questo risultato è particolarmente importante, soprattutto nella prospettiva di arrivare a terapie di uso pratico, perché attualmente non esistono trattamenti efficaci per il virus Zika».