14 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Dieta e carboidrati

La pasta non fa ingrassare, anzi è parte di una dieta sana e fa anche dimagrire

Un nuovo studio suggerisce che la pasta è parte di una dieta sana e non ingrassa. Anzi, può anche far dimagrire

Pasta, non fa ingrassare
Pasta, non fa ingrassare Shutterstock

CANADA - I ricercatori di Toronto hanno condotto un largo studio revisionale, o meta-analisi, sulla pasta e i carboidrati per valutare il reale impatto sul corpo e la possibilità che questi possano far ingrassare. L’esigenza è nata dalla constatazione che, oggi, proprio i carboidrati sono accusati di essere parte dell’epidemia di obesità che affligge il mondo occidentale. Ma, a quanto pare, non è così. Ecco perché la pasta non fa ingrassare.

La pasta non ingrassa, anzi
A differenza della maggior parte dei carboidrati raffinati, che vengono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, la pasta ha un basso indice glicemico, scrivono i ricercatori del St. Michael’s Hospital (Toronto, Canada). Il che significa che determina un minore aumento dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quello causato dal consumo di alimenti con un alto indice glicemico (IG).

La revisione
Per giungere alle loro conclusioni, gli scienziati hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le prove disponibili e provenienti da studi randomizzati controllati al top della ricerca scientifica in questo campo. Hanno così identificato 30 studi di controllo randomizzati che hanno coinvolto quasi 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico.

I risultati
Pubblicati sulla rivista BMJ Open, i risultati dello studio hanno rivelato che la pasta non farebbe aumentare di peso, o ingrassare ma, anzi, farebbe addirittura perdere peso. «Lo studio – spiega l'autore principale dello studio, dott. John Sievenpiper del Centro di Nutrizione al St. Michael – ha rilevato che la pasta non ha contribuito all'aumento di peso o all'aumento del grasso corporeo. In realtà l'analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, forse la pasta può essere parte di una dieta sana come una dieta a basso indice glicemico».

La pasta e non ha effetti negativi
Lo studio riporta che le persone coinvolte nelle sperimentazioni cliniche hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana, invece di altri carboidrati. Una porzione equivale a circa mezzo bicchiere di pasta cotta. I soggetti hanno perso circa mezzo chilo con un follow-up mediano di 12 settimane. Gli autori dello studio hanno sottolineato che questi risultati sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico come parte di una dieta a basso indice glicemico. Essi avvertono che è necessario più lavoro per determinare se la mancanza di aumento di peso si estenderà alla pasta come parte di altre diete salutari – scrivono i ricercatori. «Nel valutare le prove, ora possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sul peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano», conclude il dottor Sievenpiper.
Lo studio ha ricevuto finanziamenti dal Canadian Institutes of Health Research attraverso il  Canada-wide Human Nutrition Trialists' Network; the Diet, Digestive Tract and Disease Centre, funded through the Canadian Foundation for Innovation, and the Ministry of Research and Innovation's Ontario Research Fund, among other non-industry sponsors. Alcuni autori hanno ricevuto precedenti borse di ricerca, donazioni in natura di pasta per uno studio controllato randomizzato, e il supporto del pastificio Barilla.