23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Villaggi dell’Alzheimer

In Francia il nuovo villaggio dell’Alzheimer che sperimenterà cure alternative

Finalmente anche in Francia ci sarà un villaggio dedicato alle persone affette da Alzheimer in cui si tenterà un approccio meno «medicalizzato»

Il primo villaggio dell'Alzheimer in Francia
Il primo villaggio dell'Alzheimer in Francia Shutterstock

E’ in arrivo un altro villaggio destinato a tutte le persone affette dalla temibile malattia ruba ricordi. Stiamo parlando di un luogo interamente dedicato a chi soffre di Alzheimer. Questa volta sorgerà a Dax, un comune francese situato nel dipertimento delle Landes. Al momento non è ancora attivo, ma il centro aprirà entro la fine del 2019 ospitando non più di 120 pazienti. A differenza di tanti altri posti simili, però, testerà anche alcune terapie alternative. Una volta terminato, il centro sarà costato circa 28 milioni di euro.

I villaggi dell’Alzheimer
Il primo villaggio dell’Alzheimer, Weesp, è nato alcuni anni fa in Olanda e da quel momento sono stati molti a cercare di imitare questa splendida idea: creare una mini-città in cui risiedono tutte le persone affette da Alzheimer. Questo genere di villaggi, infatti, possiede dei piccoli supermercati, un teatro, un cinema, un parco e possiedono tutti i confort necessari a ospitare persone particolari. Anche quello francese è stato realizzato allo scopo di «mantenere la partecipazione dei residenti nella vita sociale», secondo quanto dichiarato dal professor Jean-François Dartigues, neurologo ed epidemiologo.

I migliori servizi
Il villaggio francese sarà dotato dei migliori confort e servizi riuniti in un centro di aggregazione: saloni di bellezza, una birreria, parrucchieri, una biblioteca multimediale, un auditorium e un supermercato. «Nessuna recinzione visibile, una fluidità del traffico grazie a molti percorsi sicuri, in una grande area verde di 7 ettari, ben integrata nella vita sociale e culturale della città», racconta l'architetto Nathalie Grégoire. Tutto questo a un prezzo giornaliero, tutto sommato, relativamente basso: stiamo parlando di circa 60 euro al giorno.

Aree dedicate
Ci saranno, inoltre, diverse aree dedicate che avranno lo scopo di ospitare i pazienti raggruppati per affinità culturali. Ma non solo, perché gli ideatori hanno anche pensato ai parenti che faranno visita ai pazienti. Per loro ci saranno a disposizione alcuni monolocali. Nel villaggio non mancherà anche il personale specializzato: ricercatori, volontari e caregiver. Senza considerare la presenza di cani addestrati che avranno il compito di aiutare le persone a evitare l’isolamento psichico, tipico della patologia.

Cure alternative
Infine, come accennato, nel villaggio non mancherà la possibilità di accettare a cure sperimentali e alternative. «Il villaggio integra un centro di ricerca che condurrà uno studio comparativo sull'impatto di nuovi approcci terapeutici», spiega il professor Dartigues. È importante sottolineare che questo non servirà per riuscire ad avere maggiori cavie che possano testare cure in fase di sperimentazione. Il vero scopo sarà invece quello di tentare gestioni meno medicalizzate in un luogo più a misura d’uomo dove non si troveranno persone in camice bianco nonostante abbiano una grande esperienza e competenza medica.