Salute | Reflusso gastroesofageo

L’aspirina aiuta a prevenire il cancro dell’esofago

Un nuovo studio, presentato al congresso Asco, mostra che una bassa dose di Aspirina può aiutare a prevenire l’esofago di Barrett, una condizione legata al reflusso acido cronico

Reflusso acido
Reflusso acido (Tharakorn | shutterstock.com)

CHICAGO – Ancora novità dal congresso Asco 2018 di Chicago, dove è stato presentato uno studio che rivela come l’assunzione di basse dosi di Aspirina possa prevenire lo sviluppo del cancro all’esofago, noto anche come Esofago di Barrett, una condizione legata al reflusso acido cronico. Il cancro all’esofago, di cui forse non si parla molto, in realtà è più diffuso di quanto si creda ed è causa di morte di migliaia di persone ogni anno.

La combinazione che salva
Chi soffre di reflusso gastro esofageo, in genere assume farmaci antiacido o anti-reflusso. Tuttavia, benché agiscano in modo efficace nel controllare l’acido, da soli questi farmaci non proteggono dal rischio di sviluppare un cancro esofageo. Ma, come dimostrato da un nuovo studio finanziato dal Cancer Research UK, i farmaci anti-reflusso, se abbinati a una bassa dose di aspirina possono aiutare a ridurre questo rischio.

I risultati
Stando a quanto si è evidenziato nello studio, i pazienti che hanno usato questa combinazione di farmaci da banco per almeno sette anni avevano circa il 20% in meno di probabilità di sviluppare il tumore all’esofago che se non fossero stati trattati. «I nostri risultati sono molto eccitanti, il cancro all’esofago è difficile da diagnosticare e difficile da trattare – ha spiegato il professor Janusz Jankowski, autore principale dello studio – Per cui, siamo lieti che una medicina così economica e ben consolidata possa prevenire o ritardare lo sviluppo del cancro per questi pazienti».

Lo studio
I ricercatori hanno preso in considerazione il processo Aspect, che ha monitorato per circa nove anni oltre 2.500 persone con l’esofago di Barrett provenienti da report degli ospedali britannici e canadesi. I pazienti sono stati suddivisi in quattro gruppi e trattati con una dose alta o bassa di Inibitori della Pompa Protonica (PPI) esomeprazolo ampiamente usati insieme o senza una bassa dose di aspirina. Il trattamento che si è rivelato più efficace è stato una dose elevata di PPI e una bassa dose di aspirina. Al secondo posto si è classificato lo stesso abbinamento, ma con una dose maggiore di esomeprazolo. Nonostante i buoni risultati, gli esperti hanno tuttavia sottolineato che soltanto i pazienti con diagnosi di esofago di Barrett, e non quelli che soffrono di reflusso acido lieve, dovrebbero prendere in considerazione il trattamento.