17 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Reflusso e cancro

Reflusso gastroesofageo, chi ne è affetto rischia il cancro

Le persone affette da reflusso gastroesofageo hanno molta più probabilità di sviluppare diversi tipi cancro. I risultati dello studio

Reflusso gastroesofageo e cancro
Reflusso gastroesofageo e cancro Shutterstock

Il reflusso gastroesofageo è un problema particolarmente diffuso sia nel nostro paese che all’estero. Tuttavia, secondo una recente indagine condotta da alcuni ricercatori americani, la patologia potrebbe aumentare vistosamente il rischio di contrarre il cancro. Ecco gli allarmanti risultati pubblicati recentemente su Jama Otolaryngology - Head & Neck Surgery.

I tumori correlati
Dallo studio è emerso che alcuni tipi di tumore sono strettamente correlati con il reflusso gastroesofageo: tra questi quello dell’esofago, della laringe, della faringe, tonsille e cavità nasali. Tutti organi che, in qualche modo, si trovano vicino allo stomaco. Lo studio è stato condotto su oltre tredicimila pazienti di età superiore ai 65 anni.

Quali cause?
Se davvero esiste una relazione tra tumori e reflusso gastroesofageo, deve pur esserci una motivazione, tuttavia, «servono ulteriori conferme per comprendere meglio le cause e i processi che stanno alla base di questa relazione, ma questo può essere un buon punto di riferimento per valutare chi è più a rischio di ammalarsi e studiare possibili strategie di sorveglianza, in modo da favorire una diagnosi precoce del tumore», ha dichiarato Edward McCoul, professore della Ochsner Clinic Foundation di New Orleans e coordinatore dello studio.

Sintomi e cause del reflusso gastroesofageo
Sintomi e cause del reflusso gastroesofageo (Elenabsl | Shutterstock)

Un fenomeno frequente
«Il reflusso gastroesofageo è un fenomeno piuttosto frequente: gli acidi gastrici, insieme alla bile e ad altre secrezioni, risalgono dallo stomaco attraverso una valvola, il cardias, che non riesce più a contenerli e danneggiano le pareti dell’esofago. La tappa intermedia tra reflusso e tumore è l’esofago di Barrett, una patologia infiammatoria cronica, considerata un vero e proprio stato precanceroso, che richiede talvolta anche il ricorso alla chirurgia al fine di evitare la completa trasformazione maligna dei tessuti», spiega al Corriere della Sera, Stefano Cascinu, direttore del Dipartimento di Oncologia e Ematologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena.

I limiti dello studio
E’ importante sottolineare che gli stessi ricercatori hanno dichiarato che lo studio aveva molti limiti tra cui anche la mancanza di informazioni relative al consumo di alcol e tabacco di ciascun paziente – rischi convalidati di cancro delle vie respiratorio e del tratto superiore.

I sintomi tipici e atipici a cui prestare attenzione
La malattia da reflusso gastroesofageo non evidenzia solo sintomi tipici come i bruciore retrosternale  - che si manifesta tra le scapole, il collo e le orecchie  - o il rigurgito acido. A, contrario, a volte presenta una sintomatologia atipica come la difficoltà di deglutizione, la nausea, la tosse, la raucedine, la laringite cronica, il singhiozzo, l’asma, il singhiozzo, il dolore toracico, l’insonnia e l’otite.

Pericolo maggiore negli uomini e nei fumatori
«Il tumore dell’esofago colpisce prevalentemente i maschi (con una frequenza tre volte maggiore). Alcol e tabacco sono tra i fattori di rischio più rilevanti di questa forma di cancro (e anche delle altre considerate dallo studio, quali tonsille, faringe e laringe), tanto che in Europa e Stati Uniti quasi il 90 per cento dei casi è provocato dal consumo di alcolici e sigarette. I fumatori hanno probabilità di ammalarsi fino a 10 volte maggiori rispetto ai non fumatori e gli effetti nocivi del tabacco vengono moltiplicati dall’alcol. Anche una dieta povera di frutta e verdura e un ridotto apporto di vitamina A possono far crescere le probabilità di ammalarsi, così come l’abitudine a bere bevande bollenti, che possono alla lunga causare danni da infiammazione cronica», conclude Cascinu al Corriere della Sera.