7 dicembre 2019
Aggiornato 17:00
Lavoro e salute

Muoversi fa bene alla salute. Ma se lo fai al lavoro rischi di morire

La sedentarietà uccide? Forse. Ma muoversi troppo durante le ore di lavoro è ancora peggio, specie per gli uomini

Fare movimento al lavoro può fare male alla salute
Fare movimento al lavoro può fare male alla salute Shutterstock

Gli esperti ce lo ripetono continuamente: fare attività fisica ogni giorno ci protegge dalla stragrande maggioranza delle malattie. In particolare si assiste a una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari, metaboliche e cancro. Tuttavia, secondo una recente ricerca condotta dagli studiosi del VU University Medical Center, gli uomini che si vedono costretti a svolgere un lavoro prettamente fisico hanno maggiori probabilità di morire precocemente rispetto a chi conduce un lavoro più sedentario e sta seduto davanti a una scrivania.

La sedentarietà fa male?
Ricerche su ricerche hanno evidenziato i pericoli della sedentarietà. In particolare, le persone che stanno a lungo davanti a un pc, seduti, senza muoversi di tanto in tanto, potrebbero incappare in gravissime problematiche di salute. Per questo motivo si è sempre pensato che chi praticava un lavoro prettamente fisico fosse esente da tali rischi. E invece no: una nuova ricerca sembra asserire esattamente l’opposto: chi si muove tanto (al lavoro) rischia di morire prima.

Qual è il lavoro giusto?
Probabilmente un lavoro che preservi la nostra salute non esiste. Stare fermi ci uccide giorno per giorno e muoverci ci porta a una morte improvvisa. «Sedersi fa male alla salute, ma è una parte importante della vita quotidiana di molte persone. L'esercizio fisico è un buon modo per contrastare gli effetti negativi della sedentarietà, ma solo incorporare l'attività fisica in una parte del nostro giorno potrebbe non essere sufficiente per superare il danno causato da una seduta prolungata e uno stile di vita altrimenti sedentario», ha dichiarato Craig Horswill, esperto di esercizio fisico e metabolismo nel College of Applied Health Sciences dell'Università dell'Illinois di Chicago. Se entrambe le cose sono vere significa solo una cosa: è il lavoro che ci danneggia e non quello che facciamo.

La ricerca dell’equilibrio
Tutti sappiamo che nella vita ci vuole equilibrio. Per stare bene non dobbiamo mai eccedere né in un senso né nell’altro. E questo vale per tutto: stare al sole può aiutarci ad aumentare il livello di vitamina D e combattere meglio le infezioni, ma se ci stiamo troppo potremmo incappare in malattie della pelle. Se mangiano verdura siamo maggiormente protetti da malattie infiammatorie ma se mangiamo solo quella è possibile che assistiamo a una morte prematura per mancanza di grassi. Insomma, l’organismo umano è alla ricerca costante di equilibrio. Evidentemente anche quando si tratta di lavoro e movimento.

Il paradosso dell’attività fisica
La nuova ricerca suggerisce dunque che esiste una sorta di paradosso dell’attività fisica. Se svolgiamo un lavoro sedentario abbiamo bisogno di muoverci nel tempo libero, ma cosa accade se facciamo un lavoro per cui ci muoviamo già un bel po’? Per avere questa risposta il team coordinato da Pieter Coenen ha esaminato 17 studi relativi a quasi duecentomila partecipanti. E ha trovato una prova che collega l’attività fisica professionale a un alto rischio di mortalità. «Se esci per una mezz'ora nel tuo tempo libero ti fa bene perché aumenta la frequenza cardiaca e ti senti bene dopo, ma quando sei fisicamente attivo al lavoro, è un tipo di attività molto diverso. Stai lavorando per otto ore al giorno e hai periodi di riposo limitati. Stai sollevando, facendo movimenti ripetitivi e maneggiando manualmente. La nostra ipotesi è che questo tipo di attività stia effettivamente affaticando il tuo sistema cardiovascolare piuttosto che aiutarti a migliorare la forma fisica del tuo sistema cardiovascolare».

I risultati
Dai risulti dello studio è emerso che gli uomini che si muovono molto durante le ore di lavoro hanno una probabilità maggiore del 18% di morte prematura, rispetto a chi sta seduto di fronte a una scrivania. Ma c’è una buona notizia: il pericolo sembra non sussistere per l’universo femminile. «I risultati di questa revisione indicano conseguenze negative per la salute associate all'attività fisica professionale di alto livello negli uomini, anche quando si adeguano a fattori rilevanti (come l'attività fisica nel tempo libero). Questa evidenza indica che le linee guida sull'attività fisica dovrebbero distinguere tra attività fisica professionale e tempo libero», hanno concluso i ricercatori. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul British Journal of Sports Medicine.