17 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Ecco lo scanner per i neuroni che «legge» il cervello. E si indossa come un casco

Arriva lo scanner che si usa come un casco, in grado di leggere il cervello. Ottimo per diagnosticare Parkinson ed epilessia
Il casco che legge i neurono
Il casco che legge i neurono (vchal | Shutterstock)

E’ innegabile che le cose stiano cambiando negli ultimi decenni. Se fino a poco tempo fa avevamo poche apparecchiature a disposizione, ora le medicina diagnostica si fa via via sempre più evoluta. Persino per quanto riguarda le scansioni a livello cerebrale, vero e proprio tabù della scienza fino a qualche anno fa. Oggi, grazie a una recente ricerca condotta in Inghilterra, abbiamo la possibilità di leggere il nostro cervello ed evidenziare precocemente temibili malattie neurodegenerative come il Parkinson. Ecco di cosa si tratta.

Un casco indossabile
Allo scopo di diagnosticare malattie come il Parkinson un team di ricerca inglese ha messo a punto una sorta di scanner per i neuroni. Si tratta, in sintesi, di un casco indossabile che legge all’interno del nostro cervello e rileva condizioni mai esaminate prima di oggi. Questo incredibile gioiello di tecnologia è stato realizzato grazie a una ricerca condotta dall’Università di Nottingham.

Come funziona
Il dispositivo ideato dagli scienziati inglesi permette di scandagliare il campo magnetico generato dai neuroni anche quando i pazienti si muovono. E può essere sperimentato facilmente sia negli adulti che nei bambini. Tutto ciò potrebbe aprire le porte a una nuova e incredibile frontiera per le diagnosi delle malattie neurodegenerative.

Campi magnetici
I sensori del casco possono essere applicati direttamente sul cuoio capelluto nella zona relativa alla corteccia cerebrale. E anche se a noi sembra una soluzione piuttosto semplice, non è affatto così. Gli studiosi, infatti, si sono dovuti imbattere nella risoluzione di una questione decisamente complicata: annullare l’effetto opposto del campo magnetico terrestre. Per farlo hanno sfruttato delle pulsazioni laser e una struttura in grado di scomporsi nel momento in cui si scontra con il campo magnetico generato dai neuroni. Questo ha consentito di avere a disposizione una sensibilità quattro volte superiore rispetto agli apparecchi tradizionali.

Il dialogo dei neuroni
Ciò che vorrebbero comprendere i ricercatori grazie al casco/scanner, è il meccanismo che consente ai neuroni di dialogare tra loro. Fino a ieri i dispositivi diagnostici che avevamo a disposizione per poter effettuare l'imaging cerebrale erano davvero molto grandi. Ma non solo: il paziente si vedeva costretto a stare completamente immobile, con tutte le limitazioni che ne conseguivano. D’altro canto il nuovo prodotto messo a punti dagli scienziati di Nottingham pesa pochissimo e può essere indossato facilmente in qualsiasi momento della giornata, persino quando si fa sport o si dorme la notte.

Ottimo anche per chi soffre di epilessia
I bambini, i soggetti epilettici o chiunque non riuscirebbe a stare fermo per molte ore durante l’esame potrebbe quindi trovare una soluzione con questo caso. «Potremo studiare cose mai studiate prima d’ora. Finora esistevano cuffie relativamente comode per misurare l'attività elettrica del cervello, ma non quella magnetica», conclude Gareth Barnes, dell'University College London. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature.