19 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Hiv e Aids

HIV, in Italia in terapia ci sono oltre 100mila pazienti

Compie 10 anni l'Italian Conference on AIDS and Antiviral Research. Tutti i dati sull'HIV e Aids in Italia

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Hiv Shutterstock

ROMA – La situazione HIV in Italia è piuttosto complessa, se si conta che sono in terapia più di 100mila pazienti sieropositivi. Circa 4.000, invece, i nuovi malati, che si vanno ad aggiungere a quelli già assistiti. I dati giungono in occasione del decimo compleanno di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) e dell'evento che si terrà dal 22 al 24 maggio 2018 a Roma. Il congresso, presieduto dai professori Massimo Andreoni, Andrea Antinori e Carlo Federico Perno, si svolgerà presso Ergife Palace Hotel. Attesi oltre ottocento specialisti tra ricercatori, medici, specialisti di vari settori coinvolti nell’assistenza e cura dell’infezione da HIV, volontari delle associazioni impegnate nella lotta contro l’AIDS.

ICAR è organizzata sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e con il patrocinio di tutte le maggiori società scientifiche di area infettivologica e virologica. Anche quest'anno l'appuntamento intende affrontare i problemi connessi alla cura e alla prevenzione delle infezioni virali, aprendosi anche alla società civile. In questo ambito, si rinnova l'appuntamento con il contesto artistico che coinvolge le scuole ‘RaccontART’ e l'offerta del test rapido HIV e HCV in alcune piazze romane. Sono confermate, inoltre, le Scholarship Giovani Ricercatori, Scholarship Community nonché l'importante appuntamento degli ‘ICAR-CROI Awards’, dedicato alle giovani eccellenze italiane selezionate al recente Congresso CROI di Boston da una giuria di scienziati americani.

Maggiore attenzione alle strategie terapeutiche
Focus, durante il congresso, sulle nuove strategie terapeutiche, che permettano di gestire a lungo termine i pazienti con HIV, e sull'eradicazione dell'epatite C nei pazienti coinfetti HIV e HCV. Oggi in Italia sono in terapia più di 100mila pazienti con HIV. Secondo l'ultimo bollettino del Centro Operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità i cui dati si riferiscono al 2016, poco meno di 4.000 sono le nuove diagnosi di infezione che vengono fatte ogni anno, con una incidenza di circa 5,7 su 100mila abitanti. «Un elemento, quest'ultimo, da non sottovalutare - spiega Massimo Andreoni - perché equivale a un grosso fallimento: non siamo stati in grado di interrompere la trasmissione di questa malattia». Le fasce d'età più a rischio sono quelle più giovani, tra i 25 e i 29 anni. Nel 50% dei casi si tratta di maschi che fanno sesso con maschi; rimane costante, invece, il numero di donne con nuova diagnosi di HIV (30%). Nel 2016 sono state segnalate 796 nuove diagnosi di HIV in donne, delle quali 488 (61,3%) in donne straniere e 297 (38,7%) in donne italiane.

La trasmissione e le persone più a rischio
La modalità di contagio prevalente è quella sessuale, mentre la trasmissione tramite tossicodipendenza riguarda una quota minimale, pari a pochi punti percentuali. Si osserva, anche, un rilevante numero di stranieri con una nuova diagnosi di HIV. E' stato stimato, inoltre, che il 40% delle persone alla prima diagnosi risulta essere inconsapevole di essersi esposta all’HIV. La trasmissione per uso iniettivo di sostanze, la trasmissione eterosessuale, l’essere residenti nel Nord Italia, il genere femminile, nonché l’età più avanzata sono risultati fattori di rischio associati alla inconsapevolezza del rischio di HIV.

L’HIV nelle regioni
Lombardia e Lazio sono le regioni dove si sono registrate il maggior numero di nuove diagnosi, rispettivamente con 691 e 557 nuovi casi. A seguire, invece, troviamo l’Emilia-Romagna (328), la Toscana (292), la Sicilia (274), il Piemonte (253) e il Veneto (210). A livello di incidenza, invece, queste le regioni con incidenza superiore alla media nazionale: Lazio (8,5), Marche (7,2), Toscana (7,1), Lombardia (6,7), Liguria (6,6). Emilia-Romagna (6,5), Umbria (6,2) e Piemonte (5,8).