17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
PrEP

Il metodo (che pochi conoscono) per evitare di prendersi l’HIV

Un metodo che abbiamo a disposizione da poco tempo grazie all’incessante lotta di un sieropositivo che aveva un grande sogno: impedire che qualcuno si ammalasse

Quella che stiamo per raccontarvi è una storia vera, riportata recentemente dalla BBC. Tutto è iniziato grazie al buon cuore di un uomo di nome Greg Owen. Quando ha scoperto che aveva una possibilità di evitare di essere sieropositivo, tuttavia, era già troppo tardi, perché le analisi gli avevano già dato esito positivo. Tutto ciò, però, non lo ha fermato e ha cominciato a combattere una vera e propria battaglia: la gente doveva sapere che aveva questa opzione. Le persone, infatti, pur avendo rapporti non protetti potevano comunque scampare all’HIV. Ecco come.

Una scelta che cambia la vita di tutti
Sul quotidiano della BBC viene riportata un’interessante intervista a Owen. «Sai quando fai una cosa, quando tutta la tua vita cambia? Grazie a Facebook tutta la mia vita è cambiata». Greg racconta di essere cresciuto a Belfast e di essere il fratello maggiore in una famiglia di otto persone. Durante gli anni ’80 lui già aveva le idee ben chiare: era Gay. Poi, un giorno, incontra un certo Alex Craddock. E sarà proprio lui a cambiare il suo destino

La pillola che ti protegge dall’HIV
Alex era «carino, un po’ impertinente, e gli piacevo un po’», racconta Greg. Dopo essere tornato da un viaggio da New York gli ha fatto vedere un farmaco. Greg non lo aveva mai visto prima di allora, ma Alex gli aveva garantito che con questo non avrebbe mai potuto prendere l’HIV. Il nome del medicinale, dal colore blu simile al Viagra, è PrEP, acronimo di profilassi pre-esposizione. L’efficacia di prevenzione si aggira intorno al 100%, anche se non usi un preservativo. Nonostante queste belle notizie c’era ancora un grande problema: il farmaco era disponibile solo negli Stati Uniti.

Come funziona il farmaco
Il farmaco può essere assunto ogni giorno oppure all’occorrenza: subito dopo un rapporto sessuale oppure prima. Ma la maggior parte della gente che lo usa on demand, segue una regola ben precisa: una dose doppia dopo il rapporto, un’altra 24 ore dopo la dose iniziale, e successivamente, un’altra dopo ulteriori 24 ore. Questa modalità impedisce al virus di penetrare nel flusso sanguigno.

Greg non ha fatto in tempo
Greg, purtroppo, non ha potuto beneficiare di PrEP perché pochi giorni dopo ha scoperto di essere sieropositivo. E quando il medico glie lo ha riferito, per lui è stato come uno shock. «Stavo vedendo la gente oltrepassarmi e mi sentivo come una bolla - come se ci fosse qualcosa che mi separava dal resto del mondo». Ci volle un po’ di tempo per riprendersi dalla notizia ma comprese una cosa molto importante: se non poteva più far niente per se stesso doveva almeno fare qualcosa per aiutare gli altri.

L’aiuto attraverso Facebook
Grazie a Facebook ha comunicato a tutti di essere sieropositivo ma ha anche avvisato il resto del mondo dell’ottima opportunità: chiunque, da quel momento in poi, avrebbe potuto cambiare il proprio destino grazie a PrEP. Poco dopo Greg, insieme ad Alex, aveva le idee ben chiare: aiutare le persone ad avere a disposizione quel farmaco. «Non abbiamo nemmeno bisogno del governo in questo momento – disse Alex allora - Possiamo farlo da soli, diremo a tutti di ordinare farmaci su Internet e iniziare a prenderli».

Il sito internet
I due, dalla loro stanza, hanno dato vita a un sito internet (I Want Prep Now) che conteneva tutte le informazioni mediche su PrEP e nelle pagine del sito anche i link per l’acquisto. «Non volevamo fare soldi da soli: stavamo collegando gli acquirenti ai venditori», racconta Greg. «Non aspetterò che l'NHS venga a salvarmi, voglio Prep ora e questo è il modo in cui ho intenzione di farlo», disse Alex. In sole 24 ore già 400 persone si erano collegate al loro sito e da quel momento in poi gli utenti non hanno fatto altro che aumentare.

L’interesse da parte dei medici
Il sito divenne così conosciuto che anche molti esperti si misero in contatto con Greg e Alex. Mags Portman, un consulente del NHS sull'HIV e la salute sessuale, inviò un’e-mail a loro chiedendo di incontrarli. Stessa cosa fece Will Nutland, un attivista di Prepster, un sito web che fornisce informazioni su Prep. Greg divenne persino una cavia da laboratorio: testò le pillole da diversi fornitori e fece continue analisi del sangue. Ha testato oltre 300 lotti senza rilevare alcun falso. A quei tempi, il loro lavoro fu talmente importante che lo studio Proud, coordinato dal Consiglio per la ricerca medica del Regno Unito, evidenziò – tra gli omosessuali – delle differenze notevoli: le infezioni da HIV erano ridotte del’86% grazie a PrEP. Nonostante ciò, nel 2014, il medicinale non era ancora disponibile nel Regno Unito. «È stato molto, molto difficile e frustrante come medico sapere che questo strumento di prevenzione dell'HIV non era disponibile. Non potevamo accedervi e non potevamo prescriverlo e stavamo vedendo persone che sapevamo essere a rischio per poi tornare con l'HIV», racconta Mags.

Il no ufficiale
Nel 2016, il Regno Unito stava ancora discutendo la questione fino a quando non ha dato il no ufficale. «Sono rimasta stupefatto. Oh, mio ​​Dio, è stato assolutamente terrificante», racconta Sheena McCormack, professore di epidemiologia clinica, che ha condotto lo studio Proud. Qualcosa però, stava cominciando a cambiare: il National Aids Trust ha portato l'NHS in tribunale. Il PrEP doveva essere sottoposto alle regole di tutti gli altri farmaci. Un altro ente benefico, il Trust di Terrence Higgins ha invece inviato una lettera al Times, dicendo che ogni giorno in cui Prep non era disponibile, almeno 17 persone stavano diventando infette dall'HIV. L’NHS (il servizio sanitario) rispose che non era compito suo prevenire e offrire finanziamenti ma che questo spettava al governo locale.

Troppi soldi?
D’altro canto per l’NHS sarebbe troppo oneroso prevenire la malattia tra tutti gli omosessuali. «Non credo che l'NHS possa permettersi 450 sterline al mese per un omosessuale. Perché è di questo che si tratta - indulgere in omosessuali che non vogliono usare un preservativo», ha dichiarato Il giornalista gay Andrew Pierce.

Una causa persa
Quando gli enti benefici e l’NHS si sono scontrati in tribunale, tutte le scuse del sistema sanitario sono crollate come castelli di sabbia. Era infatti emerso che aveva appena finanziato diversi altri farmaci preventivi, come le statine, allo scopo di prevenire il colesterolo. E quindi, perché il colesterolo si poteva prevenire ma l’HIV, no? Il giudice ha dato clamorosamente ragione al National Aids Trust. Dopo varie peripezie, l’NHS dovette cedere e a fine 2016, grazie a Greg e Alex, iniziò la vera rivoluzione.

Il cambiamento nel 2017
Otto cliniche londinesi hanno testato il PrEp ufficialmente per un determinato periodo di tempo e nell’agosto dell’anno scorso, finalmente, l’HNS ha annunciato che 10.000 persone avrebbero potuto avere a disposizione PrEP. «Questo è stato il primo momento in cui siamo stati in grado di fare un passo indietro e in realtà essere abbastanza scioccati dall'efficacia di tutto quello che eravamo riusciti a fare», racconta Alex. Gli scienziati dell'University College di Londra, che hanno studiato la sua efficacia anche in termini di costi, hanno detto per i primi decenni il costo sarebbe stato elevato, ma dopo 40 anni avrebbe iniziato a ridurre notevolmente i costi sanitari.

Il costo
Secondo una recente indagine condotta da l’Espresso, in Italia il farmaco si potrebbe acquistare ma «non ho conosciuto nessuno che l’abbia fatto – racconta al quotidiano Giulio Maria Corbelli, vice-presidente dell’associazione PLUS - Nelle farmacie ce l’hanno nel prontuario ma non nel deposito. In questo caso la farmacia deve chiedere al grossista di contattare la casa farmaceutica. Il prezzo? 115 euro per 30 pillole. Certo: comprarla all’estero e farsela spedire in Italia è più economico, ma il rischio è che potrebbero bloccarla alla frontiera». Su internet, infatti, chiunque le può trovare a un prezzo decisamente più allettante: intorno ai 50 euro.