25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Zika, il virus potrebbe essere una cura per i tumori cerebrali mortali

Anziché un nemico, il virus Zika potrebbe essere un alleato nella lotta al tumore del cervello mortale, specie nei bambini
Cervello e tumori
Cervello e tumori (HQuality | shutterstock.com)

SAN PAOLO – Ricercatori brasiliani dell’Università di San Paolo hanno scoperto che il virus Zika può eliminare due tipi di tumore del cervello che in genere risulta mortale, in particolare nei bambini. E, cosa ancora più incredibile, la sua azione anticancro avviene senza danneggiare le altre cellule cerebrali – al contrario di quanto avviene con la radioterapia.

Un virus controverso
Il virus Zika è piuttosto controverso. Sì, perché come ormai si sa, quando contratto in gravidanza è causa di devastanti danni cerebrali nel feto, che si mostrano nel bambino quando poi nasce. Ebbene, questo stesso virus è capace – sempre nel cervello – di combattere almeno due tipi di tumore. Ecco quanto scoperto dai ricercatori.

La sua azione anticancro
I ricercatori guidati dalla dott.ssa Carolini Kaid hanno condotto uno studio su modello animale che è risultato straordinariamente promettente. Per questo motivo stanno già pianificando uno studio clinico sull’essere umano. Nei diversi test condotti, il team di ricerca ha scoperto che il virus Zika ha letteralmente distrutto due tipi di tumore cerebrale che colpiscono principalmente i bambini sotto i cinque anni. Zika, in questo caso, ha infettato selettivamente e ucciso cellule cancerose difficili da trattare, lasciando incolumi i neuroni sani. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Cancer Research, secondo i ricercatori sono «spettacolari», anche perché in 7 dei 29 topi utilizzati per la ricerca, il virus Zika ha eliminato qualsiasi traccia del tumore. In media, i tumori erano comunque ridotti in modo significativo nel 70% dei topi trattati – 20 topi su 29.

La storia
Il virus Zika è salito alla ribalta delle cronache a partire dal 2013, quando ha fatto la sua comparsa nelle isole della Polinesia francese per poi diffondersi all'America centrale e meridionale, dal Texas e dalla Florida negli Stati Uniti per poi raggiungere quasi tutti i Paesi al mondo – Italia compresa. Il virus si trasmette per mezzo della puntura di zanzare che sono a loro volta infettate. Il pericolo maggiore lo corrono le donne in gravidanza e il feto che portano in grembo – che può sviluppare una condizione chiamata microcefalia, ossia un danno permanente al cervello, caratterizzato da una testa e un cervello anormalmente piccoli. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono state almeno 30mila le persone infettate, e almeno 42 bambini hanno sviluppato una condizione neurologica debilitante. Al momento il virus Zika non è più ritenuto «un'emergenza medica internazionale», tuttavia l'OMS dichiara che sta monitorando da vicino l'infezione. E poi si vedrà cosa accade in estate quando le zanzare sono più presenti.

I tumori del cervello
Quelli studiati dai ricercatori dell’Università di San Paolo sono un tipo di tumore cerebrale tipico del sistema nervoso centrale. Sono denominati medulloblastoma e AT / RT (tumore a base di teratoide atipico). «I tumori del sistema nervoso centrale sono i tumori solidi più comuni nei bambini e negli adolescenti – ha sottolineato il dottor Keith Okamoto, coautore dello studio – L'incidenza di picco del medulloblastoma è nei bambini di età compresa tra quattro e cinque anni. L'AT/RT ha un'incidenza maggiore anche nei bambini più piccoli, fino a due anni». Se i tumori cerebrali infantili, i medulloblastomi e gli AT/RT rappresentano il 15 e il 20% di quelli infantili, circa il 3% di questi colpiscono tutte le persone in generale. Gli AT/RT sono mortali, e uccidono molti bambini entro un anno dalla diagnosi. I tassi di sopravvivenza migliorano solo quando si interviene chirurgicamente, ma questo comporta la rimozione di grandi porzioni del cervello. Inoltre, le sedute di chemioterapia e radioterapia sono molto pesanti e dannose per i bambini.

Il prossimo passo
I ricercatori sono pronti a condurre uno studio preclinico che coinvolgerà principalmente bambini piccoli che verranno trattati con il virus purificato e poi somministrato in grandi quantità e prodotto secondo le buone pratiche colturali richieste per gli esseri umani. La sicurezza in questi casi è molto importante, tuttavia il virus ha mostrato un'elevata specificità per le cellule derivate da tumori AT/RT e medulloblastoma. «Il virus non ha infettato indiscriminatamente le cellule tumorali. È abbastanza specifico per le cellule tumorali del sistema nervoso», ha precisato il dottor Okamoto. Il virus è stato anche testato in laboratorio su tumori della prostata, del seno e dell'intestino, ma per ora pare abbia avuto scarso effetto.