18 agosto 2018
Aggiornato 08:30

Dieta, se la donna non riesce a starci può essere colpa degli ormoni. In soccorso arriva la Cyclicity Diet

In sperimentazione la Cyclicity Diet, per riuscire laddove le altre diete falliscono
Dieta e ormoni
Dieta e ormoni (Domaskina | shutterstock.com)

ROMA – Primavera, tempo di diete. Sulle riviste, su Internet pare non si parli di altro. Sarà perché ogni anno arriva puntuale l’appuntamento con la cosiddetta ‘prova costume’ o perché, semplicemente, gli italiani (ma non solo) ogni tanto si accorgono che anche il corpo reclama la sua attenzione. Tuttavia, può capitare che, anche se si ha intenzione di mettersi a dieta, poi non si riesce a starci – specie nel caso delle donne. A boicottare la dieta, o comunque l’intenzione, pare ci si mettano gli ormoni. Infatti, per mantenersi in forma bisogna capire bene come funzionano i nostri ormoni, assicurano Ennio Avolio e Claudio Pecorella, ideatori del metodo Cyclicity Diet, una strategia alimentare che, assecondando le variazioni ormonali del ciclo ovarico, associa i cibi che non minano il peso, ma mirano al benessere generale della donna, in un’ottica di longevità.

La sperimentazione
Questo protocollo è stato sperimentato su un gruppo di pazienti presso la Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata ed è attualmente in fase di sperimentazione la valutazione della sua efficacia clinica per una migliore gestione di alcune patologie – quali ovaio policistico, endometriosi, patologie cardiovascolari – presso la Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (prof. Antonino De Lorenzo), il laboratorio di Fisiologia e Patologie Metaboliche della University of California di San Diego (prof. Sushil Kumar Mahata) e il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, Università della Calabria (prof. Marcello Canonaco), con cui i due biologi collaborano.

Fare pace con il cibo
Secondo gli ideatori, questa sarebbe la prima dieta che permetterebbe alla donna di fare pace col cibo. Non ci sono cibi da demonizzare, ma cibi con effetti diversi: alcuni macronutrienti in un determinato istante possono incidere maggiormente sul bilancio energetico e quindi sul peso, per via delle condizioni fisiologiche legate alla danza degli ormoni, cui ogni donna è sottoposta dall’età fertile alla menopausa.

Un legame a doppio filo
Ormoni, cervello e alimentazione sono quindi legati a doppio filo, proprio perché il meccanismo biologico degli ormoni coinvolti nel ciclo ovarico (estrogeni, progesterone e androgeni), correlato a diverse funzioni del cervello (asse ipotalamo-ipofisi-ovaio), influenza il comportamento alimentare della donna e quindi il suo conseguente equilibrio nel peso.

Quando estrogeni e progesterone la fanno da padrone
Gli estrogeni, perché riducono l’appetito e l’intake (fabbisogno) energetico e il progesterone perché ha un effetto appetito-stimolante. Questo significa che ci si può mantenere in forma, migliorando aspettativa di vita e invecchiamento, anche assumendo un’alimentazione più ricca di grassi, come il cioccolato fondente, se si è nella fase premestruale – con più alti livelli di progesterone e più voglia di cibi grassi e dolci – ma riducendo i carboidrati raffinati e preferendo i cibi proteici per appagare la sensazione di fame, se si è in quella follicolare – con livelli di estrogeni più elevati, in cui dovremo optare per cibi dall’effetto più diuretico, per contrastare la ritenzione idrica, per fare un esempio.

L’approfondimento
Ad approfondire l'argomento in modo scientifico è il libro Cyclicity Diet di Ennio Avolio e Claudio Pecorella, edito da Falco Editore. Cyclicity Diet è, di fatto, il primo libro in Italia che racconta in modo chiaro e documentato il collegamento delle variazioni cicliche degli ormoni femminili e della dieta, con suggerimenti pragmatici da introdurre immediatamente nella vita quotidiana, con un piano alimentare scandito in 28 giorni e durante la menopausa, che contrasta l’infiammazione di origine metabolica al fine di ripristinare le normali vie biochimiche. «Grazie a mirati interventi su dieta, esercizio fisico e fattori modificabili dello stile di vita, assecondando gli sbalzi ormonali, la paziente potenzierà al contempo la massa magra e ridurrà quella grassa, contrastando gli effetti infiammatori correlati all’obesità, in un’ottica di longevità – ha dichiarato uno degli autori, Ennio Avolio, Biologo nutrizionista, Dottore di ricerca in biologia animale e specialista in Patologia Clinica presso l’Università della Calabria – Questo è l’approccio forse più innovativo della nostra prescrizione dietetica».