25 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Arriva il mini-cuore artificiale: ed è grande come una stilo

Un intervento delicatissimo che ha permesso di salvare la vita di una bambina di 3 anni, è stato eseguito presso l’ospedale Bambino Gesù
Bimba di 3 anni con mini-cuore artificiale. Immagine rappresentativa
Bimba di 3 anni con mini-cuore artificiale. Immagine rappresentativa (Aleksandra Suzi | Shutterstock)

Ancora novità in ambito medico-tecnologico. Questa volta la soluzione potrebbe essere destinata a tutti i pazienti in attesa di trapianto che hanno necessità di avere un aiuto concreto a livello cardiaco. La prima sperimentazione ha ottenuto un grande successo ma, soprattutto, ha permesso di salvare una bambina piccola, di appena tre anni, affetta da una grave patologia, una miocardiopatia dilatativa. L’operazione è avvenuta poco più di un mese fa, più precisamente il 2 febbraio, presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Grande come una batteria
Il mini-cuore impiantato nella bambina ha dimensioni estremamente ridotte. Di norma, in questi casi si devono utilizzare dei modelli paracorporei, ma nella piccola paziente i medici hanno optato per un modello toracico alimentato grazie a una batteria esterna. E il vantaggio non è da poco: con il mini-cuore i pazienti non sono più costretti all’ospedalizzazione.

Come è fatto il dispositivo
Vero e proprio prodotto tecnologico, il mini-cuore è formato da una pompa intraventricolare che ha un diametro di appena 15 millimetri e una lunghezza di 5 centimetri. Va da sé che anche il peso è estremamente ridotto: si parla di appena 50 grammi. Il che equivale, più o meno, a una batteria stilo. Il prodotto è stato concepito per supportare la circolazione di pazienti che hanno un peso variabile dagli otto ai trenta chili. Il che significa per bambini da uno a dieci anni di età. All’interno del mini-cuore vi è una microscopica pompa che viene inserita nella parte sinistra del muscolo cardiaco allo scopo di spingere il sangue verso il resto del corpo.

In attesa di trapianto
Vista la sua efficienza, unita alle dimensioni, il mini-cuore è un prodotto incredibilmente innovativo per tutti i bambini che sono in attesa di trapianto ma che vogliono vivere una vita normale, senza essere costretti a passare diverso tempo in ospedale prima di avere un organo nuovo.

Batteria ricaricabile
Un altro vantaggio del cuore artificiale è che è dotato di un cavo – a livello addominale – al fine di  consentire facilmente una ricarica efficiente, comodamente a casa propria. Il dispositivo verrà sottoposto a ulteriori sperimentazioni, anche negli Stati Uniti. Al momento il Bambino Gesù di Roma è il capofila per il progetto Europeo.

La storia
Prima dell’inserimento del mini-cuore, la piccola aveva già subito l’impianto di un cuore paracorporeo (Berlin Heart). Quest’ultimo era collegato a una consolle esterna che, per mezzo di apposite cannule, era collegata al torace della paziente. Tuttavia, un grave episodio di emorragia cerebrale, le ha causato diversi problemi da quali si sta riprendendo solo ora. La scelta di impiantare il mini-cuore è stata dettata dal fatto che vi era la necessità di rimuovere il Berlin Heart, cosa che non è stata possibile. Inoltre, a causa di un’infezione, la bambina ha avuto nuovamente l’esigenza di assistenza cardiocircolatoria. La sua situazione non era affatto semplice e, secondo i medici, l’unica opzione era quella di inserire l’Infant Jarvik 2015, ovvero il mini-cuore artificiale.
Le autorizzazioni
Affinché il mini-cuore potesse essere impiantato, i medici dovevano superare un ultimo scoglio: avere tutte le autorizzazioni del caso. Per questo motivo è stato richiesto il consenso della Food and drug administration (Fda), del Ministero della Salute e del Comitato etico dell'Ospedale. Una volta ottenute, il 2 febbraio del 2018, l’equipe coordinata dal dottor Antonio Amodeo ha eseguito il delicatissimo intervento. La piccola è stata estubata dopo 10 giorni ed è in attesa di trapianto cardiaco.