4 agosto 2020
Aggiornato 22:00
Curiosità

Ami il peperoncino? Prima di mangiarlo leggi questo articolo. 9 cose che (forse) non sai

Una spezia antichissima, ricca di storia, aneddoti e curiosità che molti ancora non conoscono. Ecco 9 cose che forse non sai

Curiosità sul peperoncino
Curiosità sul peperoncino Shutterstock

Tutti, prima o poi, proviamo ad assaggiare un peperoncino o un piatto preparato con una delle spezie più diffuse al mondo. Ma, piccantezza a parte, molti non conoscono cosa si cela dietro questo meraviglioso ortaggio. Ricco di storia, tradizioni e usi popolari, oggi il peperoncino è ampiamente studiato anche dalla comunità scientifica, la quale ha rilevato incredibili virtù salutari. Ecco 9 cose sul peperoncino che dovresti sapere.

Perché il peperoncino brucia così tanto?
Se, al momento del consumo, avvertiamo un bruciore più o meno elevato è tutto merito (o colpa) della capsaicina. Si tratta di un alcaloide appartenente alla famiglia dei capsaicinoidi. Questi ultimi sono, in sintesi, dei metaboliti secondari della pianta prodotti dalle ghiandole situate tra la parete del frutto e la cosiddetta placenta (quella minuscola pellicola che sorregge i semi).

Eliminare i semi non rende il peperoncino meno piccante
A differenza di quanto si crede comunemente, i semi sono privi di capsaicina (e quindi di potere piccante) ma contengono tale molecola nel rivestimento superiore. La placenta, menzionata in precedenza, è l’unica vera responsabile della piccantezza del peperoncino ed è stata progettata da Madre Natura per evitare che il frutto venisse attaccato da animali e garantire, così, la prosecuzione della specie. La capsaicina è contenuta, perciò, soprattutto nei filamenti attaccati ai semi e alla polpa del frutto. Quindi, una delle zone leggermente meno piccante del peperoncino, è la punta.

I peperoncini si contagiano a vicenda
Sembra che coltivare varietà di peperoncini estremamente piccanti vicino ad altre che lo sono poco o niente, non sia un’ottima idea. Pare infatti che le piante poco piccanti, vengano influenzate da quelle ad alto contenuto di capsaicina, diventando – di fatto – altrettanto piccanti. Per vedere se la teoria è vera, basta fare una prova in un piccolo appezzamento di terreno o in un vaso.

Mai bere acqua dopo aver consumato un peperoncino
Se la bocca sta andando letteralmente a fuoco, potrebbe non essere un’ottima idea bere un sorso di acqua. Quest’ultima, infatti, aumenta la sensazione dolorosa perché sparge le molecole ancor di più, seppur diluendole un po’. Ma una soluzione per sentirsi subito un po’ meglio esiste e si trova nella caseina, una proteina tipicamente presente in tutti i latticini. Grazie a questa sostanza, infatti, i nostri recettori del «piccante» vengono lievemente silenziati. Non è un caso se la tradizione indiana vuole che i piatti piccanti vengano sembra accompagnati dal lassi (bevanda a base di yogurt) o tè chai (con latte e zucchero).

Il metodo per ridurre la piccantezza esiste
Se proprio non amate il gusto estremamente piccante del peperoncino, ma non volete rinunciare al consumo, vi consigliamo di adottare un semplice metodo per ridurre la sua piccantezza: metterlo a bagno in aceto e sale nella proporzione 4 a 1. Sarà sufficiente un’ora di ammollo per riuscire a consumarlo in tutta tranquillità. E se ciò non bastasse, basta ricordarsi che i filamenti del peperoncino contengono grandi dosi di capsaicina, quindi si possono eliminare con un coltello per rendere l’alimento più innocuo.

Guarisce le gengiviti (secondo i Maya)
I Maya, grandi consumatori di peperoncini, utilizzavano il peperoncino anche a mo’ di medicina e sembra che la spezia fosse particolarmente utile per guarire dalle gengiviti. Tutto ciò sembra essere stato confermato da alcuni studi coordinati dalla dottoressa Millicent Goldschmidt, dell'Università del Texas di Houston. Probabilmente la sua efficacia era dovuta al grande quantitativo di Vitamina C.

La punizione del peperoncino
I Maya oltreché a scopo curativo, usano il peperoncino anche per punire le persone. In particolare sembra che i bambini cattivi venissero esposti al fumo dei peperoncini. Ma non solo: le donne dovevano sfregare frutti freschi sui genitali dopo essere state scoperte. In modo simile, in Perù, le donne si applicano succo di peperoncino sui capezzoli per evitare che il proprio piccolo prenda ancora latte dalla mamma. Oggigiorno, anche nel nostro paese, utilizziamo come mezzo di punizione o difesa lo spray al peperoncino.

Le incredibili virtù del peperoncino
Oggi la scienza conduce diversi studi per verificare le proprietà attribuite dal peperoncino. Tra le varie ricerche, ne emergono alcune molto interessanti: protegge dal cancro (induce la morte cellulare nel cancro al seno, pancreas, ossa e colon), migliora la flora batterica intestinale, riduce la sensazione di fame e il peso corporeo e infine, riduce il rischio di moralità da infarto e ictus. Ma allevia anche i dolori se usato per via topica e, cosa da non dimenticare, migliora la sessualità. Alcuni studi hanno messo in evidenza come la sua forte azione vasodilatatrice potrebbe essere d’aiuto durante l’erezione. Infine, sembra migliorare la prestazione sessuale sia nell’uomo che nella donna, accompagnata da una maggior quantità di sperma.

La capsaicina? Scoperta nel 1800
Lo scopritore ufficiale della capsaicina fu il professor P.A. Bucholtz, il primo a isolare l’alcaloide dai peperoncini macerati in solventi organici, lo stesso metodo che viene utilizzato ancora oggi. Nel 1878 il dottor Endre Hogyes fu in grado di dimostrare che la capsaicina fosse in grado di stimolare le mucose, comprese quello dello stomaco, favorendo la produzione di succhi gastrici. Alcuni anni dopo si comprese che la capsaicina è uno degli alcaloidi più stabili al mondo, in grado di rimanere inalterati nel tempo, anche a seguito di cottura lunga e congelamento.

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