18 giugno 2021
Aggiornato 10:00
Sonno e cervello

Basta una notte di poco sonno per rischiare l’Alzheimer

Una brutta notte, con scarso riposo aumenta i livelli cerebrali di beta-amiloide, una molecola legata alla malattia di Alzheimer

STATI UNITI – C’è una sostanza tossica che invade il cervello e che è legata alla malattia di Alzheimer. E, proprio questa molecola è stata trovata da un nuovo studio essere collegata alla carenza di sonno. Ma non un’insonnia prolungata, per trovare un aumento dei livelli di questa sostanza tossica pare basti una sola notta che si è dormito poco o male.

Come hanno trovato la molecola
Per individuare e valutare il livello di presenza di questa sostanza, i ricercatori del National Institutes of Health di Bethesda (Maryland) guidati dal dottor Ehsan Shokri-Kojori, hanno utilizzato un tracciante radioattivo atto a misurare nel corso di due notti l'accumulo del peptide beta-amiloide nel cervello di 20 volontari tra i 22 e i 72 anni d’età. Durante una delle due notti, ai partecipanti è stato concesso un periodo di sonno riposante. Per l'altra notte, invece, sono stati privati ​​del sonno.

I risultati dei test
Per segnare il tracciante sono state utilizzate delle scansioni con la tomografia a emissione di positroni (Pet). Queste scansioni hanno dimostrato che limitare il sonno a un minimo di cinque ore ha portato a un «significativo aumento» del carico di beta-amiloide in due regioni cerebrali vulnerabili ai danni nei pazienti con malattia di Alzheimer: l’ippocampo e il talamo. L'ippocampo gioca un ruolo chiave nella memoria, mentre il talamo agisce come un centro di ritrasmissione dei segnali nervosi motori e sensoriali.

La placca amiloide
Il beta-amiloide è un blocco di proteine ​​che si accumula in placche collose nel cervello di persone con l'Alzheimer, portando alla distruzione dei neuroni. Il sonno, scrivono i ricercatori, può giocare un ruolo importante in un sistema naturale di «smaltimento dei rifiuti» che elimina il materiale potenzialmente dannoso incluso il beta-amiloide fuori dal cervello. «Questo studio – scrivono gli autori – documenta un effetto della deprivazione del sonno di una notte sul carico del beta-amiloide nell'ippocampo, fornendo così prove preliminari che il sonno, tra gli altri fattori, potrebbe influenzare la clearance del beta-amiloide nel cervello umano. I nostri risultati evidenziano l'importanza di una buona igiene del sonno per una corretta funzione cerebrale e come un potenziale bersaglio per la prevenzione della malattia di Alzheimer».

Le conclusioni
Sebbene sia difficile separare il fattore di causa/effetto e stabilire se la mancanza di sonno sia una della cause dei cambiamenti nel cervello che portano all’Alzheimer o viceversa, secondo gli scienziati lo studio suggerisce che una notte di privazione del sonno può innalzare i livelli della proteina amiloide dell'Alzheimer. Questo non fa che corroborare la tesi comune che il sonno è importante per la salute in generale e per quella del cervello, anche per limitare l'accumulo di questa proteina tossica. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences.