27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Cancro al colon e chemioterapia

Cancro al colon: 6 mesi di chemio non servono. Ne bastano 3. Ecco perché

Scienziati del Cancer Research hanno scoperto che i cicli chemioterapici di sei mesi sono inutili e riducono la qualità della vita

Cancro al colon e chemioterapua
Cancro al colon e chemioterapua Shutterstock

La chemioterapia, anche se negli ultimi anni si è evoluta, è considerata una delle forme di cura più primitive che abbiamo a disposizione. Infatti questo genere di terapia – così come la radioterapia – uccide in maniera non selettiva. Ovvero il farmaco colpisce anche le cellule sane, provocandone la loro distruzione con tutta una serie di effetti devastanti sull’organismo. Uno dei più comuni sono le neuropatie agli arti, problema che spesso rimane per diverso tempo, anche dopo l’interruzione della chemioterapia. Tuttavia, secondo gli scienziati, il dolore si potrebbe evitare dimezzando la durata della cura.

Non sono necessari sei mesi
Generalmente un ciclo di chemioterapia dura sei mesi. Ma secondo quanto è emerso da un nuovo studio, riducendo la durata a tre mesi si eviterebbero gravi neuropatie e ciò non influirebbe negativamente sulla lotta contro il cancro. «Tre mesi di chemioterapia postoperatoria dovrebbero essere considerati come la nuova cura standard per molti pazienti con cancro intestinale», hanno dichiarato i ricercatori, i quali ritengono che tre mesi dovrebbe essere il nuovo standard di cura.

Lo studio
Lo studio SCOT, è stato condotto dall'unità di studi clinici del Cancer Research UK a Glasgow, ed ha preso in esame più di seimila pazienti affetti dal cancro del colon-retto di stadio II o III e provenienti da oltre duecento centri in Europa, Australia e Nuova Zelanda. I ricercatori hanno quindi valutato l’efficacia di tre – o sei - mesi di terapia combinata con oxaliplatino e fluoropirimidina. Entrambi i gruppi di pazienti sono stati poi osservati per tre anni dal trattamento.

I risultati
Al termine dello studio è emerso che, tre anni dopo, il 76,7% dei pazienti che avevano ricevuto il trattamento di soli 3 mesi era privo della malattia. Mentre la percentuale di persone sopravvissute in seguito a una terapia di sei mesi, era del 77,1%. Una differenza pressoché irrisoria se si pensa al più grande numero di effetti collaterali. Infatti, chi aveva fatto una chemioterapia ridotta aveva anche evidenziato una migliore qualità della vita

Meglio la terapia breve
«Questi dati suggeriscono che una durata più breve porta a risultati di sopravvivenza simili con una migliore qualità della vita e quindi potrebbe rappresentare un nuovo standard di cura. Tutto ciò potrebbe portare a un cambiamento importante nel modo in cui vengono trattati i pazienti con cancro intestinale», spiegano i ricercatori.

Chirurgia e chemioterapia
«Il cancro all'intestino è il quarto tumore più comune nel Regno Unito con 41.000 nuovi casi ogni anno. Il cancro intestinale può essere curato con la chirurgia e la chemioterapia. Circa 2.500 pazienti all'anno ricevono attualmente fino a sei mesi di chemioterapia post-operatoria. Ridurre la durata della chemioterapia a tre mesi salverà anche il sistema sanitario riducendo 5000 sterline di costo per ogni paziente. Il che equivale a un risparmio totale per il NHS di £ 12,5 milioni all'anno», ha dichiarato il dottor Tim Iveson, consulente presso lo University Hospital Southampton.

Anche i pazienti stanno meglio
Il dottor Iveson ricorda che i pazienti stanno anche molto meglio riducendo la durata della chemioterapia a causa di un’evidente riduzione degli effetti collaterali. «Il danno irreversibile ai nervi può rappresentare un problema significativo per alcuni pazienti e la riduzione della durata della chemioterapia riduce la gravità della neuropatia periferica con conseguente migliore qualità della vita. Sulla base di questi risultati, tre mesi di chemioterapia post-operatoria dovrebbero essere considerati come la nuova cura standard per molti pazienti con cancro intestinale», conclude Iveson.