25 giugno 2019
Aggiornato 06:00
Paura, ansia e cervello

Paura, pericolo e ansia: come cervello le controlla di fronte a stimoli diversi

Un nuovo studio dell'Università di Torino fa luce su cosa avviene nella amigdala e come si prevengono eventuali risposte anomale

TORINO – Pericolo, paura, ansia… come reagisce il cervello di fronte a questi eventi? Lo hanno rivelato i ricercatori di Torino. Da tempo è noto che l'amigdala, struttura presente nel cervello di tutti i mammiferi, svolge un ruolo chiave nei processi legati al pericolo e alla paura: aumenta infatti enormemente la propria attività in presenza di stimoli pericolosi, innescando i comportamenti di difesa. Oggi uno studio dell'équipe di ricerca coordinata dal prof. Benedetto Sacchetti del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino e dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze (INN) - pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications - dimostra che l'attività dell'amigdala è importante non solo per innescare i comportamenti di difesa in presenza di pericoli, ma anche per prevenire l'insorgenza di tali comportamenti in risposta a stimoli nuovi e innocui.

Amigdala sempre attiva
I ricercatori hanno infatti scoperto che nell'amigdala ci sono almeno due diverse popolazioni di neuroni. La prima, nota da tempo, si attiva in presenza di pericoli o di eventi traumatici. Questi neuroni si attivano anche in presenza di stimoli nuovi simili a quelli pericolosi, così da innescare le risposte di difesa. «Quando invece un individuo si trova ad affrontare stimoli nuovi ma diversi da quelli pericolosi, abbiamo scoperto che l'amigdala non smette di essere attiva, come finora ipotizzato - spiega Anna Grosso del team di ricercatori - ma si attiva al suo interno una seconda popolazione di neuroni diversa da quella precedente. Questa popolazione non è attiva in presenza di pericoli, è costituita da diverse tipologie di neuroni inibitori ed eccitatori, e sembra servire specificamente per impedire l'innesco delle risposte difensive in presenza di stimoli non potenzialmente pericolosi. Infatti - conclude - la sua distruzione nei topolini da laboratorio causa l'insorgenza delle risposte di paura anche in presenza di stimoli innocui».

Prevenire risposte anomale
«L'identificazione dei meccanismi che - in una struttura cruciale come l'amigdala per la regolazione dei processi di paura e ansia - consentono di prevenire l'innescarsi delle risposte legate alla paura, può avere importanti risvolti per lo studio dei meccanismi cerebrali coinvolti nei disturbi di paura e ansia - sottolinea Sacchetti - il corretto funzionamento di questa popolazione di neuroni potrebbe infatti risultare danneggiato in presenza di traumi o in situazioni di stress. Di conseguenza - conclude - le persone non sarebbero più in grado di discriminare tra stimoli realmente pericolosi e stimoli invece innocui, mettendo in atto risposte e comportamenti di paura anche in presenza di quest'ultimi, come avviene appunto nei pazienti che soffrono di disturbi d'ansia e di disturbi post-traumatici da stress».