24 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
Cellulari e cancro

Antenne dei cellulari: causano tumori a cuore e cervello

Un ampio studio condotto dal Ramazzini di Bologna conferma i risultati di precedenti ricerche: c’è una relazione tra cancro e smartphone

Smartphone e tumori: c'è una relazione
Smartphone e tumori: c'è una relazione Shutterstock

Ciò che da anni si ipotizzava, oggi sembra essere confermato: i campi elettromagnetici generati dai cellulari possono mettere a repentaglio la nostra salute, a tal punto da causare tumori. I drammatici risultati sono emersi in seguito a uno studio condotto dall’lstituto Ramazzini di Bologna che aveva già presentato i dati preliminari durante i primi mesi del 2017. In quel frangente, la direttrice dell’Area di Ricerca, Fiorella Belpoggi, aveva dichiarato: «saranno diffusi entro fine 2017 i dati del programma di ricerca del Ramazzini sulle radiazioni a radiofrequenza (RFR), in uso nel sistema di comunicazione della telefonia cellulare (Gsm)». E ora sono proprio qui: davanti ai nostri occhi per metterci in guardia dall’abuso dei dispositivi elettronici.

Attenzione ai campi elettromagnetici
Già studi precedenti avevano dimostrato come alcuni tipi di tumore del cuore e del sistema nervoso fossero direttamente collegati con l’esposizione ai campi elettromagnetici generati da cellulari e tablet. «I campi elettrici sono pericolosi», ricorda Fiorella Belpoggi, del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni.

Tumori rari e anomalie cardiache
John Bucher, scienziato senior del National Toxicology Program, aveva già evidenziato come l’esposizione ai campi magnetici generati dai cellulari potesse causare lo schwannoma cardiaco (o Neurinoma). Si tratta di un tumore che parte da particolari tipi di cellule chiamate Schwann, le quali si trovano nei nervi cranici e spinali. Per tale motivo è molto più facile trovare le masse a livello spinale. Ma reperirle a livello cardiaco è un fatto alquanto raro e, se accade, generalmente i casi vengono riportati nelle riviste scientifiche specializzate. Al momento, la cura più innovativa per questo tipo di tumore è la chirurgia stereotassica. Tali effetti sono stati riprodotti in laboratorio esponendo i ratti alle frequenze tipiche della tecnologia wireless.

Lo studio Ramazzini
Durante lo studio, eseguito dall’Istituto Ramazzini, più di duemila ratti sono stati esposti a radiazioni GMS con frequenze di 1.8 Ghz, ovvero quelle tipiche delle antenne dei nostri smartphone. La durata dell’esposizione era di circa 19 ore al giorno. Le dosi ambientali generate sono quelle tipiche dei posti di lavoro: di 5, 25 e 50 V/m. «Già negli anni '80 – spiegava Belpoggi nel 2017 a BolognaToday - studi epidemiologici, sia negli Usa che in Europa, hanno messo in evidenza un aumento di rischio di ammalarsi di linfoma e leucemie nei bambini esposti a campi magnetici generati dal flusso della corrente elettrica. Sulla base di questi studi l'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC), settore della OMS dedicato al cancro, ha classificato i campi magnetici dell'elettricità come possibili cancerogeni (classe 2 B). Non esistevano infatti sufficienti risultati sperimentali su animali di laboratorio per classificare i CEMBF come probabili cancerogeni (2A). Altrettanto avveniva nei primi anni 2000 a proposito dei campi generati dalla telefonia mobile, per i quali è stato però messo in evidenza nell'uomo un aumento nei forti utilizzatori da almeno dieci anni, di tumori del cervello e dei nervi cranici. Per la mancanza di dati sperimentali, seppure l'evidenza epidemiologica fosse sufficiente, i campi RFR sono stati classificati come possibili cancerogeni (2 B)». Le cavie sono state osservate dal momento della nascita fino al decesso. E sono state eseguiti diversi monitoraggi durante le varie esposizioni alle radiofrequenze, per diverse generazioni.

Bisogna prendere provvedimenti
«Sebbene l’evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenza – prosegue Belpoggi al Corriere della Sera — il numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze. I nostri dati rafforzano la richiesta di adottare precauzioni di base a livello globale. Semplici misure sugli apparecchi, come un auricolare a molla incorporato nel telefono, oppure segnalazioni di pericolo sia nelle istruzioni che nella confezione di acquisto affinché l’apparecchio venga tenuto lontano dal corpo, e altre misure tecnologiche che io non so immaginare ma che sicuramente le compagnie conoscono e possono mettere in atto, potrebbero costituire una prima misura urgente per correre ai ripari. Certo non immagino che si possa tornare indietro nella diffusione di questa tecnologia, ma sono sicura che si possa fare meglio. La salute pubblica necessita di un’azione tempestiva per ridurre l’esposizione, le compagnie devono concepire tecnologie migliori, investire in formazione e ricerca, puntare su un approccio di sicurezza piuttosto che di potenza, qualità ed efficienza del segnale radio. Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioè rischi conosciuti e ignorati per decenni», conclude Belpoggi.

Bambini, smartphone e wi-fi
«I bambini assorbono più MWR degli adulti perché’ i loro tessuti cerebrali sono più assorbenti, i loro crani più sottili e la loro dimensione relativamente più piccola», si legge in un recente studio pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure. Ma il pericolo, ricordano gli scienziati, è molto elevato anche per le donne in dolce attesa: «Le donne incinta – sottolinea la neurologa pediatrica Maya Shetreat-Klein – meritano di sapere che le radiazioni wireless possono avere un impatto sullo sviluppo del cervello. Stiamo assistendo a un aumento allarmante del numero di bambini con diagnosi di disturbi neurologici negli ultimi dieci anni, e tutto quello che possiamo fare per contribuire a ridurre questo tasso dovrebbe essere preso molto sul serio». Gli studiosi chiedono anche che ai produttori di spiegare qual è la distanza minima per tenere uno smartphone affinché non vengano superati i limiti di esposizione alle MWR. Infine, secondo gli autori dello studio, le donne incinte dovrebbero evitare del tutto l’esposizione alle onde wireless; i bambini non dovrebbero giocare con apparecchi wireless; ragazze e donne adolescenti non dovrebbero mettere i cellulari nei loro reggiseni, e il governo dovrebbe rivedere con una certa urgenza i limiti di esposizione a radiazioni e onde. Insomma, i dispositivi che usiamo ogni giorno sono un disastro per la nostra salute e sarebbe auspicabile prendere provvedimenti al più presto.

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Le radiazioni emesse da cellulari e smartphone violano i limiti indicati dall’FCC anche se si trovano a 15 mm dal corpo.

I cellulari potrebbero provocare tumori rari e anomalie cardiache. Lo studio
Secondo un recente studio l’esposizione ai campi magnetici generati dai cellulari potrebbe provocare tumori rari e anomalie cardiache