28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Batteri resistenti

Batteri resistenti: il latte di ornitorinco potrebbe salvare molte vite umane

I superbatteri hanno le ore contate. Una proteina presente nel latte di uno dei più insoliti mammiferi al mondo può distruggerli velocemente

Il latte di ornitorinco combatterà i batteri resistenti e le infezioni gravi?
Il latte di ornitorinco combatterà i batteri resistenti e le infezioni gravi? Shutterstock

Forse i batteri resistenti potrebbero avere vita breve grazie alla scoperta di alcuni ricercatori australiani. Grazie a loro, infatti, si è potuto trovare un rimedio naturale per poter combattere infezioni potenzialmente mortali. La soluzione? Nel latte di ornitorinco. Si tratta di uno dei pochi mammiferi che appartengono all’ordine dei monotremi, in grado cioè, di deporre uova. L’ornitorinco vive in ambiente semi-acquatico e si trova molto facilmente in Australia.

Un latte unico
Sono mammiferi molto particolari perché depongono uova. Ma le loro caratteristiche insolite non finiscono certo qua: producono un latte che possiede una struttura chimica in grado di combattere anche i superbatteri. Inoltre, questi particolari animaletti hanno anche tante altre strane caratteristiche: la prima è quella di non aver i capezzoli, quindi le madri offrono il latte ai loro piccoli attraverso la pancia.

Una proteina sconosciuta
Per la prima volta al mondo, un team formato da biologi molecolari dell'agenzia scientifica nazionale australiana CSIRO, è stato possibile identificare le proteine del latte di ornitorinco. Ed è proprio nell’insolita struttura proteica che è racchiuso il segreto di quello che probabilmente sarà il più potente antibiotico al mondo.

Virtù antibatteriche
Secondo Janet Newman, scienziato del CSIRO e autore principale della ricerca, gli ornitorinchi sono strani in tutto. Persino nella struttura biochimica del loro latte. La ricerca ha coinvolto anche scienziati della Deakin University di Geelong, nel Victoria (Australia). Tali studiosi, già nel 2010 avevano scoperto che il loro latte possedesse una proteina antibatterica. «Questo componente speciale ha proprietà antibatteriche contro alcuni dei più cattivi batteri che si trovano nell'ambiente, ma non contro i batteri simbiotici che si trovano nelle viscere», spiega Newman.

Un problema di evoluzione?
Come abbiamo detto, gli ornitorinchi non hanno i capezzoli, ma offrono il latte attraverso la pancia. Secondo i ricercatori le virtù antibatteriche sono collegate a questo aspetto. Quando i mammiferi si sono evoluti formando i capezzoli, le proteine antibatteriche non erano poi così importanti.

Replica della proteina
I ricercatori del Deakin, hanno collaborato con il CSIRO al fine di poter replicare la proteina antibiotica, decodificarla e cercare di scoprire per quale motivo è così potente. Gli scienziati hanno soprannominato la proteina con il nome di Shirley Temple, a causa della sua particolare conformazione simile a un boccolo.

Una conformazione unica
Inoltre, hanno scoperto che alcuni dettagli della conformazione della proteina non esiste in nessun’altra delle 100.000 strutture proteiche fino a oggi conosciute. «È interessante, perché è la forma delle proteine ​​che determinano la loro funzione. Quindi la speranza è che la nuova struttura, nel miglior modo possibile, porti alla fine a una terapia basata su un modo completamente diverso di trattare le infezioni microbiche rispetto ai nostri attuali antibiotici», ha dichiarato Newman. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Structural Biology Communications.