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Vaccino anticancro, le particelle simil virus per attivare il sistema immunitario

Ricercatori studiano i tumori spontanei in cani e gatti per ottenere un vaccino contro il cancro che sia attivo sia sull'uomo che sugli animali

Vaccino
Vaccino (Shutterstock.com)

STATI UNITI – Si fa sempre più vicino l'esordio di un vaccino contro il cancro. E, in questo senso, negli ultimi tempi sono stati fatti grandi passi avanti. L'ultimo di questi è stato compiuto dai ricercatori della Michigan State University (Usa), i quali stanno progettando una particella simil-virus, nota come 'Qβ', che genera risposte immunitarie anticancro nel corpo, per poter poi essere usata come nuovo vaccino per il trattamento del cancro.

Dagli animali all'uomo
Lo studio, che è finanziato in parte dal US National Cancer Institute, prevede lo sviluppo di un vaccino per proteggere gli animali domestici dalle cellule cancerogene attualmente non curabili, per poi tradursi in un vaccino per l'uso da parte dell'uomo sui tumori che si verificano spontaneamente. «Questa sovvenzione – spiega Xuefei Huang, professore di chimica della MSU Foundation presso il College of Natural Science, e in ingegneria biomedica nel College of Engineering – è unica in quanto si concentra sullo sviluppo di una nuova immunoterapia anticancro basata su collaborazioni tra istituti di scienze naturali, ingegneria e medicina veterinaria. Mira a stabilire un nuovo metodo per il trattamento del cancro, a complemento dell'attuale chemioterapia e radioterapia».

La metodologia
Il prof. Huang si avvale della collaborazione di due esperti del College di Medicina Veterinaria, Vilma Yuzbasiyan-Gurkan, decano associato di ricerca e studi universitari e ricercatore sul cancro, e Paulo Vilar Saavedra, capo della divisione di oncologia. Il team combinerà particelle Qβ con antigeni di carboidrati associati al tumore, o TACA, che ritengono porteranno a rendere completa l'immunità delle cellule antitumorali, ridurre la crescita del tumore e proteggere dallo sviluppo del tumore stesso, riporta un comunicato dell'ateneo. Inoltre, i ricercatori useranno la struttura cristallina del Qβ per sviluppare mutazioni che potrebbero ridurre gli anticorpi tossici e aumentare le cellule desiderate, che possono anche uccidere le cellule tumorali. Questo sarà il primo trial di questo tipo utilizzando i modelli di vaccino basati su TACA.

Un aiuto per le due medicine
«La ricerca e la cura del cancro complesso – sottolinea Yuzbasiyan-Gurkan – sono uno dei settori principali di ricerca del nostro college, e questa ricerca innovativa potrebbe essere il riscontro a molti bisogni senza risposta per il trattamento del cancro in medicina veterinaria e umana». Come risaputo ormai, i cancri più distruttivi sopprimono il sistema immunitario nascondendo le proteine, che ostacolano i segnali che normalmente innescano una risposta immunitaria. Per aiutare a combattere tutto questo, i ricercatori si stanno concentrando su un tipo speciale di antigene che è presente in vari tipi di cellule tumorali e spesso sopravvive ai trattamenti di chemioterapia tradizionali.

I primi test
Il vaccino, scrivono i ricercatori, sarà inizialmente utilizzato per trattare i pazienti con cancro 'canino' e si concentrerà sull'osteosarcoma, un tumore osseo piuttosto ostico sia nei cani che nell'uomo. «Il nostro vaccino ridurrebbe la crescita del tumore e proteggerebbe il paziente dallo sviluppo e dalla recidiva del tumore – precisa Huang – Se siamo in grado di comprendere meglio le connessioni tra le caratteristiche strutturali delle formazioni Qβ-TACA e l'immunità antitumorale, possiamo avere un impatto duraturo sulla progettazione del vaccino contro il cancro».
«I cancri spontanei in cani e gatti forniscono un vero test per l'approccio del vaccino contro il cancro – aggiunge Yuzbasiyan-Gurkan – Questo è solo un esempio dei molti modi in cui la ricerca medica veterinaria e umana si avvantaggiano a vicenda