11 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Malattie metaboliche, il diabete

Diabete, rivoluzionaria scoperta: sono cinque i tipi e non due

Ricercatori scoprono che il diabete negli adulti è formato da 5 diverse categorie e non solo due come si è sempre ritenuto

Diabete
Diabete Shutterstock

SVEZIA – Si è sempre considerato che di diabete esista il tipo 1 e il tipo 2. Ma ora, i ricercatori dell'Università di Lund, in Svezia, hanno scoperto che in realtà di diabete nell'adulto ne esistono cinque tipi o categorie. Una scoperta rivoluzionaria che può cambiare l'approccio sia diagnostico che nel trattamento della malattia, aiutando oltremodo a identificare i pazienti ad alto rischio di complicanze e valutare meglio la risposta alle cure.

I nuovi sottogruppi
Il ricercatore Leif Groop, professore di diabete ed endocrinologia all'Università di Lund, e il suo team hanno affermato che tutti i sottogruppi di diabete appena classificati sono geneticamente distinti e presentano numerose differenze. Tra queste vi è l'età in cui tendono a manifestarsi e diversi livelli di rischio per complicanze come per esempio la malattia renale.

Le diverse risposte ai trattamenti
L'aver scoperto l'esistenza di questi sottogruppi, secondo i ricercatori svedesi spiegano il perché alcuni pazienti diabetici rispondono in modo molto diverso al trattamento rispetto ad altri. Tutto questo, come accennato, può aiutare a identificare coloro che potrebbero essere ad alto rischio di complicanze e portare a predisporre un trattamento mirato e personalizzato della malattia. «Per il paziente – spiega il prof. Groop – ritengo che significherà una terapia più individualizzata [e] una migliore qualità della vita».

L'attuale classificazione
Come quasi tutti sanno, attualmente il diabete è classificato in due forme principali, entrambe con legami genetici. Il diabete di tipo 1 è una condizione autoimmune in cui non viene prodotto l'ormone insulina. Questa forma di diabete, in genere si sviluppa durante l'infanzia. Poi c'è la forma più comune di diabete, il tipo 2. In questo caso viene prodotta poca insulina e non viene attuato l'assorbimento di glucosio da parte delle cellule del corpo. Il diabete di tipo 2 di solito si sviluppa più tardi nella vita e spesso è collegato all'obesità. Ma, gli esperti ritengono che questa classificazione oggi sia troppo semplicistica.

Lo studio
Per arrivare a scoprire l'esistenza di cinque sottogruppi del diabete, i ricercatori hanno analizzato le informazioni e i dati provenienti da 8.980 adulti diabetici riportati in un registro svedese. I risultati sono stati confermati utilizzando i dati di 5.795 altri pazienti adulti attraverso altri tre ulteriori database provenienti da Svezia e Finlandia.

I risultati
Al termine dell'analisi, gli autori dello studio hanno stabilito che il diabete di tipo 1, con una forma autoimmune di diabete a insorgenza tardiva, possono essere raggruppati insieme come un'unica forma, soprannominata 'grave diabete autoimmune'. Poi, quello che in genere viene chiamato diabete di tipo 2 comprende in realtà quattro categorie, due delle quali sono forme gravi della malattia. Una di questa detta grave diabete insulino-carente, mostra caratteristiche simili al gruppo autoimmune come l'indice di massa corporea (BMI) relativamente basso, l'assenza di secrezione dell'ormone insulina e l'esordio precoce, tuttavia non ha rivelato la presenza anticorpi che indicano una malattia autoimmune. Infine, in questo gruppo la malattia dell'occhio diabetico era più comune. Uno dei motivi per cui, per esempio, questo gruppo può non rispondere ai trattamenti è che, secondo il prof. Goop, la metformina non è il trattamento ottimale. Questi pazienti «hanno chiaramente precocemente bisogno di insulina, quasi quanto il tipo 1», ha sottolineato.

L'altra grave categoria
I ricercatori hanno poi trovato che l'altra categoria grave, chiamata diabete grave insulino-resistente, è legata all'obesità e mostra una forte tendenza delle cellule del corpo a non rispondere all'insulina. In genere, questi pazienti mostrano una più alta probabilità di avere sviluppare del fegato, malattie renali croniche e rene diabetico. Questo gruppo aveva una bassa percentuale di pazienti che assumevano metformina, anche se gli autori affermano che in questo caso, invece, avrebbero beneficiato maggiormente del farmaco.

E le forme lievi
Le altre due categorie scoperte dal team di ricerca sono forme lievi della malattia. Una di queste è nota come diabete lieve legato all'obesità o legato a un elevato BMI. L'altra forma lieve di diabete è correlato all'età, generalmente osservato nei pazienti più anziani. Il team dice che entrambe le categorie possono essere gestite con metformina e consigli sullo stile di vita.

Non una sola 'massa grigia'
«Il diabete – precisa il prof. Groop – non è la massa grigia che chiamiamo tipo 2, ci sono davvero sottoinsiemi della malattia che richiedono un trattamento diverso». Le categorie sono state scoperte considerando 6 diverse metriche, tra cui una misura del controllo della glicemia, l'età alla diagnosi, l'IMC, la presenza di alcuni anticorpi legati al diabete autoimmune e una misura della sensibilità all'insulina. Inoltre, l'analisi genetica ha rivelato che tutti e cinque i sottogruppi sono geneticamente distinti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Lancet Diabetes and Endocrinology.