20 giugno 2019
Aggiornato 09:00
Morbillo e morte

Antivaccinismo: la drammatica testimonianza di un papà

La drammatica e toccante testimonianza di un grande scrittore per l'infanzia sulla morte della figlia per morbillo. Ma le 10 vaccinazioni in Italia hanno evitato più di 4 milioni di casi di malattia e decine di migliaia di morti

Morbillo in un neonato
Morbillo in un neonato ( Shutterstock )

ROMA – Cosa c'è di più devastante e tragico per un genitore perdere il proprio figlio? In molti saranno d'accordo che non esiste paragone. A ricordare cosa può accadere a una vita innocente, senza che magari ce lo si aspetti, è la toccante testimonianza dello scrittore per l'infanzia e regista Roald Dahl (1916-1990), autore di famosi capolavori come La fabbrica di cioccolato, Matilde, Il grande gigante gentile, Le streghe e altri ancora.

Il tragico racconto, ma non è fantasia
«A sette anni – scriveva in una lettera Roald Dahl – Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo. Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato. Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati. Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente. 'Ti senti bene?' le chiesi. 'Mi sento assonnata', mi rispose. Nel giro di un'ora aveva perso conoscenza. Dodici ore dopo era morta. Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite morbillosa, e non c'era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla».

Per chi è contro i vaccini
La testimonianza dello scrittore britannico si commenta da sé. All'epoca, che già c'era chi avversava i vaccini, Roald Dahl scrisse, rivolgendosi ai genitori contrari alla vaccinazione: «Penso che ci siano più possibilità che vostro figlio si soffochi con una tavoletta di cioccolato che di ammalarsi seriamente a causa del vaccino contro il morbillo. E allora per quale ragione al mondo vi state preoccupando?». Già! Perché?

Evitati 4 milioni di casi e decine di migliaia di morti
Ma, per chi avesse ancora dei dubbi o chi rischia di farsi irretire dalle fake news o dall'antivaccinismo, forse farà bene sapere che tra il 1900 e il 2015 le dieci vaccinazioni introdotte in Italia hanno evitato più di 4 milioni di casi di malattia e decine di migliaia di morti. Questo è quanto riporta il Rapporto appena pubblicato sulla rivista internazionale Vaccine, con il titolo The impact of immunization programs on 10 vaccine preventable diseases in Italy: 1900-2015, curato dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Nello studio è stato valutato in particolare l’impatto dei vaccini in termini di mortalità e morbosità, su 10 malattie infettive: difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella e meningococco.

Perché lo studio
L'esigenza di condurre uno studio di questo genere è nata dalla constatazione che oggi più che mai, e anche in periodo di Campagna elettorale, si fa un gran parlare di vaccinazioni e antivaccinismo. Purtroppo, come conseguenza di questo dilagare di disinformazione ha portato nella popolazione allo sviluppo di un basso rischio percepito e a una crescente (infondata) preoccupazione per la sicurezza dei vaccini tanto che si è giunti a una pericolosa riduzione della copertura vaccinale, e un conseguente un aumento del rischio di focolai infettivi. Per questo motivo, i ricercatori hanno misurato in maniera scientifica i benefici apportati dai vaccini in Italia in un periodo di ben 115 anni. «««Di fatto, la popolazione italiana sta discutendo sul tema, ma forse ha perso di vista la memoria della diffusione e della gravità di queste malattie – spiega il dott. Patrizio Pezzotti, autore principale – Lo studio, che è stato condotto nell’ambito di un progetto finanziato dal Ministero della Salute, è stato sviluppato al fine di fornire dei risultati fruibili sia dagli operatori sanitari che dai cittadini, affinché chiunque possa valutare quali siano stati gli effetti delle vaccinazioni».

Il prima e il dopo i vaccini
Il team di ricerca ha utilizzato i dati annuali di mortalità per causa e quelli di morbosità al fine di determinare l’andamento dei tassi di morbosità e mortalità prima e dopo l’introduzione di ogni singolo vaccino. Le analisi sono state eseguite utilizzando dei modelli statistico-matematici, che hanno dato modo di stimare i casi attesi in mancanza di una vaccinazione. La ricerca ha così evidenziato che la vaccinazione nel corso del secolo scorso, e nei primi 15 anni del nuovo millennio, ha determinato un drastico calo della morbosità e della mortalità dovuta a queste malattie.

Più di 4 milioni di casi evitati
I risultati dello studio hanno evidenziato come più di 4 milioni di casi stimati siano stati evitati dalla vaccinazione universale e come circa il 35% di questi abbiano riguardato i bambini nei primi anni di vita. Nella classifica, la difterite è stata la malattia con il maggior numero di casi prevenuti, seguita da parotite, varicella e morbillo. È stato altresì stimato che si sono evitate oltre 70mila morti grazie alla vaccinazione contro la difterite, il tetano e la poliomielite – che sono le tre malattie infettive con i tassi di mortalità più elevati. «Negli ultimi anni – sottolinea Pezzotti – a causa del calo delle coperture vaccinali, molte di queste malattie sono riemerse in Europa, dal morbillo alla difterite».
I programmi di vaccinazione universale rappresentano lo strumento di prevenzione più efficace contro le malattie infettive, concludono i ricercatori.