17 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Chirurgia

Incredibile intervento in India: un uomo vivo grazie a due cuori che battono insieme

Un uomo di 56 anni ha assistito a un intervento straordinario che gli ha permesso di vivere: ora ha 2 cuori che battono insieme

HYDERABAD - Un'altra prova di incredibile competenza dimostrata da un team di medici, provenienti dall’India, che si sono trovati di fronte a un caso davvero arduo. Un uomo di 56, infatti, avrebbe potuto morire a causa di un precedente trapianto che non gli avrebbe consentito di vivere a lungo. Ma la storia medica racconta che sono proprio le procedure più insolite, che spesso escono dai tradizionali protocolli, a rivelarsi vantaggiosi per l’umanità. I dettagli della vicenda.

Una scelta obbligata
Dopo il caso del team specialistico di Bari che è riuscito a salvare una bambina affetta da una malattia rara grazie a un farmaco inusuale (un antibiotico immunosoppressore), anche in India i medici hanno dimostrato che le intuizioni – anche se escono dai tradizionali protocolli – a volte sono necessarie, quasi obbligate. Un uomo di 56 anni di Hyderabad (India), infatti, ha assistito a un intervento alquanto insolito e ora si ritrova con due cuori, ma finalmente in buona salute.

Un cuore troppo piccolo
Il problema è originato dal fatto che durante un trapianto di cuore, gli specialisti si sono trovati di fronte a un grosso problema: l’organo che stavano trapiantando era troppo piccolo. Secondo la dottoressa Gokhale era delle dimensioni di un piccolo pallone da calcio. Per questo motivo – anche se avevano poco tempo a disposizione – hanno fatto una scelta tanto complicata quando corretta: lasciare il suo vecchio cuore e aggiungere anche l’altro.

L’intervento
L’incredibile intervento è durato ben sette ore e ha previsto l’inserimento del secondo cuore tra il polmone destro e il cuore originale. Ma ciò che ha dell’incredibile è che i medici sono riusciti a farli battere in maniera sincronizzata.

Stadio terminale
Purtroppo il tempo a disposizione del personale medico era ridotto all’osso: il paziente aveva una gravissima insufficienza cardiaca che si trovava allo stadio terminale. Se avessero scartato il cuore donato da un giovane ragazzo a cui era stata diagnosticata la morte cerebrale – solo perché troppo piccolo – l’uomo sarebbe certamente morto. I minuti erano contanti e per questo motivo i medici hanno fatto tutto ciò che era nelle loro mani per salvare l’umo. L’intervento è stato eseguito presso l’ospedale Apollo: si tratta di una procedura sperimentata solo 150 volte in tutto il mondo.