10 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Scarsi livelli di sodio e declino cognitivo

Se hai poco sale rischi la demenza. I sintomi della Iponatriemia

Gli scienziati hanno scoperto che bassi livelli di sodio nel sangue sono collegati al declino delle funzioni cognitive nelle persone sane. I seri sintomi dell'iponatriemia

Poco sodio nel sangue collegato al declino cognitivo
Poco sodio nel sangue collegato al declino cognitivo Shutterstock

STATI UNITI – Si sente spesso dire che bisogna assumere poco sale con la dieta, perché si potrebbero avere problemi per il sistema cardiovascolare, come per esempio l'ipertensione (o pressione alta). Ma quello che ancora non si sapeva è che, per contro, bassi livelli di sodio nel sangue promuovono il declino cognitivo nelle persone anziane sane. Questo quanto scoperto in un nuovo studio pubblicato sul Clinical Journal dell'American Society of Nephrology.

Fermare il declino cognitivo
Il team di ricerca dell'University of Colorado Anschutz Medical Campus di Aurora (Usa), guidato dalla dott.ssa Kristen Nowak, ha osservato come i bassi livelli di sodio nel sangue influiscono sulla salute cerebrale. Per cui, suggeriscono che affrontare questi bassi livelli di sodio, noti sotto il profilo medico come Iponatriemia, potrebbe essere utile per fermare il declino cognitivo che si presenta quando le persone invecchiano. L'iponatriemia si ritiene si verifichi quando i livelli di sodio nel sangue scendono al di sotto di 135 millimoli per litro (mEq/L).

La carenza di sodio e i sintomi
Precedenti studi hanno dimostrato che bassi livelli di sodio nel sangue possono essere legati a un aumentato rischio di deficit di attenzione, di cadute, di fratture, ma anche problemi cardiaci e morte prematura. Una forma di iponatriemia associata all'attività fisica (EAH), e provocata dall'assunzione di troppi liquidi (che riducono drasticamente i livelli di sodio nel sangue), si è scoperto causare sintomi come vertigini, nausea e gonfiore, ma nei casi più gravi questa condizione può essere fatale. Ma gravi casi di iponatriemia sono stati anche associati a problemi neurologici e cognitivi.

Lo studio
I ricercatori hanno esaminato i dati di 5.435 uomini sani di età pari o superiore a 65 anni, che sono stati seguiti ognuno per una media di 4,6 anni. Dai dati raccolti durante il periodo di follow-up, si è scoperto come gli uomini i cui livelli di sodio erano 126-140 mmol/L avevano il 30% in più di probabilità di presentare sintomi di deterioramento cognitivo all'inizio dello studio e il 37% di probabilità in più di sperimentare sintomi di declino cognitivo nel tempo, rispetto agli uomini con livelli di sodio di 141-142 mmol/L. Allo stesso modo, tuttavia, anche livelli troppo elevati di sodio pare fossero dannosi: infatti alti livelli di sodio pari a 143-153 mmol/L erano anche associati a declino cognitivo nel tempo.

Facile non accorgersene
Secondo la dott.ssa Nowak, «I livelli di sodio leggermente più bassi nel sangue rischiano di non essere notati nella pratica clinica. Poiché sia ​​livelli di sodio sierico leggermente più bassi e lievi cambiamenti nella funzione cognitiva sono eventi comuni con l'avanzare dell'età, la ricerca futura su questo argomento è importante, compreso il determinare se correggere i livelli di sodio bassi influisce sulla funzione cognitiva». Che sia allora per questo che si usa dire: 'avere il sale in zucca (o in testa)?'