17 settembre 2019
Aggiornato 16:30
Caffè cancerogeno

Caffè come il fumo. Proposta choc dagli USA: «indicare il rischio di cancro in etichetta»

E’ iniziata la lotta contro i produttori di caffè. Secondo una legge USA le aziende sarebbero costrette a indicare il rischio di cancro

Caffè cancerogeno?
Caffè cancerogeno? Shutterstock

Siamo arrivati al punto in cui è davvero difficile trovare un alimento che non sia dichiarato come possibile cancerogeno. Non si sa, infatti, se esiste al mondo qualche cibo che si salva, e che tutti possiamo mangiare senza correre rischi. Dopo la carne, i formaggi, i cereali che contengono glutine, i grassi e i salumi che aumenterebbero il rischio di temibili malattie, ora sul banco degli imputati sembra esserci anche il caffè. E gli USA propongono di indicare il rischio cancro in seguito al suo consumo.

Caffè, peggio delle sigarette?
Il caffè è una di quelle bevande che è stranamente passata da panacea di tutti i mali a un alimento diabolico, tant’è vero che sembra possa aumentare il rischio di cancro. Questa caduta in picchiata sembra essere stata causata da recenti ricerche scientifiche. Ed è proprio in base agli ultimi studi -  e vecchie leggi - che l’America chiede che vengano stampat nelle confezioni avvisi esattamente come accade per le sigarette.

Nuoce gravemente alla salute?
In California l’idea delle etichette sembra essere già diventata realtà. E presto sulle confezioni di questa antichissima bevanda ci sarà scritto un avviso del tipo: «nuoce gravemente alla salute». Il motivo? La presenza di acrilammide – una sostanza ritenuta altamente cancerogena.

Reazione di Maillard
L'acrilammide non è presente naturalmente nei chicchi di caffè ma si sviluppa durante la fase di tostatura durante un processo noto come reazione di Maillard. Processo, tra l’altro, che si sviluppa durane la cottura di moltissimi altri alimenti. Secondo gli esperti, l’acrilamide è presente nell’elenco delle sostanze cancerogene dal 1 ° gennaio 1990, ma solo nel 2002 alcuni scienziati svedesi hanno scoperto la presenza della sostanza chimica negli alimenti cotti. Essa, infatti, si trova facilmente anche nelle patatine fritte, nel pane e nei cereali e tutti gli alimenti sottoposti a reazione di Maillard – per esempio durante una semplice rosolatura.

Nessuno rispetta i limiti e le regole
Il problema principale sembra essere dovuto dal fatto che i produttori di caffè non rispettano i limiti imposti dalla legge e così ci si ritrova a ingerire ingenti quantità di acrilamide insieme alla bevanda. Nel 2010 il Council for Education and Research on Toxics ha presentato una denuncia civile contro Starbucks, Peet's Coffee, Seattle Coffee e la maggior parte delle società produttrici di caffè. Esiste infatti una legge, in California, che richiede a tutte le aziende con almeno 10 dipendenti di fornire avvertimenti chiari prima di esporre i clienti a sostanze chimiche trovate nell'elenco di cancerogeni. Nella denuncia si legge che i produttori «nascondevano ai californiani che il loro caffè conteneva una sostanza chimica nota allo stato per provocare il cancro».

E’ una bevanda salutare
Starbucks, in qualità di principale imputato, ha rifiutato esprimere commenti ai giornalisti. Ma presidente e amministratore delegato del gruppo, William Murray, ha ricordato che il caffè è sempre stato considerato un alimento salutare. «Il caffè è stato considerato, più e più volte, come una bevanda salutare. Le linee guida dietetiche del governo degli Stati Uniti affermano che il caffè può essere parte di uno stile di vita sano. Questa causa confonde i consumatori e ha il potenziale di essere una beffa per quanto riguarda gli avvertimenti sul rischio cancro, in un momento in cui il pubblico ha bisogno di informazioni chiare e accurate sulla salute».

L’acrilamide causa davvero il cancro?
Come sempre quando si parla di cancro, ci si riferisce a un potenziale rischio e di prove certe se ne hanno davvero poche. Infatti, le prove scientifiche che associano l’acrilammide al cancro sono davvero scarse. Alcuni scienziati sono riusciti a dimostrare che se tale sostanza viene aggiunta nell’acqua potabile degli animali (topi) in una quantità variabile da mille e diecimila volte superiori ai livelli di esposizione naturale (umana) potrebbe aumentare le probabilità di contrarre il cancro. Ma è anche importante sottolineare che di studi sugli esseri umani riguardo tale relazione non ne esistono. «La maggior parte degli studi condotti finora non ha riscontrato un aumento del rischio di cancro negli esseri umani. Per alcuni tipi di cancro, come il cancro ai reni, all'endometrio e alle ovaie, i risultati sono stati misti, ma attualmente non ci sono tipi di cancro per i quali esiste chiaramente un aumento del rischio correlato all'assunzione di acrilammide», afferma l’American Cancer Society. Quindi dichiarare che il caffè è cancerogeno forse è un po’ azzardato. Ma l’avvocato dell’accusa, Raphael Metzger, ci tiene a precisare che: «quello che vogliamo è che le compagnie riducano la quantità della sostanza al punto da eliminare del tutto il rischio di cancro». E pare che alcune società abbiano già accettato il patteggiamento. A questo punto non ci resta altro da fare che attendere ulteriori sviluppi.

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