19 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Preferisci il caffè o il tè? A sceglierlo sono i tuoi geni

La scelta del caffè – e delle relative quantità che consumiamo – dipende dai nostri geni. Ecco perché

Preferisci tè o caffè?
Preferisci tè o caffè? (Africa Studio | Shutterstock)

C’è chi non riuscirebbe a vivere senza una bella tazzina di caffè al risveglio, chi invece non si fa mai mancare una fumante tazza di tè per le cinque del pomeriggio. Inutile ricordare che ognuno di noi è diverso e ha gusti completamente differenti. A quanto pare, però, la scelta della miglior bevanda, non spetta proprio alla nostra mente – come sarebbe logico pensare - bensì ai nostri geni. Ecco quali persone prediligono il tè e quali il caffè.

Due bevande amare
Quando si parla di gusto amaro la maggior parte della gente storce il naso, eppure sia tè che caffè – le due bevande più consumate al mondo – contengono sostanze amare che ne determinano il gusto. E sarebbe proprio l’amarezza che le contraddistingue a permetterci di scegliere o una l’altra. Tuttavia, alla base delle nostre scelte ci sarebbe il nostro caro, vecchio codice genetico. «Lo studio aggiunge alla nostra comprensione dei fattori che determinano le preferenze delle bevande - il gusto, in particolare - e perché, tenendo tutti gli altri fattori costanti, vediamo ancora segnato le differenze nella preferenza delle bevande e la quantità e sulla quantità che consumiamo», spiega Marilyn Cornelis, della Northwestern University (Illinois).

Gli studi
Per arrivare a simili conclusioni gli scienziati hanno esaminato due set di dati. Uno è un ampio studio condotto su gemelli europei. In questo si è potuto constare come molte varianti genetiche siano strettamente associate ai gusti individuali. In particolare, sembrano esserci varianti specifiche relative alla percezione dell’amaro della caffeina, del chinino e di un farmaco noto con il nome di propiltiouracile (un medicinale antitiroideo). L’altra fonte di dati, proveniva, invece, da una biobanca che conteneva informazioni genetiche e sanitarie di persone di età compresa fra i 37 e i 73 anni.

Chi beve più caffè?
Dai risultati si è potuto stabilire che le persone che possiedono una variante genetica che percepisce l’amarezza della caffeina, bevono maggiori quantità di caffè. Chi invece aveva la variante che verteva verso la percezione del gusto del chinino non amava più di tanto tale bevanda. «Mentre l'effetto della percezione sull'assunzione giornaliera di caffè potrebbe essere relativamente piccolo - solo un aumento di 0,15 tazza al giorno - da un normale assaggiatore di caffeina ad un forte assaggiatore di caffeina, in realtà si ottiene il 20% in più di probabilità di diventare un forte bevitore – quindi di bere più di quattro tazze al giorno», ha dichiarato Jue Sheng Ong del QIMR Berghofer Medical Research Institute (Australia).

Però si beve meno alcol
Se da un lato gli scienziati non sembrano aver trovato relazioni precise anche per il tè, hanno però scoperto che una maggior predisposizione all’amarezza diminuiva le possibilità di consumare grandi quantità di alcol. «Dato che gli esseri umani generalmente evitano i sapori amari, interpretiamo questi risultati come un comportamento appreso: se possiamo percepire bene la caffeina, associamo questo con le proprietà psicostimolanti della caffeina e quindi cerchiamo più caffè», spiega Cornelis. «I nostri geni del gusto giocano parzialmente un ruolo per quanto caffè, tè o alcol beviamo. La preferenza per il tè può essere vista come una conseguenza dell'astensione dal caffè, perché i nostri geni potrebbero aver reso il caffè un po’ troppo amaro per i nostri palati», concludono gli scienziati. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.