Salute | Tumore al pancreas

Virus dell’influenza: modificato geneticamente potrebbe combattere il cancro al pancreas

Il virus dell’influenza modificato potrebbe essere la nuova arma per combattere il cancro al pancreas. Tutto sui virus oncolitici

Virus dell'influenza contro il cancro al pancreas
Virus dell'influenza contro il cancro al pancreas (Shutterstock.com)

Il nuovo traguardo della medicina è quella di poter arrivare direttamente alle masse tumorali, annientandole in breve tempo e lasciando intatti i tessuti sani. Un nuovo candidato potrebbe essere il tanto odiato virus influenzale che in quest’ultimo periodo, a dirla tutta, sembra aver provocato molti danni a un numero vastissimo di persone. Tuttavia, grazie a una piccola trasformazione, potrebbe diventare amico dell’essere umano, arrivando persino a combattere il tanto temuto cancro del pancreas.

Una nuova arma
Avere a disposizione una nuova arma contro il cancro al pancreas forse potrebbe diventare finalmente realtà. A realizzarla sarebbe stato un team di ricerca della Queen Mary University of London, coordinato dalla professoressa Stella Man.

Lascia intatti i tessuti
Gli scienziati londinesi si sono resi conto che il virus dell’influenza, opportunamente modificato, è in grado di colpire in maniera selettiva in tessuti cancerosi lasciando intatti quelli sani. Questo accade perché i ricercatori sono riusciti ad armare il virus dell’influenza con una particolare molecola in grado di captare una sostanza posta sulla superficie delle cellule tumorali. Una volta identificata la colpisce, uccidendola in breve tempo.

Alfa V beta 6
La molecola che si trova naturalmente sulla superficie del tumore si chiama Alfa V beta 6 e, per fortuna, è assente nelle cellule sane. Quando il virus le indentifica sa che deve annientarle, in questo modo uccide tutte le cellule tumorali senza che si sia il benché minimo impatto negativo in quelle umane.

La nuova promessa contro il cancro
«Se confermeremo questi risultati in sperimentazioni cliniche su pazienti, questo virus potrebbe divenire un nuovo promettente trattamento contro il cancro del pancreas, anche in combinazione con la chemioterapia», conclude Man. I dettagli della sperimentazione condotta su animali è stato recentemente pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.

Non è il primo virus che uccide un tumore
La prima tappa importante dei cosiddetti virus oncolotici è stata registrata a ottobre del 2015. In quel periodo, infatti, l’Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha approvato l’utilizzo del primo virus diretto contro le cellule tumorali. Il suo nome è T-VEC e si tratta del virus dell’herpes abilmente modificato per distruggere il melanoma. Mentre Il primo virus oncolitico approvato dall’FDA è un adenovirus, nominato H101 dalla società cinese, Shanghai Sunway Biotech e utilizzato per il trattamento del tumore della testa e del collo.

La storia dei virus oncolotici
La storia di questo approccio terapeutico, in realtà, inizia parecchio tempo fa. Intorno al 1800, infatti, molti medici si erano resi conto che in seguito alle infezioni virali si registrava una diminuzione della massa tumorale. Per arrivare alle prime sperimentazioni, tuttavia, bisognò attendere il 1950 quando vennero iniettati direttamente in sede intratumorale alcuni tipi di virus. Effettivamente si registrarono molte regressioni, ma in alcuni casi la terapia costò la vita dei pazienti stessi.

L’inizio del cambiamento
Il vero cambiamento avviene però ai giorni nostri quando i virus cominciarono ad essere modificati al fine di provocare meno danni all’organismo umano e tanti al tumore. Il T-VEC, in particolare, entra nelle cellule umane ma non riesce a replicarsi, cosa che invece riesce a fare in quelle cancerose. In queste, infatti, è in grado di rompere la membrana citoplasmatica.

Attiva il sistema immunitario
Il T-VEC d’altro canto, oltre a distruggere le cellule tumorali, è in grado di proteggere l’organismo potenziando le funzioni del sistema immunitario. Infatti, quando la cellula cancerosa viene distrutta, vengono anche rilasciati alcuni fattori che attivano la risposta delle nostre cellule immunitarie che in breve tempo allterano i linfociti T provocando ulteriore distruzione del tumore. Durante gli studi, T-VEC ha portato alla regressione totale del tumore nel 16% dei pazienti e in tutti ha aumentato la sopravvivenza.

Gli effetti collaterali
Il T-VEC, inoltre, provoca pochissimi effetti collaterali – generalmente simil-influenzali – ed è possibile combinarlo con altre terapie. Si pensa che il prossimo passo sia quello di somministrare i virus oncolotici per via sistemica anziché in sede intratumorale. Per ulteriori informazioni sull’utilizzo del T-VEC è possibile consultare questo sito