15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Tumore al pancreas, arriva la tecnica mini-invasiva che lo sconfigge

Una nuova tecnica testata su un paziente di 80 anni, ha permesso di «bruciare» il tumore al pancreas in pochi secondi

Il tumore al pancreas è una delle forme cancerogene più temibili e pericolose che ha una durata della vita ridottissima, se confrontata con altre patologie oncologiche. Nella maggior parte dei casi è considerato inoperabile a causa dei seri rischi che si potrebbero correre a seguito di un intervento chirurgico. Ma grazie a una nuova tecnica mini-invasiva appena sperimentata in Italia, molte cose potrebbero cambiare. Ecco di cosa si tratta.

Primo caso in Italia
La tecnica, testata con successo proprio nel nostro paese, è stata messa in pratica dall'equipe di Epatologia e Gastroenterologia dell'ospedale di Terni. A guidarne l’operazione è stato il dottor Mariano Quartino che, per la prima volta, ha effettuato sul pancreas di un paziente un intervento di chirurgia non ablativa. Si tratta, cioè, di un intervento che non prevede l’uso del classico bisturi.

Distruzioni non chirurgia
Il personale sanitario è riuscito a distruggere in maniera non chirurgia e per via percutanea la massa tumorale. Il tutto è stato guidato da un semplice ecografo e non ha reso indispensabile l’anestesia generale. In breve tempo, quindi, un tumore considerato inoperabile è stato eliminato ed ora il paziente è pronto a subire la tradizionale terapia oncologica. Il paziente, dell’età di 80 anni, è stato dimesso dopo sole 48 ore.

La tecnica
La tecnica è denominata elettroporazione irreversibile o IRE è pensata proprio per distruggere le masse tumorali senza l’utilizzo di calore. Le cellule cancerose, quindi, vengono attraversate da impulsi elettrici per la durata di pochissimi micro-secondi. Il tutto viene veicolato per mezzo di aghi in grado di alterare in maniera permanente le cellule e, di conseguenza, ucciderle. Al contrario le strutture limitrofe come i vasi sanguigni non vengono danneggiati in alcun modo.

Gli studi
I primi studi sull’elettroporazione sono stati pubblicati nel 2015 e hanno dimostrato un aumento della sopravvivenza. «L'uso appropriato e preciso di IRA in pazienti selezionati con cancro del pancreas avanzato può provocare una sopravvivenza globale mediana vicino a 24 mesi, che è il tasso di sopravvivenza quasi doppio con la migliori nuove chemioterapia e chemioradioterapie», ha spiegato il dottor Robert C.G. Martin, Direttore dell'oncologia chirurgica a UofL. «Gli studi dimostrano che l'IRA, insieme alle cure standard, può prolungare sostanzialmente i tassi di sopravvivenza di pazienti con cancro del pancreas localmente avanzato. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche, l'ablazione può rappresentare un'aggiunta al livello di cura corrente per i pazienti affetti da cancro del pancreas in Fase III di cui le sole opzioni del trattamento finora sono state la chemioterapia o una combinazione di terapia di chemio-radioterapia», conclude Martin.

Fonti scientifiche

[1] Treatment of 200 Locally Advanced (Stage III) Pancreatic Adenocarcinoma Patients With Irreversible Electroporation: Safety and Efficacy - Martin, Robert C. G. II MD, PhD, FACS; Kwon, David MD, FACS; Chalikonda, Sricharan MD, FACS; Sellers, Marty MD, MPH, FACS; Kotz, Eric MD; Scoggins, Charles MD, MBA, FACS; McMasters, Kelly M. MD, PhD, FACS; Watkins, Kevin MD, FACS - Annals of Surgery: September 2015 - Volume 262 - Issue 3 - p 486–494 - doi: 10.1097/SLA.0000000000001441 Papers of the 135th ASA Annual Meeting