25 febbraio 2024
Aggiornato 05:30
Alzheimer

Ansia e Alzheimer: potrebbe esserci una relazione

L’ansia potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella comparsa della malattia di Alzheimer e nella formazione delle placche beta amiloidi

Alzheimer e ansia
Alzheimer e ansia Foto: Shutterstock

In un paese dove l’ansia è una delle condizioni più diffuse, apprendere che questa può avere una relazione con l’Alzheimer può provocare ulteriori timori. Eppure sembra proprio che alcuni ricercatori abbiano trovato un collegamento tra l’agitazione pressoché cronica e questa temibile malattia. Ricordiamo, tuttavia, che al momento non è mai stata trovata la vera causa scatenante della patologia e che non esistono farmaci in grado di modificare il suo decorso. Ecco i dettagli dello studio condotto da alcuni scienziati della Brigham e Women's Hospital.

Colpa dello stress?
Lo studio ha messo in evidenza come i pazienti affetti da Alzheimer avessero un denominatore comune: il forte stress accumulato negli anni. Infatti anche altri studi avevano identificato l’importante ruolo di tale fattore associato spesso a depressione e ansia. La ricerca condotta da un team del Brigham e Women's Hospital -  effettuata su quasi 300 persone - pare aver confermato tale ipotesi.

Lo studio
Durante lo studio i ricercatori hanno arruolato 270 volontari cognitivamente normali di un’età compresa fra i 62 e i 90 anni. Nessuno di loro aveva disturbi psichiatrici al momento. A ognuno di loro sono stati analizzati i valori di beta amiloide, una proteina che si sostiene sia implicata nella patologia di Alzheimer. Dai risultati è emerso che i livelli più elevati di tale sostanza si evidenziavano negli individui più inclini all’ansia e allo stress.

La conclusione degli scienziati
In merito ai risultati ottenuti, gli scienziati hanno dedotto che condizioni come l’ansia e lo stress potrebbero essere considerati un indicatore precoce dell'Alzheimer, sul quale si potrebbe – probabilmente – agire tempestivamente per rallentare il decorso della malattia. «Rispetto ad altri sintomi di depressione come la tristezza o la perdita di interesse, i sintomi ansiosi sono aumentati nel tempo nei soggetti con livelli di beta-amiloide più elevati nel cervello. Ciò potrebbe essere una manifestazione del morbo di Alzheimer prima dell'insorgenza del danno cognitivo», ha dichiarato l'autrice principale Nancy Donovan.

Ma ci sono anche altre ipotesi
Se da un lato l’ansia potrebbe essere un fattore scatenante la malattia, dall’altro è importante sottolineare che ricerche recenti hanno trovato relazioni completamente differenti con tale malattia. Pare infatti che la patologia si diffonda da neurone a neurone come una sorta di infezione. E sembra che non parta a livello cerebrale, bensì da alcune piastrine presenti nel torrente ematico. Insomma, gli scienziati stanno tentando da anni di trovare la vera causa scatenante ma probabilmente, in questo momento, sono solo riusciti a identificare soltanto alcuni degli effetti possibili. Per fortuna la ricerca continua e la speranza è che un giorno nessuno potrà mai più assistere alla malattia ruba ricordi.