Salute | Tumore colon

Tumore del colon-retto: ecco i batteri che combatteranno il cancro

Scienziati dell’Università di Singapore sono riusciti a produrre batteri ingegnerizzati, in grado di uccidere il 9% delle cellule cancerose

Probiotici e broccoli contro il cancro
Probiotici e broccoli contro il cancro (Chombosan | Shutterstock)

Il tumore del colon-retto è una delle forme cancerogene più diffuse al mondo. La scienza ritiene che la causa principale sia il cibo industrializzato e quello decisamente raffinato. Tuttavia quando si parla di cancro si hanno a disposizione tante teorie e ben poche certezze. L’unica nota positiva – quando ci si riferisce al cancro al colon – è che il tasso di sopravvivenza a 5 anni è relativamente elevato. Ora, però, si potrebbe migliorare ancor di più la condizione grazie ad alcuni batteri che potrebbero fagocitare le cellule cancerogene.

Un cocktail di batteri perfetto
Un team di ricercatori dell’Università di Singapore sembra aver trovato un metodo alquanto particolare per arrivare dritto all’obiettivo: eliminare le cellule cancerose e lasciare intatte quelle sane. Per farlo, ha scelto di affidarsi a un cocktail di batteri abilmente modificato al fine di servire il genere umano. In particolare, si tratta di una forma ingegnerizzata di Escherichia Coli Nissle, un tipo di batteri che si trova naturalmente nell’intestino.

Trasformazione in probiotici
Lo studio, coordinato dal dottor Chun-Loong e pubblicato recentemente su Nature Biomedical Engineering, ha sfruttato alcune particolari tecniche genetiche per ingegnerizzare i batteri di Escherichia Coli trasformandoli in un vero e proprio probiotico. Questi hanno attaccato le cellule cancerose del colon-retto direttamente sulla loro superficie cellulare. Qui hanno rilasciato un enzima in grado di convertire una sostanza naturalmente presente nelle verdure crucifere – come i cavoli broccoli, per esempio – in un potente agente antitumorale. Una volta che le cellule tumorali venivano colpite dall’agente tumorale morivano.

Lasciano intatte quelle sane
Le cellule normali non vengono attaccate da questa tossina, anzi, ci convivono perfettamente perché non sono in grado di effettuare tale conversione. Ciò significa che i batteri possono essere mortali solo ed esclusivamente per le cellule cancerose del colon-retto.

Uccisione selettiva
La miscela di probiotici ingegnerizzati con l’estratto di broccoli è stata in grado di uccidere il 95% delle cellule tumorali del colon-retto in vitro. In vivo – in uno studio effettuato sui topi – i batteri sono riusciti a ridurre la massa tumorale del 75%. Ma non solo: la grandezza media del tumore era 3 volte più piccola del gruppo di controllo. Tuttavia, pare non aver avuto alcun effetto su altri tipi di cellule cancerose come quelle dello stomaco e del seno.

Come possono essere utilizzati i probiotici
I ricercatori, insieme all’oncologo Yong Wei Peng del National University Hospital, pensano che i probiotici potranno essere utilizzati in due modi. Il primo è a titolo preventivo e il secondo è quello di sfruttarli per un’azione di pulizia delle cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico di rimozione del tumore. Un giorno, spiegano gli scienziati, i malati di cancro del colon-retto potrebbero assumere i probiotici come integratori alimentari allo scopo di ridurre al minimo il rischio di recidive a cinque anni.

Un completamento delle terapie anti-cancro
«Un aspetto interessante della nostra strategia è che sfrutta il nostro stile di vita, trasformando potenzialmente la nostra normale dieta in un regime terapeutico sostenibile e a basso costo. Speriamo che la nostra strategia possa essere un utile complemento all'attuale terapia contro il cancro», conclude Chang.

Fonti scientifiche

[1] National University of Singapore, Yong Loo Lin School of Medicine

2] Engineered commensal microbes for diet-mediated colorectal-cancer chemopreventionNature Biomedical Engineering, Chun Loong Ho, Hui Qing Tan, Koon Jiew Chua, Aram Kang, Kiat Hon Lim, Khoon Lin Ling, Wen Shan Yew, Yung Seng Lee, Jean Paul Thiery, Matthew Wook Chang 2018; 2 (1): 27 DOI: 10.1038/s41551-017-0181-y