12 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Terapia genica

Cellule staminali contro l'HIV, funzionano

Un nuovo studio ha dimostrato che la terapia Cart-T contro l'HIV funziona. Cellule staminali sono in grado di intercettare e distruggere le cellule infette

HIV e terapia Cart-T
HIV e terapia Cart-T Shutterstock

STATI UNITI – Cellule staminali del sangue ingegnerizzate contro l'HIV. Questa la sfida lanciata dai ricercatori dell'Università della California a Los Angeles (UCLA). Sfida che, a quanto pare, è stata vinta dato che le cellule utilizzate sono state in grado di intercettare e distruggere le cellule infettate dall'HIV, il virus ritenuto responsabile dell'insorgere dell'AIDS.

La terapia genica
I ricercatori per il loro studio hanno utilizzato la nuova e ormai nota tecnica del linfociti Cart-T, le cellule del sangue geneticamente modificate con recettori chimerici per l'antigene. Una tecnica che sta diventando quasi la regola nella cura o trattamento di numerosi malattie. Il successo ottenuto in diversi campi ha fatto sì che sempre più ricercatori si rivolgessero a questa possibilità per condurre studi atti a trovare nuove efficaci cure anche per malattie che fino a oggi si ritenevano difficili o impossibili da guarire.

Efficaci
Le staminali ingegnerizzate create per lo studio si sono dimostrate più che efficaci, dato che sono riuscite non solo a combattere le cellule infettate, ma sono sopravvissute nell'organismo per oltre 2 anni, per cui l'effetto di protezione o immunologico contro l'HIV diviene duraturo nel tempo. Una reale alternativa, pertanto, agli attuali trattamenti che, ricordano gli scienziati, utilizzano farmaci antivirali che sopprimono i virus nel sangue riducendoli a livelli quasi non rilevabili, ma che tuttavia non sono del tutto eliminati. Difatti soltanto un'effettiva e concreta risposta immunitaria può eradicare del tutto il virus.

Dai tumori ai virus
Come forse molti sapranno, la tecnica Cart-T è spesso impiegata quale immunoterapia nel trattamento dei tumori. Ma i ricercatori dell'UCLA hanno deciso di provare a testarla nel combattere il virus dell'HIV. Poiché il virus dell'HIV sfrutta i linfociti Cd4 per infettare le cellule, gli autori dello studio hanno usato una molecola Car che andasse a colpire questi linfociti. Nei test condotti su modello animale durante lo studio i ricercatori hanno osservato che quando il linfocita Cd4 sulla molecola Car si lega all'HIV, altre regioni di Car hanno segnalato alla cellula di attivarsi e uccidere la cellula infettata dall'HIV. In definitiva, la tecnica Cart-T utilizzata nello studio ha dimostrato di essere efficace anche in questi casi.

Una protezione di oltre due anni
Nello studio, i cui risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista Plos Pathogens, i ricercatori hanno inoltre scoperto che la l'ingegnerizzazione delle staminali emopoietiche promosso una produzione stabile di cellule che esprimono Car per oltre 2 anni, e senza alcun effetto avverso. Oltre a ciò, si è osservato come le cellule staminali utilizzate siano risultate ampiamente distribuite nei tessuti linfoidi e nel tratto gastrointestinale. Questi, ricordano gli scienziati, sono i principali luoghi del corpo in cui l'HIV si replica e dove è possibile scovarlo nelle persone sieropositive.

Lavora in combinazione
La terapia Cart-T è dunque risultata efficace già di per sé, tuttavia gli autori sottolineano che per ottenere migliori risultati potrebbe essere utile impiegarla insieme ad altre strategie di trattamento come la terapia antiretrovirale. Quando perfezionata, tuttavia, potrebbe essere utilizzata in monoterapia, permettendo di ridurre il ricorso ai farmaci e, di conseguenza, i costi per il servizio sanitario nazionale.