20 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Micah Gabriel Masson Lopez

Micah Gabriel, il bambino allergico che può mangiare solo pesche

Un bambino di due anni, nato con una gravissima allergia alimentare è costretto a mangiare sempre e solo pesche

Micah Gabriel Masson Lopez il bambino che può mangiare solo pesche
Micah Gabriel Masson Lopez il bambino che può mangiare solo pesche Shutterstock

Le allergie si sa, possono limitare notevolmente la qualità della vita. Se poi il problema si estende agli alimenti le cose si complicano e non di poco perché a volte i residui di cibi si trovano anche in piatti totalmente insospettabili. Ma la vita di un bambino Canadese potrebbe essere decisamente più difficile considerando che la sua allergia è talmente vasta che il 99% degli alimenti non sono consentiti. Per quanto ne sanno i medici fino ad ora, esiste solo un cibo che lui può mangiare: le pesche.

Allergia?
In realtà si tratta di un’allergia piuttosto anomala quella che si è presentata in un bambino di Montreal, in Canada. Lui si chiama Micah Gabriel Masson Lopez, ha solo due anni e la sua vita è già estremamente complicata. Il piccolo, infatti, soffre di una gravissima forma di eneterocolite provocata da proteine alimentari. Se ingerite, queste ultime, portano a vomito intenso e diarrea correlati a una forte infiammazione. «Quando non conoscevamo la sua patologia abbiamo provato a dargli una banana da mangiare. Dopo quattro ore ha cominciato a vomitare per più di sei volte. Alla fine, stravolto, è svenuto diventando pallido in volto», spiega al Global News la madre Caroline Masson. Per evitare il problema il povero Micah è costretto a mangiare solo e soltanto pesche.

Non è solo un problema di allergia
Purtroppo la situazione generale del bambino è aggravata da altre patologie in corso. E per tale motivo ogni mese i genitori si vedono costretti a portare il figlio in visita da ben nove specialisti. Micah, infatti, è anche affetto da una grave immunodeficienza nota con il nome di sindrome di didiGeorge e una malattia genetica chiamata micro-duplicazione 15Q13.3

Non esistono cure
Purtroppo, al momento, sembra che non ci siano cure per il povero Micah. «Ma nonostante le difficoltà è  un bambino straordinario, con una personalità amorevole», racconta Caroline. I genitori sperano che con il tempo i sintomi vengano ridotti e che presto, potrà fare una vita di miglior qualità.

Una raccolta fondi
Va da sé che in situazione di questo genere non è affatto facile gestire la propria vita e quella del proprio figlio. A tutto ciò si aggiunge un impegno economico non indifferente. Per tale motivo la famiglia ha deciso di dare il via a una raccolta fondi: le spese mediche aumentano a vista d’occhio e il bambino potrebbe non riuscire a essere curato a sufficienza per mancanza di denaro.