23 maggio 2019
Aggiornato 05:30
Micah Gabriel Masson Lopez

Micah Gabriel, il bambino allergico che può mangiare solo pesche

Un bambino di due anni, nato con una gravissima allergia alimentare è costretto a mangiare sempre e solo pesche

Micah Gabriel Masson Lopez il bambino che può mangiare solo pesche
Micah Gabriel Masson Lopez il bambino che può mangiare solo pesche ( Shutterstock )

Le allergie si sa, possono limitare notevolmente la qualità della vita. Se poi il problema si estende agli alimenti le cose si complicano e non di poco perché a volte i residui di cibi si trovano anche in piatti totalmente insospettabili. Ma la vita di un bambino Canadese potrebbe essere decisamente più difficile considerando che la sua allergia è talmente vasta che il 99% degli alimenti non sono consentiti. Per quanto ne sanno i medici fino ad ora, esiste solo un cibo che lui può mangiare: le pesche.

Allergia?
In realtà si tratta di un’allergia piuttosto anomala quella che si è presentata in un bambino di Montreal, in Canada. Lui si chiama Micah Gabriel Masson Lopez, ha solo due anni e la sua vita è già estremamente complicata. Il piccolo, infatti, soffre di una gravissima forma di eneterocolite provocata da proteine alimentari. Se ingerite, queste ultime, portano a vomito intenso e diarrea correlati a una forte infiammazione. «Quando non conoscevamo la sua patologia abbiamo provato a dargli una banana da mangiare. Dopo quattro ore ha cominciato a vomitare per più di sei volte. Alla fine, stravolto, è svenuto diventando pallido in volto», spiega al Global News la madre Caroline Masson. Per evitare il problema il povero Micah è costretto a mangiare solo e soltanto pesche.

Non è solo un problema di allergia
Purtroppo la situazione generale del bambino è aggravata da altre patologie in corso. E per tale motivo ogni mese i genitori si vedono costretti a portare il figlio in visita da ben nove specialisti. Micah, infatti, è anche affetto da una grave immunodeficienza nota con il nome di sindrome di didiGeorge e una malattia genetica chiamata micro-duplicazione 15Q13.3

Non esistono cure
Purtroppo, al momento, sembra che non ci siano cure per il povero Micah. «Ma nonostante le difficoltà è  un bambino straordinario, con una personalità amorevole», racconta Caroline. I genitori sperano che con il tempo i sintomi vengano ridotti e che presto, potrà fare una vita di miglior qualità.

Una raccolta fondi
Va da sé che in situazione di questo genere non è affatto facile gestire la propria vita e quella del proprio figlio. A tutto ciò si aggiunge un impegno economico non indifferente. Per tale motivo la famiglia ha deciso di dare il via a una raccolta fondi: le spese mediche aumentano a vista d’occhio e il bambino potrebbe non riuscire a essere curato a sufficienza per mancanza di denaro.