23 aprile 2024
Aggiornato 01:30
Demenza e sovrappeso

I chili di troppo aumentano il rischio di demenza

L’eccesso di peso aumenta il rischio di sviluppare varie forme di demenza. Inoltre sembra che le variazioni che si verificano negli anni possano prevedere un declino cognitivo

Obesità e demenza
Obesità e demenza Foto: Shutterstock

Ormai è più che confermato: l’aumento di peso è collegato a una serie innumerevole di rischi per la nostra salute. Sovrappeso e obesità, infatti, possono aumentare notevolmente le probabilità di contrarre il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, sindrome metabolica e persino cancro. Un nuovo studio, però, ci mette un carico da undici e mette in luce come i chili di troppo possano addirittura provocare declino cognitivo e varie forme di demenza. Ecco i risultati dello studio pubblicato su Alzheimer & Demenza.

Pericolo per i soggetti in sovrappeso
Secondo un recente studio le persone che soffrono di obesità e sovrappeso potrebbero rischiare seriamente di sviluppare demenza. Ad asserirlo è un recente studio che ha coinvolto ben 1,3 milioni di persone adulte. Dai risultati dei ricercatori è emerso che ogni aumento di cinque unità di indice di massa corporea – o BMI – aumentava le probabilità fino al 33%.

Circa 14 chilogrammi
Anche se 5 unità sembra una cifra ridicola in realtà si tratta di un aumento esponenziale di peso paragonabile mediamente a oltre 14 chilogrammi per una persona di circa un metro e settanta di altezza. Curiosamente, gli scienziati sono persino riusciti a scoprire come le persone che stanno per sviluppare declino cognitivo - e che poi assistono a una vera e propria demenza - tendono a ridurre il loro peso, persino in maniera maggiore rispetto alle persone in buona salute.

BMI e demenza
«L'associazione BMI e demenza osservata in studi longitudinali sulla popolazione, come la nostra, è in realtà attribuibile a due processi», ha dichiarato il professor Mika Kivimaki dell'University College di Londra. Questi due fattori sono dovuti in primis all’effetto negativo del grasso corporeo e successivamente alla perdita di peso dovuta alla fase pre-clinica della demenza. «Per questo motivo, le persone che sviluppano la demenza possono avere un indice di massa corporea superiore alla media circa 20 anni prima dell'inizio della demenza, ma quando si avvicinano alla demenza evidenziano un IMC inferiore rispetto a quelli che rimangono sani», continua Kivimaki.

In pratica, secondo i ricercatori, i fattori strettamente collegati al rischio demenza sono anche associati all’aumento e alla perdita di peso. Per tale motivo è essenziale tenere d’occhio le variazioni del proprio peso corporeo per scongiurare il rischio della malattia ed, eventualmente, assistere a cure precoci.