3 dicembre 2020
Aggiornato 08:30
Infezioni ospedaliere

Infezioni ospedaliere: uccidono più degli incidenti stradali

Le infezioni che si contraggono in ospedale provocano il doppio dei morti rispetto agli incidenti stradali. Ogni anno oltre settemila persone muoiono dopo essere state in ospedale

A nessuno di noi piace entrare in ospedale. Né per fare visite mediche, né per andare a trovare qualche amico o parente. Men che meno se siamo noi quelli che devono soggiornare per alcuni giorni in un lettino d’ospedale. Ma la vera tragedia è che spesso si entra per una banalità e si rimane a lungo a causa di infezioni batteriche contratte tra le mura della clinica ospedaliera. Insomma, si entra per un motivo e a volte non si esce più: la colpa è dei batteri e virus che pullulano in questi posti.

Causano più morti degli incidenti stradali
Si è sempre creduto che gli incidenti stradali fossero una delle principali cause di morte, ma la verità è che gli ospedali uccidono almeno il doppio. E in questa statistica non sono neppure inclusi gli errori medici. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, infatti, batteri e virus (solo negli ospedali) mietono ogni anno fino a 7.000 vittime, mentre la strada arriva sì e no a 3.500 – esattamente la metà.

Entri per una cosa e poi…
Le stime sono allarmanti: oltre mezzo milione di pazienti ogni anno entrano in ospedale e dopo pochi giorni si vedono costretti a confrontarsi con una novità: un’infezione batterica contratta proprio grazie al soggiorno ospedaliero. Tutti eravamo indicativamente a conoscenza della situazione ma oggi, dati alla mano, il problema si è dimostrato decisamente allarmante. Il Ministero della Salute ha evidenziato un boom di malattie batteriche causate dal ricovero ospedaliero: negli ultimi dieci anni sono aumentate del 61,2 percento a causa di interventi chirurgici e quasi dell’80% in seguito a gastroscopie, colonscopie ed endoscopie.

Le cause
Spesso la causa sono i cateteri, la cui pulizia lascia alquanto a desiderare. Ma il problema più inquietante rimangono i sistemi di areazione che veicolano in continuazione batteri e virus. I sistemi, inoltre, sono obsoleti e hanno una media di settant’anni. Idealmente, quindi, molte infezioni potrebbero essere prevenute facendo attenzione all’igiene e aggiornando le strumentazioni in dotazione negli ospedali.

Maggior inefficienza gli ospedali del nord
Molti ritengono che gli ospedali del centro-sud pullulano di batteri e scarsa igiene. Invece ad avere la maglia nera sono quelli del nord. Il record lo detiene la Valle d’Aosta, seguono la Liguria, l’Emilia Romagna, la Lombardia, Trento, il Veneto e l’Umbria. Un po’ meno il Piemonte e il Lazio. La migliore resta comunque l’Abruzzo. Ma il prezzo da pagare non è solo la vita umana: anche le casse regionali sborsano fior di quattrini per ogni infezione ospedaliera. Si stima che vengano utilizzati tra i 9.000 e 10.500 euro per ogni caso. Perciò, facendo due calcoli, si parla di una spesa totale che supera i cinque miliardi di euro all’anno.