19 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Choc anafilattico

Rischia di morire a 15 anni per un ingrediente contenuto nel succo di frutta. Salvato da una tecnica innovativa

Un ragazzino di appena quindici anni rischia di morire per un ingrediente «inatteso» nel succo di frutta. Viene salvato per miracolo grazie a uno strumento donato dal Calcit

15enne di Arezzo rischia di morire con un succo di frutta
15enne di Arezzo rischia di morire con un succo di frutta Shutterstock

Non solo frutta: è questo il problema che ha causato una gravissima crisi respiratoria in un ragazzo di appena 15 anni che pensava di avere a che fare con un prodotto 100% vegetale. L’intervento immediato dei soccorsi e una tecnica innovativa donata dal Calcit al San Donato ha permesso al giovane di essere salvato. Ecco i dettagli della vicenda.

Cosa conteneva quel succo?
Il fatto è avvenuto mercoledì 18 ottobre quando il quindicenne, intorno alle ore 21, sceglie di bere un succo di frutta - convinto che si trattasse davvero di un alimento interamente vegetale. Invece, a sua insaputa, conteneva anche del latte vaccino. Ingrediente a cui lui era fortemente allergico. Nel giro di un tempo brevissimo comincia ad avvertire un problema respiratorio che si fa via via sempre più grave: lo choc anafilattico stava per fare la sua comparsa.

La chiamata al 118
Per fortuna il 15enne si trovava a casa con i genitori e la mamma ha prontamente chiamato il 118. I soccorsi arrivano velocemente ma il giovane ha una crisi respiratoria gravissima. Sembra ci siano poche possibilità di salvarlo, nonostante ciò l’ambulanza corre verso l’ospedale più vicino. I minuti sono contati.

In rianimazione
Il giovane paziente viene ricoverato immediatamente e trasportato in rianimazione. Purtroppo, però, i tentativi di riossigenare i polmoni attraverso terapie farmacologiche non portano a nessun miglioramento. I dottori optano per altri tipi di cure non farmacologiche come la broncoscopia al fine di pulire i bronchi da tutti i residui di latte inalato. Ma pare che non si ottenga nessun risultato positivo. La vita del quindicenne è in serio pericolo.

Un sistema tecnologico gli salva la vita
Il personale medico sceglie di usare l’ultima carta che ha disposizione: uno strumento donato poco tempo fa dal Calcit. Si chiama Mirus ed è presente da pochi mesi nel reparto di rianimazione. Grazie a questo si può effettuare un’anestesia con gas inalatorio senza iniettare sostanze all’interno del corpo. Ma non è finita qui: perché il gas svolge una potente azione dilatatoria dei bronchi. E, poco dopo averlo usato - quasi per miracolo - i polmoni ricominciano a funzionare. A tal punto che il giorno dopo, finalmente, viene estubato. La splendida notizia è che ora è in buone condizioni e che fra qualche giorno, finalmente potrà tornare a casa.

Grazie al Calcit
«Possiamo affermare che è stato il Calcit a salvare la vita di questo 15enne. Non ci sono parole per ringraziarlo di nuovo della preziosa donazione. Ma un grazie va anche agli operatori del mio reparto medici e infermieri che hanno gestito in maniera ottimale la situazione», ha dichiarato Marco Feri, direttore del reparto di rianimazione.