24 settembre 2021
Aggiornato 05:00
Parkinson e pesticidi

Attenzione agli alimenti ricchi di pesticidi, possono causare il Parkinson

Ben undici tipi di pesticidi utilizzati tradizionalmente sono accusati di provocare seri danni neurologi e indurre il morbo di Parkinson. Gli studi

I pesticidi e gli alimenti che li contengono sono stati accusati di provocare ogni sorta di malattia. E piano, piano, le ricerche sembrano confermare questa tesi. I fitofarmaci minacciano il nostro benessere e, a quanto pare, possono anche provocare il tanto temuto morbo di Parkinson. Ecco perché.

Degenerazione delle cellule cerebrali
Il nesso tra malattie neurologiche e un utilizzo indiscriminato di pesticidi era noto da molto tempo. Adesso, però, sembra essere più chiaro anche qual è il tipo di meccanismo che si innesca e che porta alla degenerazione delle cellule cerebrali. Tra i vari rischi rilevati dagli scienziati della University of California di Los Angeles (UCLA) c’è anche quello di scontrarsi faccia a faccia con il morbo di Parkinson.

Detossificazione cellulare
Lo studio, pubblicato su Neurology, ha evidenziato come alcuni pesticidi – precisamente quelli che sono in grado di inibire un particolare enzima denominato ALDH (aldeide deidrogenase) – possono provocare il morbo di Parkinson. Il motivo sarebbe lo stretto legame che vi è tra tale enzima e la detossificazione cellulare.

Se hai una predisposizione il rischio aumenta
Va da sé che tutte le persone che hanno anche una predisposizione genetica si vedono aumentare vistosamente il rischio di avere a che fare con tale patologia. In particolare, le probabilità aumentano nei soggetti con una variante del gene ALDH2. Risultati simili furono ottenuti tempo da un altro team di ricerca del Dipartimento di Neurologia dell’Ucla.

Sotto accusa i fungicidi
La ricerca precedente, coordinata da Jeff Bronstein, aveva accusato un noto fungicida denominato Benomil. Per fortuna questo farmaco è ora stato vietato, ma chi ha avuto la sfortuna di averlo nel piatto, può aver assistito a danni ai neuroni dopaminergici tramite l’inibizione dell’attività dell’enzima ALDH. Questa aumenta i livelli di una tossina che generalmente si trova nel cervello ed è causa dei classici sintomi del Parkinson.

Undici pesticidi pericolosi
Durante la ricerca, gli scienziati hanno esaminato 26 pesticidi di uso comune e ben undici di questi hanno dimostrato di inibire l’attività dell’ALDH in maniera esponenziale. I pesticidi appartenevano alla classe dei dicarbossimidi, ditiocarbammati, organoclorurati e imidazoli. «È stata una sorpresa trovare così tanti tipi di pesticidi che inibiscono l’attività dell’enzima Aldh anche a concentrazioni basse. Questi pesticidi sono molto diffusi nell’ambiente e si trovano anche nei cibi, per cui il numero di persone potenzialmente a rischio è notevolmente più alto di quanto ci si aspettava», ha dichiarato Bronstein. «Capire come i pesticidi agiscono sull’ALDH potrebbe portare allo sviluppo di nuovi metodi per prevenire o limitare la progressione della malattia, come ad esempio ridurre l’esposizione ai composti tossici o stimolare la funzionalità dell’enzima mediante nuovi farmaci», concludono gli scienziati.