16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Menopausa e terapia ormonale sostitutiva

Terapia ormonale sostitutiva: cos'è, come funziona, effetti collaterali e il rischio cancro

Tutto ciò che c’è da sapere sulla terapia ormonale sostitutiva: cos'è, come si usa, la differenza fra pillola e cerotti, gli effetti collaterali e il rischio cancro al seno. Quando si deve evitare e in quali casi può essere efficace

Terapia ormonale sotitutiva in menopausa
Terapia ormonale sotitutiva in menopausa Shutterstock

La menopausa è contraddistinta da un evidente calo ormonale. Tale condizione fisiologica spesso causa parecchi disagi psico-fisici: tra questi vampate, atrofia urogenitale e osteoporosi. Ed è soprattutto in questi casi specifici che la terapia ormonale sostitutiva può essere utilizzata con efficacia. Vi sono diversi metodi per migliorare il livello di estrogeni, non tutti, però, presentano più benefici che rischi. Ecco tutte le opzioni terapeutiche.

Cos’è la terapia ormonale sostitutiva?
Si tratta di una cura volta a ripristinare l’equilibrio ormonale in maniera simile alla premenopausa. Per questo motivo mitiga alcuni sintomi caratteristici come le vampate di calore, la secchezza vaginale, l’ansia, la sudorazione e l’irritabilità. Generalmente vengono utilizzati due tipi di ormoni: gli estrogeni e i progestinici.

Quando iniziare la cura e quanto dura
Non tutte le donne devono necessariamente avvalersi della cura ormonale sostitutiva, anzi, se è possibile sarebbe meglio evitarla. In ogni caso l’utilizzo va sempre scelto insieme al proprio medico curante valutando l’eventuale efficacia nei disagi che si evidenziano. Esistono diversi metodi di applicazione della terapia ormonale sostitutiva (TOS) di cui i più comuni sono il cerotto e la pillola. Anche la durata va scelta insieme a un esperto, tenendo presente che più è corta, minore è il rischio di incappare in seri effetti collaterali. La durata media varia dai 6 ai 12 mesi o comunque bisognerebbe evitare che si protragga oltre i 12-15 mesi.

Quando non è indicata la terapia ormonale sostitutiva?
In linea di massima la terapia ormonale sostituiva (Tos) andrebbe utilizzata il prima possibile. Alla comparsa dei sintomi tipici della menopausa, infatti, la TOS potrebbe non essere così efficace. Molte pazienti si trovano di fronte a un maggior rischio di incontinenza urinaria, infezioni urinarie ricorrenti e potenziali danni all’apparato cardiovascolare. Le donne che, perciò, hanno una predisposizione verso infarti, trombosi e ictus non dovrebbero utilizzarla. Potrebbe provocare problemi cognitivi nei soggetti predisposti, disturbi della colecisti e tumore al seno. Tutti i soggetti affetti da tali problematiche quindi, dovrebbero evitarlo.

Meglio i cerotti o pillola?
I cerotti hanno dimostrato di avere meno effetti collaterali rispetto alla pillola perché gli ormoni entrano nel circolo ematico baypassando il fegato. In questo caso si riducono anche le probabilità di sviluppare trombosi o ictus.

I farmaci non-ormonali
Per mitigare i sintomi tipici della menopausa esistono anche dei farmaci di tipo non ormonale, in Italia si trova il veralipride, efficace nel ridurre frequenza e intensità delle campate di calore. L’alternativa sono i rimedi naturali, non tutti di provata efficacia.

No, ai derivati della soia?
Prima di tutto è importante sottolineare che non tutti i rimedi naturali sono particolarmente benefici. Sotto accusa, ci sarebbero anche i noti derivati della soia – una sorta di estrogeni naturali – che secondo le ultime ricerche non produrrebbero nessun beneficio rispetto a chi assume il placebo. D’altro canto vi sono prove che dimostrano come gli isoflavoni della soia possano agire direttamente sull’apparato osseo delle donne in menopausa: «Studi randomizzati controllati che misurano i marcatori di turnover delle ossa nelle donne in menopausa hanno rivelato che i supplementi di isoflavoni di soia riducono significativamente la deossipiridinolina urinaria senza effetti significativi sui marcatori della formazione dell'osso fosfatasi alcalina ossea e osteocalcina». Di conseguenza «i bisfosfonati rimangono i farmaci di prima linea per il trattamento delle donne in postmenopausa con osteoporosi». Chi si rifiuta di assumere la terapia ormonale può anche affidarsi ad altri rimedi naturali come il trifoglio rosso e la cimicifuga racemosa – quest’ultima tossica per il fegato.

Il rischio cancro al seno
Uno dei rischi maggiori della terapia ormonale sostitutiva è quello di contrarre il tanto temuto cancro al seno. Questo problema si evidenzia generalmente solo nel caso in cui gli ormoni siano combinati (estrogeni e progestinici). I soli estrogeni sembrano non aumentare il rischio in maniera esponenziale. Di contro aumenta le probabilità di contrarre un cancro all’endometrio uterino provocato da iperplasia endometriale. D’altro canto è importante sottolineare che nelle donne che hanno subito un intervento di asportazione chirurgica dell'utero, la TOS pare svolgere un effetto protettivo nei confronti del cancro al seno. Infine, estrogeni e progestinici svolgono un effetto di protezione per il cancro al colon.

Più rischi che benefici?
Alcuni anni fa, lo United States Preventive Services Task Force, ha dichiarato che gli effetti nocivi derivanti dalla TOS superano i benefici. La riduzione del rischio si verificherebbe solo nel caso in cui la terapia ormonale venisse utilizzata durante la pre-menopausa. Forse, non a caso, Il Women's Health Initiative raccomanda a tutte le donne in menopausa di assumere la dose più bassa possibile e in un tempo davvero limitato. Questi accorgimenti sembrano gli essere gli unici a ridurre i severi effetti collaterali: ictus, infarti, trombosi venosa profonda e cancro.

[1] Facts Views Vis Obgyn. 2012; 4(1): 30–37. PMCID: PMC3991438 Soy consumption during menopause S. Bolca,1 M. Bracke,2 and H. Depypere

[2] H. D. Nelson, M. Walker, B. Zakher e J. Mitchell, Menopausal hormone therapy for the primary prevention of chronic conditions: A systematic review to update the U.S. Preventive Services Task Force recommendations, in Annals of internal medicine, vol. 157, nº 2, 2012, pp. 104–113

[3] Writing Group for the Women's Health Initiative Investigators, Risks and Benefits of Estrogen Plus Progestin in Healthy Postmenopausal Women: Principal Results From the Women's Health Initiative Randomized Controlled Trial, in JAMA, vol. 288, nº 3, 2002, pp. 321–333