14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Sutura endoscopica

Asportato un tumore allo stomaco senza bisturi: cos’è la sutura endoscopica e le applicazioni

Per la prima volta al mondo è stato asportato un tumore allo stomaco senza l’utilizzo di bisturi. Tutto ciò che c’è da sapere sulla sutura endoscopica e le nuove tecnologie correlate

Aportato un tumore allo stomaco all'ISMETT di Palermo
Aportato un tumore allo stomaco all'ISMETT di Palermo Shutterstock

Ne abbiamo parlato ieri: a una donna di poco più di cinquant’anni è stato asportato un tumore allo stomaco sottocutaneo – una neoplasia che si forma negli strati più profondi – attraverso una nuovissima tecnica chiamata sutura endoscopica. È accaduto all'Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo. Ecco di cosa si tratta.

Una sutura endoscopica
La donna è stata sottoposta a un particolare intervento denominato sutura endoscopica. Il lato positivo di tale metodica è che subito dopo il risveglio dall’anestesia la donna ha potuto muoversi, 48 ore dopo ha potuto rialimentarsi in maniera tradizionale e solo tre giorni dopo è tornata a casa. Si tratta quindi sì di chirurgia, ma è indubbio che il metodo è minimamente invasivo.

Come è stato eseguito l’intervento
L’intervento di Sutura Endoscopica effettuato sulla donna ha permesso di cucire letteralmente il foro effettuato durante l’intervento. Attraverso tale procedura la donna è stata sottoposta a una gastrectomia cuneiforme. Ciò significa che le è stato asportato un tratto di tessuto dello stomaco che possiede, appunto, una forma a cuneo.

Primo intervento al mondo
Nonostante le tecniche di sutura endoscopica siano state utilizzate in altri ambiti medici, è la prima volta che viene adoperata per un caso simile. «Fino ad oggi questo tipo d'intervento è stato sempre eseguito solo per via chirurgica - spiegano gli esperti ad Ansa -. La letteratura scientifica riporta pochi tentativi di approccio endoscopico, solo in Cina alcuni interventi analoghi sono stati portati a termine ma con tecniche di sutura obsolete. La tecnica può essere utilizzata anche per altri tumori anche in altre parti dell'intestino come il retto il colon e l'esofago», ha dichiarato il professor Mario Traina.

Cos’è la chirurgia endoscopica
Si sa che durante un intervento realizzato in endoscopia c’è un rischio – seppur minimo – di complicazioni. La più temuta è la perforazione. Tra le varie innovazioni in medicina vi sono anche quelli che permettono di chiudere le eventuali perforazioni attraverso apposite clips. Ma gli addetti ai lavori ben sanno che tali metodi sono molto limitati. D’altro canto la chirurgia endoscopica sembra essere un sistema innovativo in grado di aggirare tali problematiche.

Sistemi di sutura endoscopica OverStitch, utile per l’obesità
Un nuovissimo sistema di sutura endoscopica è quello denominato OverStitch, metodo che pare essere particolarmente utile per risolvere i casi di obesità grave. Si tratta di una soluzione endoscopica mininvasiva per i pazienti che aumentano di peso nonostante i loro sforzi per modificare il proprio stile di vita o a seguito di un byass gastrico. Anche quest’ultimo, infatti, è soggetto a diverse complicanze. Il primo è la ripresa del peso, il secondo è la dilatazione della cavità gastrica residua. Ma c’è anche la possibilità che si formino aderenze e problematiche varie. Il sistema di sutura endoscopica OverStitch, invece, è un’alternativa alla chirurgia tradizionale che riduce persino il volume della cavità gastrica residua. Una tecnologia di questo tipo può anche avere indicazioni nel trattamento endoscopico di perforazioni iatrogene o complicazioni derivanti dalla chirurgia bariatrica. La nuova tecnica endoscopica si effettua attraverso la bocca e, in sintesi, permette la riduzione dello stomaco con punti di sutura evitando tagli.

Apollo Endosurgery
Uno dei più noti sistema di sutura endoscopica OverStitch, è l’apollo Apollo Endosurgery, un device che viene montato su un gastroscopio a doppio canale. Può avere diverse applicazioni pratiche tra cui la chiusura di perforazioni iatrogene, la sutura di lesioni della parete gastrointestinale, post resezione endoscopica di tumori submucosali, complicanze post chirurgiche gastrointestinali, post resezione endoscopica di tumori submucosali e chiusure di fistole retto-vaginali o retto-vescicali.

La cucitrice a ultrasuoni
Tra le innovazioni in medicina non possiamo non menzionare la cucitrice a ultrasuoni, utilizzata sia per le malattie da reflusso che per la cura dell’obesità patologica. La cucitrice, presentata per la prima volta nel 2015 a EndoLive, si chiama MUSE, acronimo di Medigus Ultrasonic Surgical Endostapler. Anche in questo caso si tratta di un sistema minimamente invasivo in grado di ricostruire la valvola esofagea evitando così di eseguire un vero e proprio intervento chirurgico. MUSE integra una cucitrice chirurgica e delle onde a ultrasuoni che permettono di posizionare con precisione gli strumenti utilizzati dal chirurgo. Dagli studi preliminari si è potuto constatare che dopo 3 anni dall’intervento, i pazienti che soffrivano di reflusso medio-grave hanno assistito a un miglioramento della vita, riducendo o eliminando l’uso dei farmaci nel 73% dei casi.

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