20 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Tetano a Torino in bimba non vaccinata

Tetano a Torino: la bimba migliora, ma resta grave. Il caso segnalato alla Procura dei Minori

La bimba di 7 anni ricoverata all'ospedale Regina Margherita di Torino per tetano sta lentamente migliorando, ma resta comunque ancora grave. La piccola non è mai stata vaccinata e neanche il fratellino. Il caso segnalato alla Procura dei Minori. Gli ultimi aggiornamenti.

Tetano a Torino, migliorano di poco le condizioni della bimba
Tetano a Torino, migliorano di poco le condizioni della bimba Shutterstock

TORINO – Le condizioni cliniche della bambina di 7 anni colpita dal tetano perché non vaccinata stanno lentamente migliorando. Ma resta comunque ancora grave. La piccola era stata ricoverata all’Ospedale Regina Margherita di Torino sabato scorso in preda a spasmi muscolari e convulsioni. Tutti sintomi che avevano fatto fin da subito sospettare un caso di tetano. La piccola è ancora assistita presso il reparto di terapia intensiva, ma i medici pur non avendo ancora sciolto la prognosi sono ottimisti, dato che per fortuna si è intervenuti fin dall’esordio della malattia.

Non vaccinata
Uno dei problemi con il tetano è che se non si è vaccinati o non s’interviene immediatamente al momento della possibile infezione, si rischia seriamente di sviluppare la malattia e anche morire. La bimba infatti non era mai stata vaccinata, come risultato dalle analisi condotte in ospedale dopo il ricovero e come poi confermato dagli stessi genitori della bambina. Anche il fratellino della piccola pare non sia stato vaccinato né per il tetano che per altre malattie.
Vista la situazione, e nell’attesa dei risultati definitivi degli esami, la direzione dell’ospedale e l’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte hanno segnalato il caso alla Procura dei Minori. Al momento non si hanno notizie in merito a un’eventuale inchiesta, ma il capo della Procura dei Minori Anna Maria Baldelli spiega che il fascicolo potrebbe non essere aperto poiché, sottolinea: «Noi interveniamo solo quando si ravvisa un contesto di inadeguatezza generale, non basta certo la mancanza dei vaccini».

Ma Asl e Regione la pensano diversamente
Se la Procura dei Minori avverte che interverranno solo in determinate condizioni, di altro avviso sono la Regione, la direzione dell’ospedale e la Asl. Queste infatti stanno ora cercando di ricostruire la storia della bimba e del fratellino per quanto riguarda gli obblighi vaccinali e le vaccinazioni in genere. La piccola, che ha appunto 7 anni, non solo rientra nell’età interessata dal decreto di obbligatorietà vaccinale ma, in teoria, non potrebbe nemmeno frequentare la scuola se non in regola. Su questo e altri fattori stanno ora indagando le autorità sanitarie. «Prima che entrasse in vigore il decreto – ha spiegato Giuseppe Salamina, Direttore dell’Ufficio di Igiene dell’Asl – chi non voleva vaccinare i propri figli poteva firmare un documento di rifiuto informato oppure, se non si presentava a nessuna delle convocazioni dell’Asl, gli veniva recapitata una raccomandata con la quale si informava la famiglia che con la sua mancata presentazione negli ambulatori si assumeva la responsabilità di non aver vaccinato i propri figli». Quale che sia il caso della famiglia della bimba ricoverata con il tetano, in qualche modo deve emergere. «E’ impossibile – sottolinea Salamina – che una famiglia si sia semplicemente dimenticata di far vaccinare il proprio figlio, perché anche prima che i vaccini diventassero obbligatori, le Asl mandavano più lettere di convocazione e alla terza, se non c’era alcuna risposta venivano mandati i servizi sociali per verificare che non ci fossero situazioni di trascuratezza». In sostanza, tra gli avvisi che vengono inviati dalle Asl, le possibili visite dal pediatra che di certo controlla e ricorda di far fare i vaccini è improbabile si sia trattato appunto di una dimenticanza. Ancora di più se si tiene conto che anche il fratellino pare non sia stato mai vaccinato.