20 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Morbillo a Catania

Morbillo: morto uomo di 42 anni. Contato come quarto decesso, la verità è un'altra

Una notizia ampiamente pilotata da alcuni media, enfatizzando la pericolosità del morbillo e promuovendo la scelta vaccinale. Ma la vicenda di Catania è un po’ diversa

Uomo morto di morbillo a Catania
Uomo morto di morbillo a Catania Shutterstock

È molto facile creare allarmismi in seguito alla vicenda di un giovane uomo morto a causa di morbillo. Mentre la notizia diviene virale, il panico si diffonde a macchia d’olio. E i commenti, generalmente negativi, si sprecano in merito alla vicenda. Persone ritenute pazze a non vaccinarsi quando bastava un semplice farmaco per salvare una vita. Ma le cose non stanno esattamente così.

Colpa dei media
Se i vaccini si amano o si odiano è (quasi) sempre colpa dei media. È molto facile strumentalizzare una notizia o portare il lettore a pensare esattamente ciò che si vuole far credere. Pilotare una scelta non è affatto complicato, specie se a renderla virale sono i social network. Ed è così che i no-vax sono in grado di mostrare prove di colpevolezza dei vaccini, mentre i pro-vax fanno esattamente il contrario. Ma come è possibile che entrambe le parti siano in grado di mostrare prove a sostegno della loro tesi? Semplice: basta mostrare solo uno dei lati della medaglia.

L’uomo di Catania morto a causa del morbillo
Sul sito di Epicentro – il sito a cura dell’Istituto Superiore della Sanità – si legge che le complicazioni fatali in caso di morbillo sono molto rare e si tratta di circa 30/100  casi ogni 100.000 persone colpite. Ma tali decessi generalmente si verificano solo nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse. Quindi, perché l’uomo di Catania sarebbe morto se era in perfetta salute? Semplicemente perché già prima era in condizioni molto precarie, era infatti colpito da una grave immunodepressione – e non solo.

Accusato di non aver fatto il vaccino
Tutte le accuse mosse contro l’uomo non avevano ragione di esistere. Tutti sappiamo che in caso di grave immunodepressione non si deve somministrare un vaccino. Tanto più uno di questi che contiene virus vivi e che quindi comportano un lavoro maggiore del sistema immunitario. In condizioni così precarie di salute non solo non ci si può vaccinare ma si può morire anche per un banale raffreddore. Quindi pilotare la notizia asserendo che è il quarto caso di decesso per morbillo in un paziente non vaccinato non è giornalismo. È strumentalizzazione di una notizia.

La verità
Il Corriere Quotidiano è stato uno dei pochi giornali che ha mostrato l’altra faccia della medaglia, in seguito alla vicenda di Catania. Riporta infatti le dichiarazioni di Mario Cuccia, medico responsabile del servizio epidemiologia della Asl di Catania, in cui asserisce come il paziente fosse affetto da Aids allo stadio terminale. In più aveva anche un cancro alla pelle. «Per quanto riguarda il caso specifico dell'uomo morto a Catania il morbillo è solo la causa finale di morte. L'uomo, originario della provincia di Agrigento e non vaccinato contro il morbillo, era affetto da Aids in stadio terminale e aveva anche un cancro alla pelle tipico di chi è affetto di Aids. Era già stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive del Policlinico Ferrarotto di Catania più volte, perché in provincia di Agrigento non ci sono reparti di malattie infettive.» Insomma, a un approfondimento della notizia – che tutti i quotidiani avrebbero dovuto fare - fa sorridere affermare che l’uomo sia morto a causa del morbillo.