25 giugno 2019
Aggiornato 06:00
Ospedale Vittoria Ragusa

Infermiere rubano farmaci all’ospedale per curare i pazienti privatamente

Due infermiere rubano un’ingente quantità di farmaci dall’ospedale per applicare terapie mai autorizzate dai medici curanti. Usavano un’agenzia di pompe funebri come magazzino

Due infermiere rubano farmaci all’ospedale per curare i pazienti privatamente
Due infermiere rubano farmaci all’ospedale per curare i pazienti privatamente ( Shutterstock )

«La furbizia è l'idea che lo stupido ha dell'intelligenza», scrive lo scrittore Pino Caruso nel suo libro Ho dei pensieri che non condivido. Ed è proprio la furbizia che ha alimentato le azioni deplorevoli di due infermiere siciliane che rubavano farmaci in ospedale per usarli privatamente con i loro malcapitati pazienti. Hanno dovuto sborsare fior di quattrini per avere delle cure che avrebbero potuto avere gratis.

Non sono ragazzine
Ciò che più fa sorprendere è che non si tratta affatto di una ragazzinata messa in atto da due giovani infermiere appena laureate. Tutt’altro: le donne erano più che stagionate e ultracinquantenni. Pochi giorni fa sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Ragusa dopo essere state accusate di peculato ed esercizio abusivo della professione medica.

Terapie non autorizzate
Le infermiere non solo rubavano soldi ai poveri pazienti ma prestavano servizi non autorizzati. Infatti somministravano terapie senza che queste fossero state assegnate da un medico. La loro pratica era ormai divenuta metodica: contattavano i pazienti quando si trovavano all’ospedale Vittoria in cui stavano lavorando e, una volta dimessi, si recavano da loro per la somministrazione di terapie non autorizzate. Il bello è che i pazienti erano convinti di dover fare le terapie proposte dalle due donne.

A casa o in case di cure
Le infermiere senza vergogna si recavano presso il domicilio dei pazienti o in case di cura richiedendo da un minimo di tre euro fino a quindici per una sola iniezione intramuscolo o una flebo. È evidente che qualche parente di una delle vittime ha cominciato a sospettare qualcosa perché è arrivata una chiamata anonima alla direzione dell’ospedale. La persona in questione avrebbero avvisato il personale di presunte irregolarità.

Scatta la verifica
Una volta arrivata la chiamata il Nosocomio siciliano ha contattato la Procura di Ragusa per avviare un’indagine. Subito dopo sono partiti i controlli e nel mese di marzo è stata sequestrata una quantità smisurata di medicinali che si trovavano in un’azienda di pompe funebri. Tutti i farmaci provenivano dall’ospedale Vittoria ed erano stati depositati lì dalle infermiere che avrebbero utilizzato l’agenzia funebre come magazzino.