15 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
La chiave per ridurre la mortalità

Vivere in salute e più a lungo, basta mezz'ora di attività fisica al giorno

Basta soltanto mezz'ora al giorno, o 150 minuti a settimana di attività fisica, anche una semplice camminata, per ridurre dell’28% le morti premature e per vivere in salute e più a lungo, specie dai 40 anni in su

Fare attività fisica come anche camminare fa vivere in salute e più a lungo
Fare attività fisica come anche camminare fa vivere in salute e più a lungo Shutterstock

LONDRA – Per vivere in salute e più a lungo non ci si deve ammazzare di fatica o dedicare chissà quanto tempo, basta una mezz’oretta di attività fisica al giorno (o 150 minuti a settimana, come suggerito dall'OMS) come anche una semplice camminata. Questa la chiave per ridurre dell’28% le morti premature e per vivere in salute specie dopo i 40 anni. Lo sostengono i ricercatori dell’University College di Londra nel loro nuovo studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BMJ Open.

Più attività più sane abitudini
In particolare, i ricercatori guidati dal dottor Daniel Aggio hanno scoperto che se si prende la sana abitudine di fare dell’attività fisica moderata intorno alla mezza età, si tende a mantenere questa abitudine anche più avanti con gli anni – quando l’attività fisica diventa fondamentale – assicurandosi una migliore salute e una vecchiaia più serena. I benefici per la salute dell’essere fisicamente attivi già prima dell’essere anziani può impedire di trovarsi in cattive condizioni di salute quando più vecchi, e può tra l’altro anche prevenire malattie come quelle cardiache e cardiovascolari, la demenza, l’osteoporosi, l’osteoartrite e le fratture ossee. «L’impegno anticipato nello sport e nell’esercizio strutturato può essere vitale per sviluppare le competenze motorie necessarie per creare un’abitudine permanente per l’attività fisica – spiega il dott. Daniel Aggio – Tuttavia, può anche essere importante offrire opportunità per intraprendere altre forme di attività fisica, come il camminare, durante la transizione verso la vecchiaia».

Lo studio e i risultati sulla salute
Per questo studio i ricercatori hanno seguito il comportamento di quasi 3.500 uomini per un periodo di 20 anni. La ricerca ha anche coinvolto quasi 8.000 uomini provenienti da 24 città britanniche, di cui si è studiata la salute del cuore tra il 1978 e il 1980 quando i soggetti avevano tra i 40 ei 59 anni. I partecipanti sono stati monitorati e sottoposti a esami dopo 12, 16 e 20 anni. Ogni partecipante ha dovuto compilare un questionario sulla loro storia medica e lo stile di vita, come anche domande sulla quantità e il tipo di attività fisica che avevano fatto. Tra quelle considerate attività fisica vi erano le camminate, gli hobby e il fai da te casalingo, le attività ricreative (come anche il ballo), il giardinaggio, e anche gli eventuali sport praticati. In base alle risposte date nel questionario, i ricercatori hanno valutato prima e suddiviso poi i partecipanti in diverse categorie in base all’intensità e alla frequenza dell’attività. Con questi dati sono stati ricavati dei punteggi.

I risultati
Quanto maggior aderenza nel tempo, lo sport amatoriale è stata l’attività più regolare. Tuttavia una grande diffusione la avuta la camminata, con una percentuale di partecipanti che è aumentate da poco meno del 27% dell’inizio dello studio a ben il 62% al controllo dopo 20 anni. Le attività ricreative sono invece quelle che hanno mostrato una più evidente flessione al ribasso: oltre la metà dei partecipanti (il 56%) ha riportato elevati livelli all’inizio dello studio, ma solo il 40% ha ancora praticato l’attività ricreativa alla verifica dei 20 anni. Ma la scoperta maggiormente interessante era che chi era stato attivo fin dalla mezza età, aveva tra volte più probabilità di esserlo ancora vent’anni dopo (ossia verso i 70 anni e più), con tutti i vantaggi sulla salute che questo ha comportato. Chi poi nella mezza età praticava un qualche sport aveva più probabilità di fare attività fisica più intensa anche vent’anni dopo: in media, questi avevano 5 volte maggiori probabilità. «Una possibilità è che il piacere per le persone di praticare sport è più probabile che persista nella vecchiaia rispetto alle preferenze per altri tipi di attività – commentano gli autori dello studio – La partecipazione sportiva nella mezza età può aiutare a mantenere la funzione fisica e l’efficacia dell’attività fisica più avanti nella vita, aumentando la disponibilità psicologica e fisica della [attività fisica] nella vecchiaia». Insomma, le buone abitudini non si perdono; anzi ne guadagnano con il tempo. Ecco dunque un buon motivo per iniziare a fare attività fisica da subito – se non la si fa – senza bisogno di fare chissà che o dedicare chissà quanto tempo. L’importante è iniziare e continuare.