Sempre più malati di Aids e Hiv

Aids e Hiv, drammatico aumento dei casi: in Lombardia + 40%. E i più giovani non si vogliono curare

In Italia, e in particolare in Lombardia aumentano in modo preoccupante i casi di Aids e Hiv. Soltanto nella regione, vi è stato un incremento del 20% in un anno. E il dramma è che spesso i più giovani non vogliono essere curati

Aids e Hiv, sempre più casi in Lombardia e in Italia
Aids e Hiv, sempre più casi in Lombardia e in Italia (papillondream | shutterstock.com)

MILANO – La capitale della moda potrebbe cedere lo scettro a una delle malattie più terribili dell’ultimo secolo, l’Aids – effetto secondario dell’infezione da Hiv. Diventando così la capitale dell’Aids, visto il drammatico aumento dei casi: + 20% solo dall’inizio dell’anno. Il grave, in tutto questo, è che i più giovani non vogliono farsi curare, mettendo così a rischio la propria e l’altrui vita. L’allarme è stato lanciato dopo che sono stati resi noti i dati in possesso dell’ospedale San Gerardo di Monza che ha registrato i casi di Aids nell’ultimo anno in Lombardia, arrivando a stabilire che i malati nella regione sono circa 20mila. Numeri che si aggiungono alle circa 130mila persone sieropositive in Italia.

La più colpita è Milano
Favorita forse dal fatto di essere il capoluogo e dall’essere molto popolosa, Milano e l’hinterland risultano essere il luogo in cui risiedono nella quasi totalità i malati di Aids, con una stima di 15mila sieropositivi (su 20mila della regione). Soltanto dall’inizio del 2017, si contano già 400 nuovi casi – un numero spaventosamente elevato per una malattia che potrebbe essere prevenuta se soltanto si attuassero le più banali forme di protezione.

Sempre più infettati tra i giovani
Secondi i dati acquisiti l’Aids e l’Hiv colpiscono in prevalenza i giovani, maschi e spesso gay, di età compresa tra i 25 e i 29 anni, dunque giovanissimi. In questa fascia d’età si stima che il numero di contagi sia aumentato addirittura del 40%. Anche questi crudi dati dimostrano che gli sforzi di sensibilizzazione e informazione sono stati in parte vani, perché questi giovani sono la prova che non hanno idea dei pericoli cui vanno incontro se non prendono precauzioni – forse ignoranti la strage che ha segnato il secolo scorso proprio l’Aids, in particolare tra la popolazione omosessuale. E, peggio ancora, questi stessi giovani non si fanno curare, pensando forse di essere più forti della malattia o perché hanno paura degli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici, fino a che però il virus non presenta il conto – spesso molto salato.

Sempre più casi in Italia
Se da un lato la Lombardia pare detenere il triste primato del maggior numero di sieropositivi, nel resto d’Italia le cose non vanno di certo meglio. Secondo quanto riferito dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2015 si sono registrati 3.444 casi di sieropositività accertati – per cui potrebbe esserci un sottobosco di molti altri casi di cui non si è a conoscenza. Le stime del Centro europeo di controllo delle malattie e dell’Oms Europeo parlano di almeno 122mila persone in Europa con l’Hiv che non sanno di averlo. Ogni anno in Italia, sempre secondo i dati dell’ISS, si registrano tra i 3.500 e 4.000 nuovi casi di contagio o infezione. Il grande problema è che se una persona è sieropositiva, ma non sa di esserselo, diviene inconsapevolmente e a sua volta un veicolo di contagio, facendo così aumentare il numero di persone infette, in un circolo che potrebbe non avere fine.